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	<title>Medioevo in Umbria &#187; Percorsi Religiosi</title>
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		<title>Il Cammino di san Benedetto</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 09:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Guide turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi Religiosi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>"Il Cammino di san Benedetto"</strong><br />
<i>di Simone Frignani</i><br />
Ed. Terre Di Mezzo, MI</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4570" title="il cammino di s.Benedetto" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/il-cammino-di-s.Benedetto2.jpg" alt="" width="168" height="254" />Simone Frignani</p>
<p><strong>Il Cammino di san Benedetto</strong></p>
<p><em>300 km da Norcia a Montecassino: a piedi o in bici nei luoghi di san Benedetto, fra boschi, rocche medioevali e splendide abbazie. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>16 giorni a piedi o in bici l</strong><strong>ungo un itinerario nuovo e affascinante in Umbria e Lazio, sulle tracce di san Benedetto</strong>, toccando le tre località più significative nella vita del santo: <strong>Norcia</strong>, dove nacque; <strong>Subiaco</strong>, dove pose le basi della sua Regola; e <strong>Montecassino</strong>, dove visse gli ultimi anni della sua vita e fondò l’abbazia che ha saputo resistere e rinascere nonostante quattro distruzioni.</p>
<p><strong>Dai monti Sibillini fino a Cascia e Rieti</strong>, attraverso antiche vie di transumanza e sentieri battuti un tempo da briganti e contrabbandieri, alla scoperta di un’Italia fatta di <strong>rocche, castelli medievali e paesi abbarbicati sui colli</strong>. Di lì proseguiremo per la valle dell’Aniene, risaliremo alle pendici dei monti Ernici fino alla certosa di Trisulti, arriveremo quindi a Casamari con la sua splendida abbazia, e, attraverso Arpino e Roccasecca, giungeremo infine a Montecassino.</p>
<p>Nella guida, <strong>tutto quello che c’è da sapere per mettersi in cammino</strong>: le cartine dettagliate, la descrizione del percorso, le altimetrie, i luoghi da visitare e dove dormire.</p>
<p><strong>Il Cammino </strong>(da pag.14)</p>
<p>Il Cammino di San Benedetto si propone di unire, attraverso sentieri, carrarecce e strade a basso traffico, i tre luoghi fondamentali in cui è nato e si è sviluppato il movimento benedettino: Norcia, Subiaco e Montecassino. La sua lunghezza è di 310 chilometri per il percorso a piedi e 340 per quello in bicicletta. Per quest&#8217;ultimo si è fatto in modo che si discostasse il meno possibile dal percorso a piedi. Non mancheremo di visitare i più importanti monasteri e abbazie della famiglia benedettina, cercando di cogliere al meglio lo spirito dei luoghi, senza tralasciare i numerosi altri spunti culturali e religiosi che ci si offriranno lungo il percorso e che apriranno ampie e insospettate possibilità di approfondimento. Conosceremo i luoghi di santi così popolari da rendere quasi superfluo il tracciarne una pur breve biografia, com&#8217;è nel caso di Santa Rita o di San Francesco; ma faremo anche l&#8217;incontro con una pressochè sconosciuta sant&#8217; Agostina Pietrantoni in un paesino della Sabina. (&#8230;)</p>
<p><strong>Edizioni Terre Di Mezzo, Milano , Euro  18,00</strong></p>
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		<title>Percorso Benedettino</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 09:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Percorsi Religiosi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Visitare la Valnerina è un’esperienza davvero straordinaria perché è ricchissima di luoghi dove si sono depositate alcune delle pagine più importanti della storia e dell’arte: abbazie, eremi e santuari. Sono questi i luoghi che hanno fatto da scenario alla vita, l’azione, la predicazione di San Benedetto che influenzò in maniera così radicale la vita politica, sociale ed economica non solo [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-4607" title="San Benedetto da Norcia" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/San-Benedetto-da-Norcia1-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" />Visitare la <strong>Valnerina</strong> è un’esperienza davvero straordinaria perché è ricchissima di luoghi dove si sono depositate alcune delle pagine più importanti della storia e dell’arte: <strong>abbazie</strong>, <strong>eremi</strong> e <strong>santuari</strong>.</p>
<p align="justify">Sono questi i luoghi che hanno fatto da scenario alla vita, l’azione, la predicazione di <strong>San Benedetto </strong>che influenzò in maniera così radicale la vita politica, sociale ed economica non solo umbra, ma nazionale ed europea.</p>
<p align="justify">Il Cammino di san Benedetto si propone di unire, attraverso sentieri estrade a basso traffico, i tre luoghi fondamentali in cui è nato e si è sviluppato il movimento benedettino: Norcia, Subiaco e Montecassino. La sua lunghezza è di 310 chilometri per il percorso a piedi e 340 per quello in bicicletta. Non mancheremo di visitare i più importanti monasteri ed abbazie della famiglia benedettina, cercando di cogliere al meglio lo spirito dei luoghi, senza tralasciare i numerosi altri spunti culturali e religiosi che ci si offriranno lungo il percorso e che apriranno ampie e insospettate possibilità di approfondimento.</p>
<p align="justify">Conosceremo i luoghi di santi che sono vissuti oppure hanno trovato ospitalità qui come san Francesco d&#8217;Assisi e santa Rita da Cascia.  Di seguito l&#8217;elenco delle tappe:<img class="alignright size-medium wp-image-4753" title="la guida" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/la-guida1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p align="justify">Da Norcia a Cascia. Da Cascia a Monteleone di Spoleto. Da Monteleone di Spoleto a Leonessa. Da Leonessa a Poggio Bustone. Da Poggio Bustone a Rieti. Da Rieti a Rocca Sinibalda. Da Rocca Sinibalda a Castel di Tora. Da Castel di Tora a Orvinio. Da Orvinio a Mandela. Da Mandela a Subiaco. Da Subiaco a Trevi nel Lazio. Da Trevi nel lazio a Collepardo. Da Collepardo a Casamari. Da Casamari ad Arpino. Da Arpino a Roccasecca. Da Roccasecca a Montecassino.</p>
<p align="justify"><em>Per chi intendesse approfondire queste tematiche può visionare il sito:</em> www.camminodibenedetto.it</p>
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		<title>Scoprire l&#8217;Umbria attraverso la figura di san Francesco d&#8217; Assisi.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 10:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Percorsi Storico-Artistici]]></category>
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		<category><![CDATA[san francesco d'assisi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Francesco d&#8217;Assisi e i lebbrosi: l&#8217;incontro che cambia una vita. Attraverso un percorso guidato da un team di esperti. Il &#8220;Viaggio&#8221; si compone di una giornata alla riscoperta del primo Francesco, ultimo tra gli ultimi e sollievo nella sofferenza. &#160; PROGRAMMA L&#8217; ICONA DI SAN DAMIANO (Basilica di Santa Chiara) Storia, arte e simbologia di uno dei crocefissi più famosi [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/ritratto-francesco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6115" alt="ritratto francesco" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/ritratto-francesco-300x203.jpg" width="300" height="203" /></a></p>
<p><strong>Francesco d&#8217;Assisi</strong> e i lebbrosi: l&#8217;incontro che cambia una vita. Attraverso un percorso guidato da un <em>team</em> di esperti.</p>
<p>Il &#8220;Viaggio&#8221; si compone di una giornata alla riscoperta del primo <strong>Francesco</strong>, ultimo tra gli ultimi e sollievo nella sofferenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>PROGRAMMA</strong></span></p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>L&#8217; ICONA DI SAN DAMIANO</strong> (Basilica di Santa Chiara)</span></p>
<p>Storia, arte e simbologia di uno dei crocefissi più famosi del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>DAL FANGO ALLA PORPORA</strong> (Santuario di Rivotorto)</span></p>
<p>Alle origini della storia francescana: dai tuguri di Rivotorto alla Roma di papi e imperatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>&#8220;ORA TI VEDO&#8221;</strong> (Chiesa di Santa Maddalena &#8211; ex lebbrosario)</span></p>
<p>I lebbrosi ai margini della società medievale: la concreta esperienza di Francesco in mezzo a loro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><strong>L&#8217; ALTER CHRISTUS</strong> (santuario della Porziuncola)</span></p>
<p>Francesco, nuova immagine di Cristo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>PERCORSO</strong> è curato da un team di professionisti nel settore storico, artistico e religioso, quest’ultimo con un particolare sguardo alla storia di san Francesco e dei francescani. La tipologia delle guide è indicata secondo <strong>quattro colori:</strong></p>
<p>&#8211; Il <span style="color: #008000;"><strong>VERDE</strong></span> indica la guida tradizionale.</p>
<p>&#8211; Il <span style="color: #ff0000;"><strong>ROSSO</strong></span> indica l’approfondimento di carattere storico e francescano.</p>
<p>&#8211; Il <span style="color: #cc99ff;"><strong>VIOLETTO</strong></span> indica l’approfondimento di carattere storico-artistico.</p>
<p>&#8211; Il <span style="color: #33cccc;"><strong>TURCHESE</strong></span> indica l’approfondimento di carattere tecnico-artistico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per <strong>PRENOTARE</strong>  ed avere ulteriori informazioni su questa proposta di percorso scrivere a:<strong> info@medioevoinumbria.it</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come entrare nello &#8220;spirito&#8221; dell&#8217;Umbria attraverso Chiara d&#8217;Assisi.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2014 10:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[san francesco d'assisi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Come entrare nello &#8220;spirito&#8221; dell&#8217; Umbria attraverso un percorso guidato da un team di esperti, di un&#8217;intera giornata, sulle orme del personaggio di Chiara d&#8217;Assisi. Una figura poco conosciuta e a cui è profondamente legata la vita di Francesco: un viaggio nei luoghi che profumano ancora della &#8220;pianticella di Dio&#8220;. PROGRAMMA CHIARA, CASA E CHIESA (Cattedrale di San Rufino) La vera [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/santa-chiara.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4814" alt="santa chiara" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/santa-chiara-300x284.jpg" width="300" height="284" /></a>Come entrare nello &#8220;<strong>spirito</strong>&#8221; dell&#8217; Umbria attraverso un percorso guidato da un <em>team</em> di esperti, di un&#8217;intera giornata, sulle orme del personaggio di<span style="text-decoration: underline;"> <strong>Chiara d&#8217;Assisi</strong></span>.</p>
<p>Una figura poco conosciuta e a cui è profondamente legata la vita di <strong>Francesco</strong>: un viaggio nei luoghi che profumano ancora della &#8220;<em>pianticella di Dio</em>&#8220;.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">PROGRAMMA</span></strong></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>CHIARA, CASA E CHIESA</strong> (Cattedrale di San Rufino)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La vera storia di Chiara: quando il sogno diviene realtà.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #33cccc;"><strong>L&#8217; ICONA DI SAN DAMIANO</strong> (Basilica di Santa Chiara)</span></p>
<p>Storia, arte e simbologia di uno dei crocefissi più famosi del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>CHIARAMENTE SANTA: LA FIGURA DI CHIARA NELLE FONTI</strong></span> <span style="color: #800080;">(Santuario di San Damiano)</span></p>
<p>Un&#8217; inedita santa Chiara, attraverso le vive testimonianze di chi le ha vissuto accanto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><strong>RIDOTTA A ICONA</strong> (Santuario della Porziuncola)</span></p>
<p>La Porziuncola: il luogo di Chiara, nuova icona di santità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>PERCORSO</strong> è curato da un team di professionisti nel settore storico, artistico e religioso, quest&#8217;ultimo con un particolare sguardo alla storia di san Francesco e dei francescani. La tipologia delle guide è indicata secondo <strong>quattro colori:</strong></p>
<p>&#8211; Il <span style="color: #008000;"><strong>VERDE</strong></span> indica la guida tradizionale.</p>
<p>&#8211; Il <strong><span style="color: #ff0000;">ROSSO</span></strong> indica l&#8217;approfondimento di carattere storico e francescano.</p>
<p>&#8211; Il <strong><span style="color: #cc99ff;">VIOLETTO</span></strong> indica l&#8217;approfondimento di carattere storico-artistico.</p>
<p>&#8211; Il <span style="color: #33cccc;"><strong>TURCHESE</strong></span> indica l&#8217;approfondimento di carattere tecnico-artistico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per <span style="text-decoration: underline;"><strong>PRENOTARE</strong></span>  ed avere ulteriori informazioni scrivere a:<strong> info@medioevoinumbria.it</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it/percorsi/come-entrare-nello-spirito-dellumbria-attraverso-chiara-dassisi/">Come entrare nello &#8220;spirito&#8221; dell&#8217;Umbria attraverso Chiara d&#8217;Assisi.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it">Medioevo in Umbria</a>.</p>
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		<title>Sentiero della Pace</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 17:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Percorsi Religiosi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il cammino della Liberazione di Achille Rossi &#171;Sono convinto che non ci sarebbe francescanesimo, senza quel primo drammatico viaggio del giovane Francesco da Assisi a Gubbio, all&#8217;indomani della sua spoliazione&#187;. Padre Luigi Marioli, studioso innamorato di san Francesco, ci fa subito intendere che parlare del sentiero della pace La Verna-Assisi &#232; tutt&#8217;altro che un&#8217;opera di promozione turistica. &#171;Io ritengo che [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><font style="background-color: rgb(237, 237, 237);"></p>
<p style="text-align: justify;"><b><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);">Il cammino della Liberazione di Achille Rossi </span></b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);">&laquo;<em>Sono convinto che non ci sarebbe<strong> francescanesimo</strong>, senza quel primo drammatico viaggio del giovane <strong>Francesco da Assisi a Gubbio</strong>, all&rsquo;indomani della sua spoliazione</em>&raquo;.<br />
Padre Luigi Marioli, studioso innamorato di san Francesco, ci fa subito intendere che parlare del sentiero della pace La Verna-Assisi &egrave; tutt&rsquo;altro che un&rsquo;opera di promozione turistica. &laquo;<em>Io ritengo che questo viaggio sia molto importante perch&eacute; &egrave; la prima sperimentazione di quella che Francesco stesso chiamava la sua &ldquo;<strong>altissima ispirazione</strong>&rdquo;: la sua decisa ricerca di una vita evangelica. &ldquo;<strong>Dura intenzione</strong>&rdquo; la qualifica Dante nel Paradiso. Ormai in Assisi l&rsquo;opinione pubblica si era completamente rovesciata nei confronti di questo ragazzo che prima era chiamato &ldquo;il principe delle feste&rdquo;. Diventato incomprensibile non soltanto ai familiari e ai parenti ma anche agli amici, senza aver fondato un ordine e senza neppure avere l&rsquo;intenzione di fondarne uno, Francesco segue il filo della sua ispirazione, abbandona la sua citt&agrave; e comincia a fare i conti con la storia</em>&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);"><font color="#8b0000"><strong>IL DURO IMPATTO CON LA REALT&Agrave;</strong><br />
</font>Cosa intende dire? &laquo;<em>A <strong>Caprignone</strong>, come racconta la <strong>Vita prima di Tommaso da Celano</strong>, Francesco viene assalito dai briganti, che lo malmenano e lo gettano in un fossato pieno di neve. Nella fase di transizione tra l&rsquo;epoca feudale e il periodo comunale quelli che noi chiamiamo briganti erano, in realt&agrave;, persone ex lege, fuori dalla legalit&agrave;, che non appartenevano n&eacute; ai majores, n&eacute; ai minores , n&eacute; ai mediocres e che si guadagnavano la vita taglieggiando i viandanti. Questo incontro cos&igrave; brutale &egrave; stato per Francesco il primo duro impatto con la realt&agrave;, dove &egrave; stato messo alla prova il suo impegno evangelico</em>&raquo;. Prima di essere malmenato Francesco annuncia ai briganti di essere l&rsquo;araldo del Gran Re. Cosa voleva dire? &laquo;<em>Questa &egrave; una delle sue frasi pi&ugrave; provocatorie. Egli intende suggerire ai suoi interlocutori che Dio &egrave; il &ldquo;Grande Elemosiniere&rdquo;, il dispensatore di ogni dono, e quindi tutto &egrave; grazia. Equivaleva a dire: siamo tutti poverelli, siamo tutti mendicanti. Era uno straordinario annuncio evangelico che gli interlocutori non hanno afferrato</em>&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);"><strong><font color="#8b0000">INCOMPRENSIONI</font></strong><br />
L&rsquo;incomprensione, per&ograve;, Francesco la incontra anche nei confronti di persone che erano all&rsquo;interno del sistema ecclesiastico, come dimostra la sua sosta all&rsquo;abbazia benedettina di<strong> Vallingegno</strong>, dove viene assunto a fare lo sguattero in cucina. &laquo;<em>Anche questa tappa &egrave; importante, perch&eacute; denuncia la novit&agrave; del francescanesimo nei confronti di uno degli ordini pi&ugrave; consolidati. Nella potentissima abbazia di S.Verecondo a Vallingegno Francesco viene ospitato come un pellegrino qualunque, non come uno che avesse fatto una scelta religiosa. Francesco viaggiava con la tonaca che ancora si conserva nella cappella delle reliquie della basilica inferiore di Assisi ed era difficile riconoscere in quella divisa una persona consacrata a Dio. La veste avrebbe potuto accomunarlo ai villici o agli eremiti, ma ci&ograve; che la rendeva deforme era proprio la corda che Francesco aveva adottato al posto della cintura. Gi&agrave; nel taglio della divisa, che aveva la forma di una croce, si esprime la scelta spericolata di Francesco non tanto per la povert&agrave;, quanto per la minorit&agrave;, che &egrave; qualcosa di diverso. Il francescanesimo non &egrave; un movimento pauperistico, ma minoritico: sint fratres minores</em>&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);"><strong><font color="#8b0000">VITA COME SERVIZIO<br />
</font></strong>Cosa significa minorit&agrave;? <br />
&laquo;<em>&Egrave; ben spiegato nel <strong>Vangelo di Luca</strong>: vita come servizio. Ma questo non si pu&ograve; realizzare senza la povert&agrave;. Il servizio va da povero a povero; il resto &egrave; filantropia oppure paternalismo. Insomma, la povert&agrave; &egrave; una scelta obbligata per esercitare il senso della minorit&agrave;</em>&raquo;.<br />
Padre Luigi ci fa riflettere su un particolare curioso: &laquo;<em>San Francesco aveva una netta avversione per la cavalcatura, che costituiva un segno di nobilt&agrave;, di agiatezza. Era l&rsquo;implicita ammissione di appartenere a una classe superiore. Infatti, quando<strong> bacia il lebbroso</strong>, egli scende da cavallo: &egrave; un potente appiedato, non pi&ugrave; un cavaliere, l&rsquo;uomo della spada</em>&raquo;. L&rsquo;incomprensione iniziale tra <strong>Francesco e i benedettini </strong>ha avuto per&ograve; un lieto fine. &laquo;<em>Se in prima battuta c&rsquo;&egrave; stata incomprensione, via via che l&rsquo;ordine benedettino ha preso consapevolezza del carisma francescano, non solo l&rsquo;ha riconosciuto, ma &egrave; stato uno dei pi&ugrave; generosi benefattori di san Francesco. Uno dei pi&ugrave; grandi capitoli convocati da Francesco fu completamente stipendiato da questo monastero che in un primo tempo l&rsquo;aveva rifiutato</em>&raquo;. Lei sostiene che l&rsquo;episodio di Vallingegno ha un valore fortemente simbolico. Potrebbe spiegarci cosa intende? &laquo;<em>Questo, come tanti avvenimenti della sua vita, rivela che Francesco, &ldquo;<strong>uomo semplice e idiota</strong>&rdquo; (&egrave; la sua autodefinizione), sapeva parlare a tutti, grandi e piccoli: papi, cardinali, folle di studenti universitari, come nel <strong>1222</strong> a<strong> Bologna</strong>. Anche l&rsquo;episodio, raccontato nei Fioretti, del <strong>lupo di Gubbio </strong>non fa altro che presentare in forma drammatica la sua stupenda capacit&agrave; dialogica. Francesco ha ascoltato tutti, ha parlato con tutti, e in tutti i linguaggi. Pensiamo alla sua missione in <strong>Terrasanta</strong>: <strong>unico cristiano non crociato</strong>, stretto tra due integrismi. Eppure egli non ha mai impiegato la sua forza profetica per distruggere</em>&raquo;. Padre Luigi getta uno sguardo sul magnifico chiostro trecentesco accarezzato dalla luce di questo limpido mattino di fine estate e aggiunge: &laquo;<em>Ha fatto come i restauratori: quando un muro &egrave; spanciato, tolgono la pietra storta e la rimettono diritta. &Egrave; il lavoro pi&ugrave; difficile, ma anche quello pi&ugrave; duraturo</em>&raquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);"><strong><font color="#8b0000">A GUBBIO TRA I LEBBROSI<br />
</font></strong>Questo primo viaggio di Francesco, esule dalla sua citt&agrave;, si conclude a Gubbio, dove il santo si ferma all&rsquo;<strong>ospedale dei lebbrosi</strong>. Perch&eacute; &egrave; cos&igrave; importante il soggiorno di Francesco nel lebbrosario? &laquo;<em>Perch&eacute; l&rsquo;ospedale dei lebbrosi &egrave; la casa della minorit&agrave;. Sono loro gli ultimi degli ultimi. Secondo la documentazione dello storico Fortini, al tempo di Francesco attorno ad Assisi c&rsquo;era una cintura di disperazione, costituita dai numerosi lebbrosari per uomini e per donne che punteggiavano la campagna</em>&raquo;. <br />
&laquo;<em>A leggere le costituzioni che regolavano la vita dei lebbrosi, si comprende ancora meglio la radicalit&agrave; del gesto di Francesco che tocca, anzi <strong>bacia</strong>, il lebbroso. Non &egrave; un gesto di compassione, &egrave; un gesto di compromissione. &Egrave; quasi un diventare infetto, segregato. I lebbrosi venivano accompagnati al lazzaretto &ldquo;more defunctorum&rdquo;, alla maniera dei defunti. Scegliendo la via del lebbrosario Francesco chiarisce la sua vocazione: condividere la vita degli ultimi e riconoscere il valore inalienabile di ogni persona. Il rispetto per ogni creatura traspare anche dalla sua maniera cos&igrave; espressiva di chiamare fratelli e sorelle non soltanto gli esseri umani, ma persino le cose</em>&raquo;.<br />
Leggendo il <strong>Testamento </strong>sembra che il soggiorno tra i lebbrosi sia stato per Francesco una esperienza fondativa. &laquo;<em>Effettivamente nel Testamento non si parla del crocifisso di San Damiano, ma dell&rsquo;incontro con i lebbrosi: &ldquo;essendo io nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia&rdquo;. Come dire, Dio mi condusse l&agrave; dove non sarei mai arrivato con le mie gambe. Francesco ha immesso nella storia il dialogo, la compassione, il rispetto incredibile per la dignit&agrave; dell&rsquo;uomo, perch&eacute; ha saputo riconoscere nel lebbroso i segni della gloria del Figlio di Dio</em>&raquo;. </p>
<p><strong><font color="#8b0000">UNA TENACE DIFESA DELLA POVERT&Agrave;</font></strong><br />
Come mai Francesco &egrave; stato cos&igrave; tenace nel difendere la povert&agrave; e nel volere che i suoi seguaci rimanessero &ldquo;minori&rdquo;? &laquo;<em>Perch&eacute; la ricchezza &egrave; la massima fascinazione dell&rsquo;uomo; d&agrave; infatti il senso infantile dell&rsquo;onnipotenza: con i soldi posso fare tutto. A questo punto Dio diventa inutile e Francesco ne &egrave; consapevole</em>&raquo;. Se dovesse condensare in poche battute l&rsquo;essenza del messaggio francescano, che cosa direbbe? &laquo;<em>Parlerei di questo rapporto fraterno che dovrebbe spingere ogni uomo al dialogo, alla pazienza stremata del dialogo. La parola frate, fratello, entra nel nostro dizionario con san Francesco. Per i suoi primi compagni la frateria non &egrave; la comunit&agrave;, ma la famiglia. &ldquo;Quando i frati s&rsquo;incontreranno per strada, si dimostrino domestici l&rsquo;uno all&rsquo;altro&rdquo;, suggerisce Francesco, figli cio&egrave; della stessa casa. Non perch&eacute; abiti in un convento tu sei frate, ma quando, nel tuo peregrinare sulle strade del mondo, t&rsquo;incontri con un altro fratello</em>&raquo;. &Egrave; stata recepita questa lezione di Francesco? &laquo;<em>Sono convinto che senza il francescanesimo la figura di Francesco non si sarebbe sedimentata n&eacute; in seno alla cattolicit&agrave; n&eacute; all&rsquo;interno della stessa cultura umana. Le faccio un esempio:<strong> padre Massimiliano Kolbe </strong>che in un <strong>bunker nazista </strong>nel 1942 <strong>canta gli inni mariani </strong>&egrave; una perfetta incarnazione dello spirito di Francesco che, cieco e stremato dalla malattia, inventa il <strong>Cantico delle creature</strong>. Quello che mi colpisce in questa storia secolare, che in certi momenti diventa palude, &egrave; la capacit&agrave; di ripresa, che nasce sempre dai luoghi del silenzio, dagli eremi. Aveva ragione san Bernardo: &ldquo; Non si pu&ograve; essere canali se prima non si &egrave; cisterne&rdquo;&raquo;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);">Tratto dal mensile &rdquo;<em>L&rsquo;altrapagina</em>&rdquo; n. 9 settembre 2003</span></p>
<p></font></p>
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		<title>Percorso Francescano</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 17:29:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Percorsi Religiosi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Questa nostra prima proposta offre la possibilità di risalire alle origini del cristianesimo umbro, toccando con mano quanto di più bello l&#8217;epoca Medioevale ha prodotto in questa regione. Infatti partendo da Assisi dirigendosi verso Gubbio, ci si inoltrare nella verde Valle del Chiascio e Val di Rasina, della quale Valfabbrica è il borgo principale. L&#8217;itinerario molte volte percorso da San Francesco, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/percorsiumbria.jpg" alt="" width="250" height="188" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />Questa nostra prima proposta offre la possibilità di risalire alle origini del <strong>cristianesimo</strong> umbro, toccando con mano quanto di più bello l&#8217;epoca <strong><span style="color: #8b0000;">Medioevale</span></strong> ha prodotto in questa regione. Infatti partendo da Assisi dirigendosi verso Gubbio, ci si inoltrare nella verde <strong>Valle del Chiascio </strong>e <strong>Val di Rasina</strong>, della quale Valfabbrica è il borgo principale.</p>
<p align="justify">L&#8217;itinerario molte volte percorso da <strong>San Francesco</strong>, oggi è denominato <strong>Strada Francescana </strong>ed è meta di pellegrinaggi ed escursioni naturalistiche. <br /> Prima tappa è Pieve di San Nicolò, piccolo borgo noto per i resti medioevali di un&#8217;antica abbazia e mura perimetrali che delimitavano un castello preesistente. Per tutti gli amanti dell&#8217;architettura medievale vale la pena di visitare il <strong>Castello di Biscina </strong>e l&#8217;<strong>Abbazia di Vallingegno</strong>, attualmente adibite ad attività ricettiva a metà strada tra Valfabbrica e Gubbio.</p>
<p align="justify">Prima di raggiungere Gubbio dirigendosi verso Castiglione il turista di <span style="color: #8b0000;"><strong>Medioeveoinumbria</strong></span> potrà incontrare il <span style="color: #800000;"><strong>Castello di Ildebrandi</strong></span>, ricordata come una fortezza medioevale inespugnabile posta sopra un alto colle che domina la vallata.</p>
<p align="justify">Pietralunga altra città lungo il percorso, è nota al pubblico per le sue antichissime origini, le cui testimonianze sono conservate al Museo Archeologico di Perugia.<img class="alignright" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/percorsifrancescani3.jpg" alt="" width="250" height="188" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p>Oltre la città di Pietralunga, prima di raggiungere Città di Castello, si erige il borgo isolato di <strong>Pieve de&#8217; Saddi</strong>, la più antica Pieve della diocesi Tifernate. Tale borgo va inoltre ricordato come luogo di sepoltura di <strong>San Crescenziano</strong>, al quale si deve la diffusione del cristianesimo nel IV secolo. <br /> Superato Pieve de&#8217; Saddi, si arriva finalmente in uno dei luoghi più mistici e affascinanti della regione: l&#8217;<strong>Eremo del Buon Riposo </strong>luogo in cui il &#8220;poverello di Dio&#8221; era solito fermarsi per riposare e pregare all&#8217;interno della grotta ancora visitabile.</p>
<p align="justify">Ultima tappa è la graziosa cittadina di Citerna. <br /> Il percorso proposto da Medioevoinumbria offre non poche bellezze naturali così come resti storici di un passato glorioso. I tre principali centri, Assisi, Gubbio e Città di Castello offrono al turista uno scenario unico e irripetibile, ricco di testimonianze storiche e religiose. Si tratta di un percorso rivolto principalmente a quel turista che non amando i luoghi di pellegrinaggio usuali, ricerca ulteriori risposte a interessi storico-culturali e naturalistici in paesaggi dal fascino mistico ancora intatto. Un itinerario per tutti coloro che amano il trekking, l&#8217;escursionismo, la mountain bike e l&#8217;equitazione, per tutti coloro che sanno accontentarsi di un alloggio in un rifugio montano o un agriturismo e di piccoli ristoranti e taverne dove poter ancora vivere un soggiono unico e eclusivo a contatto con la natura incontaminata.  </p>
<p align="justify">Leggi anche http://<a href="http://www.medioevoinumbria.it/libri/di-qui-passo-francesco/">www.medioevoinumbria.it/libri/di-qui-passo-francesco/</a></p>
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