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	<title>Medioevo in Umbria &#187; Spiritualità</title>
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		<title>L&#8217;invenzione del Presepio</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 10:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[Santi e Beati]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dalla VITA DI SAN FRANCESCO (Legenda Maior) di San Bonaventura da Bagnoregio (al secolo Giovanni Fidanza)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<address><a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Immagine-che-ricorda-il-Presepio-di-Greccio.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5780" title="Immagine che ricorda il Presepio di Greccio" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Immagine-che-ricorda-il-Presepio-di-Greccio.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Dalla <strong>VITA DI SAN FRANCESCO</strong> (<em>Legenda Maior</em>) di San Bonaventura da Bagnoregio (al secolo <strong>Giovanni Fidanza</strong>)</address>
<address> </address>
<p><strong>7.</strong> San Francesco, tre anni prima della sua morte, decise di celebrare vicino al paese di Greccio, il ricordo della natività del bambino Gesù, con la maggior solennità possibile, per rinfocolarne la devozione.</p>
<p>Ma, perché ciò non venisse ascritto a desiderio di novità, chiese ed ottenne prima il permesso del sommo Pontefice. Fece preparare una stalla, vi fece portare del fieno e fece condurre sul luogo un bove ed un asino.</p>
<p>Si adunano i frati, accorre la popolazione; il bosco risuona di voci e quella venerabile notte diventa splendente di innumerevoli luci, solenne e sonora di laudi armoniose.</p>
<p>L&#8217;uomo di Dio stava davanti alla mangiatoia, ricolmo di pietà, cosparso di lacrime, traboccante di gioia.</p>
<p>Il santo sacrificio viene celebrato sopra la mangiatoia e Francesco, levita di Cristo, canta il santo Vangelo. Predica al popolo e parla della nascita del re povero e nel nominarlo, lo chiama, per tenerezza d&#8217;amore, il «bimbo di Bethlehem».</p>
<p>Un cavaliere, virtuoso e sincero, che aveva lasciato la milizia secolaresca e si era legato di grande familiarità all&#8217;uomo di Dio, il signor Giovanni di Greccio, affermò di aver veduto, dentro la mangiatoia, un bellissimo fanciullino addormentato, che il beato Francesco, stringendolo con ambedue le braccia, sembrava destare dal sonno.</p>
<p>Questa visione del devoto cavaliere è resa credibile dalla santità del testimone, ma viene comprovata anche dalla verità che essa indica e confermata dai miracoli da cui fu accompagnata. Infatti l&#8217;esempio di Francesco, riproposto al mondo, ha ottenuto l&#8217;effetto di ridestare la fede di Cristo nei cuori intorpiditi; e il fieno della mangiatoia, conservato dalla gente, aveva il potere di risanare le bestie ammalate e di scacciare varie altre malattie.</p>
<p>Così Dio glorifica in tutto il suo servo e mostra l&#8217;efficacia della santa orazione con l&#8217;eloquenza probante dei miracoli.&#8221;</p>
<p>Per comprendere meglio l&#8217;invenzione &#8220;rivoluzionaria&#8221; del presepio,  trascrivo un&#8217;analisi tratta dal testo del famoso studioso <strong>Jacques Le Goff</strong>  &#8220;<em>San Francesco d&#8217;Assisi</em>&#8221; (Editori Laterza,2003): &#8221; <em>&#8230; In un&#8217;epoca</em> (quella medievale)<em> che presta poca attenzione al bambino, Francesco e i Minori si iscrivono in una linea di valorizzazione del bambino i cui rappresentanti principali sono stati san Bernardo, circa un secolo prima, e Giacomo di Vitry, contemporaneo (e sostenitore) dei primi francescani, il quale identifica una categoria di pueri nei suoi Sermones ad status. Nella lista delle categorie di cristiani della Regula non bullata (XXIII, 7), i bambini compaiono in due occasioni: prima tra le categorie dominate; quindi tra le classi di età: infantes, adolescentes, iuvenes e senes. Un episodio popolare, quello del presepe di Greccio, ha contribuito alla diffussione del culto di Gesù bambino che, a sua volta, nella promozione del bambino ha giocato un ruolo paragonabile al culto della Vergine per quanto riguarda la donna.</em>&#8221; (pag. 148)</p>
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		<title>Sulle tracce di San Francesco</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 10:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Guide turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; uscito un nuovo libro &#8220;Sulle tracce di San Francesco&#8221; di Attilio Brilli e Simonetta Neri, edito da &#8220;Il Mulino&#8221; e dalle prime pagine ben si intende il taglio che gli autori hanno voluto dare a questo loro impegno. &#8220;Sbarcato nel 1431 a capo d&#8217;Otranto di ritorno dal suo terzo pellegrinaggio a Gerusalemme, Mariano da Siena, rettore della chiesa senese [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uscito un nuovo libro &#8220;<strong>Sulle tracce di San Francesco</strong>&#8221; di <em>Attilio Brilli</em> e <em>Simonetta Neri</em>, edito da &#8220;Il Mulino&#8221; e dalle prime pagine ben si intende il taglio che gli autori hanno voluto dare a questo loro impegno.</p>
<p>&#8220;Sbarcato nel 1431 a capo d&#8217;Otranto di ritorno dal suo terzo pellegrinaggio a Gerusalemme, <strong>Mariano da Siena</strong>, rettore della chiesa senese di San Pietro a Ovile, risale la penisola fino all&#8217;Umbria settentrionale con il preciso intento di recarsi ad Assisi, prima di raggiungere la sua città. Mariano annota<img class="alignright size-medium wp-image-7614" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/img152-181x300.jpg" alt="img152" width="181" height="300" /> nel suo diario di aver fatto visita al &#8220;<em>nobile e bello monistero</em>&#8221; di Santa Chiara, a San Damiano e a Santa Maria degli Angeli &#8220;<em>per lo perdono</em>&#8220;. Per quanto tarda, la testimonianza a un notevole rilievo per il modo in cui attesta l&#8217;essersi già consolidato, all&#8217;epoca, il percorso devozionale e turistico dei santi luoghi assisani, ivi compresa la ricorrenza del Perdono a Santa Maria degli Angeli. Ma eccezionale si rivela il riferimento alla visita effettuata al romitorio del Subasio, nella località detta le Carceri, ovverosia alla grotta in cui dimorano i frati francescani, &#8220;in su la paglia&#8221;, sulle pendici ricche di anfratti del monte. (&#8230;)&#8221; <em>pag.9</em></p>
<p>Questo volumetto rievoca viaggi alla ricerca dei quattordici romitori francescani tuttora esistenti lungo la dorsale appenninica fra Toscana, Umbria e Lazio nei resoconti di William Blake Richmond, Edith Wharton, Vernon Lee, Dino Campana, Corrado Ricci, Guido Piovene ed altri.</p>
<p><strong>Sulle trace di San Francesco. </strong></p>
<p><em>Attilio Brilli e Simonetta Neri</em></p>
<p>Ed. Il Mulino, 2016</p>
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		<title>L&#8217;incontro di Dacia con Chiara.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 16:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[libri su chiara]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>"Chiara di Assisi"</strong><br />
<i>di Dacia Maraini</i><br />
Ed. Rizzoli</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/dacia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6911" alt="dacia" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/dacia.jpg" width="224" height="224" /></a>Le donne &#8230; “Fedeli esecutrici del volere patriarcale, spesso aguzzine delle loro figlie, solo raramente, con grandi sforzi, si sono scoperte solidali. Chiara è riuscita a evitare questi ostacoli e imporre la sua volontà, senza gridare né pretendere, con felice lealtà verso se stessa. Potremmo dire, senza paura di forzare la mano, che la piccola volitiva Chiara di Assisi è stata una antesignana della difesa dei diritti delle donne, anche se non ha mai pensato in termini di rivendicazione, sentimento lontano dalla sua natura e dalle sue scelte di vita. Ma certamente ha messo in pratica quello che molte donne avrebbero voluto e non hanno potuto fare: conciliare una adesione formale alle regole misogine disposte dall’alto con una prassi di libertà. Una libertà non dettata da egoismi e vendette, ma da una fedeltà ancora più profonda alle proprie scelte religiose. Padrona di sé, autonoma nella elaborazione di un pensiero proprio, rivendicatrice di una libertà se non sociale, cosa impossibile per quei tempi, per lo meno psichica e mentale.” Quasi a metà del libro “Chiara di Assisi” scritto da Dacia Maraini è questo il pensiero a cui arriva dopo aver seguito passo dopo passo le testimonianze delle suore che vissero vicino a Chiara, e ricostruisce un po’ tutta la vita: dalla quotidianità alle cose più straordinarie che hanno contribuito a fare di Chiara una guida spirituale, una santa. Le domande che Dacia Maraini si pone sono molto semplici, ma anche molto radicali e forse scomode, però ci aiutano a comprendere meglio il modo di pensare di Chiara e le sue scelte. Una lettura, insomma, da non perdere! (R.B.)</p>
<p><strong>&#8220;Chiara di Assisi&#8221; </strong></p>
<p>Dacia Maraini</p>
<p>Ed.Rizzoli, Milano,</p>
<p>2013 pagg. 253; euro 17,50</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>San Francesco d&#8217;Assisi</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 07:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco; assisi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>San Francesco d’Assisi</strong><br />
<i>di Jacques Le Goff</i><br />
Editori Laterza 2002</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/legoff.jpg" alt="" width="262" height="400" align="absmiddle" border="1" hspace="10" vspace="10" /></div>
<div>
<div id="ctl00_ContentPlaceHolder1_pnSubTitle"> </div>
<div> </div>
<div><strong>di Jacques Le Goff</strong></div>
<p><em>Dalla prefazione</em></p>
<p>&#8220;Da quando ho iniziato ad interessarmi al Medioevo sono affascinato dal personaggio di <strong>San Francesco d’Assisi </strong>per un duplice motivo. Innanzitutto dal personaggio storico che, nel cuore della svolta decisiva tra XII e XIII secolo, quando nasce un Medioevo moderno e dinamico, scuote la religione, la civiltà e la società. Metà religioso, metà laico, nelle città in pieno sviluppo, sulle strade e nel ritiro solitario, nella fioritura della civiltà cortese che si intreccia con una nuova pratica della povertà, dell’umiltà e della parola, ai margini della Chiesa ma senza cadere nell’eresia, ribelle senza nichilismo, attivo nella regione più in fermento della cristianità, l’Italia centrale, tra Roma e la solitudine della Verna, Francesco ha giocato un ruolo decisivo nello sviluppo dei nuovi ordini mendicanti diffondendo un apostolato per la nuova società cristiana, ha arricchito la spiritualità cristiana di una dimensione ecologica, al punto da apparire come l’inventore di un sentimento medievale della natura che si esprime nella religione, nella letteratura e nell’arte.<br />Modello di un nuovo tipo di santità così centrata sulla figura di Cristo da identificarvisi al punto da essere il primo uomo a ricevere le stimmate, francesco è stato uno dei personaggi della storia medievale più incisivi nel suo tempo e fino a oggi. (…) <br />Questa pubblicazione si colloca in un filone di ricerca storica desiderosa di ragionare, rinnovandola allo stesso tempo, sulla storia di San Francesco e sull’immagine che egli ci consegna alle soglie del terzo millennio, ancorate ad un tessuto storico autentico e distante dalle elucubrazioni pseudomillenaristiche in cui San Francesco è fuori luogo. (…) <br />Infine ho indagato l’influenza del francescanesimo primitivo sui modelli culturali del XIII secolo. Si tratta di uno schizzo di tutto l’universo culturale di questa epoca e della individuazione della presenza di Francesco e dei suoi discepoli in questo universo. Seguendo l’esempio del personaggio e del suo ordine, attenti a comprendere globalmente la società e la cultura e ad agire in questi ambiti, ho tentato un approccio globale a questa vicenda in una prospettiva di storia sociale. E – senza commettere un anacronismo, spero – ho voluto far risuonare in queste pagine l’eco attuale, nelle domande che ci poniamo alla soglia del terzo millennio, della voce e dell’azione di Francesco e dei suoi fratelli.&#8221;</p>
<p><strong>San Francesco d&#8217;Assisi<br /></strong>di Jacques Le Goff <br />Editori Laterza 2002 <br />Prezzo: € 7,50 </p>
</div>
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		<title>Storia di Chiara e Francesco</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 10:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>"Storia di Chiara e Francesco"</strong><br />
<i>di Chiara Frugoni</i><br />
Ed. Einaudi, MI</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/Storia-di-Chiara-e-Francesco.jpg" alt="" width="250" height="392" align="left" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Due ragazzi benestanti, colti, imbevuti di letture &#8211; soprattutto lui &#8211; di nobili cavalieri e amori cortesi. Ma quando un giorno questi due giovani, destinati a ereditare gli onori del loro stato sociale, volsero lo sguardo sulle cose degli uomini, videro un mondo che tradiva il messaggio del Vangelo e lo rifiutarono. Decisero, in momenti diversi, di spogliarsi delle loro ricchezze e, nudi, di abbracciare una nuova vita per gli ultimi.</p>
<div style="text-align: justify;">Quelle di Chiara e Francesco furono due esistenze che si intrecciarono strettamente pur percorrendo, ciascuno dei due santi, cammini differenti. Lo scopriamo direttamente dalle loro voci, dai loro scritti, a cui Chiara Frugoni dedica in questo libro uno spazio del tutto nuovo.</div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: justify;">Facendo parlare direttamente i protagonisti, la Frugoni fa del lettore un compagno di strada di Chiara e Francesco, permettendogli di accostarsi al loro generoso progetto e alle resistenze, ai tradimenti, ai compromessi con cui i due dovettero fare i conti per rendere reale la loro utopia. Del resto è una storia, quella di Chiara e Francesco, che col passare dei secoli nulla ha perso della sua travolgente novità. Al contrario, è come se il tempo trascorso non smettesse di sottolinearne la radicale modernità: il rapporto con i poveri, e quindi col denaro e il potere; il ruolo non subalterno della donna; la funzione dei laici nell&#8217;istituzione religiosa; l&#8217;importanza del lavoro manuale in servizio del prossimo e come garanzia di libertà; la relazione con fedi diverse. Poche altre figure storiche sono riuscite a forgiare un modello di comportamento capace di contrapporsi all&#8217;esistente con una radicalità pari alla loro mitezza. Perché è questo, in fondo, uno degli aspetti più caratteristici del magistero dei due santi: il tentativo di rispondere a una domanda, oggi come allora, «impossibile»: come farsi carico delle ingiustizie del mondo usando solo le parole del Vangelo?</div>
<div> </div>
<hr />
<p><strong>Storia di Chiara e Francesco<br /></strong><em>Chiara Frugoni<br /></em>Frontiere 2011<br />pp. 202 <br />€ 18,00</p>
</div>
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		<title>Francesco un &#8220;pazzo&#8221; da slegare</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 10:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>"Francesco un pazzo da slegare"</strong><br />
<i>di AA.VV.</i><br />
Ed. Cittadella, Assisi (PG)</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it/libri/francesco-un-pazzo-da-slegare/">Francesco un &#8220;pazzo&#8221; da slegare</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it">Medioevo in Umbria</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/libro_francesco_unpazzo_big.jpg" alt="" width="236" height="400" align="absMiddle" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p>I capitoli di questo libro erano all&#8217;origine relazioni di un convegno. Riuniti in volume, non senza qualche esitazione iniziale, l&#8217;editore e i curatori si sono resi conto che ne è nato spontaneamente un libro, un vero libro, nonostante i limiti di un « parlato » che tuttavia, in questo caso, contribuisce all&#8217;immediatezza persuasiva dei testi più di quanto ne possa diminuire il necessario rigore. Chiamato a presentare questo libro così «<em>francescanamente anomalo</em>», e per questo a me congeniale, mi sono reso conto che è proprio il tema della « pazzia » evangelica di <strong>Francesco d&#8217;Assisi </strong>ad aver fermentato e acceso l&#8217;unità e l&#8217;armonia sostanziale di questi testi, rendendoli concatenabili l&#8217;uno con l&#8217;altro senza eccessivi stacchi di linguaggio e di discorso. Segno che la « pazzia » è, con ogni probabilità, l&#8217;aspetto più intenso e appassionato, tra profezia ed escatologia, di un Francesco riaccostato e interrogato oggi sul senso ultimo della vita e della morte, della comunione e della comunità. (&#8230;)<br />Roger Garaudy cita in queste pagine uno slogan giovanile, scritto sui muri d&#8217;una università francese: «La pazzia è il sale che impedisce alla ragione di marcire ». Francesco, otto secoli fa, è stato, con altri, ma con più coerenza e fede di tutti, quel «<strong>sale</strong>» per la Chiesa e la società del suo tempo. Ai pensieri inconfessati dei frati che non riuscivano a cogliere il significato dei suoi gesti, delle sue scelte, Francesco sembra dire: Voi mi credete pazzo; e afferma senza esitazione: «<em>Il Signore mi ha rivelato essere suo volere che io fossi un pazzo nel mondo</em>». (&#8230;)<br />I contemporanei di Francesco, dopo il primo scandalo, accettarono la sua «<strong>pazzia</strong>». (&#8230;) <br />O si accetta anche oggi la sua «pazzia» o l&#8217;unica logica è di lasciarlo incatenato. (&#8230;) <br />E&#8217; la medesima « pazzia » che oggi può restituire ai cristiani la speranza e la possibilità di portare la pace e il dialogo in ogni città dell&#8217;uomo.</p>
<p>P. Ernesto Caroli, francescano</p>
<p>Curatori: <em>Acquaviva &#8211; Alimenti &#8211; Allam &#8211; Balducci &#8211; Bertini &#8211; Bettazzi &#8211; Capucci &#8211; Carretto &#8211; Cavani &#8211; Ciotti &#8211; Fabbretti &#8211; Fornari &#8211; Garaudy &#8211; Garelli &#8211; Magro &#8211; Molina &#8211; Piana &#8211; Portoghese &#8211; Quinzio &#8211; Riboldi &#8211; Rusconi</em></p>
<p>Cittadella Editrice <br />Stampa: Grafica 2000 <br />Città di Castello &#8211; 1993 </p>
</div>
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		<title>Francesco d&#8217;Assisi di H. Hesse</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 10:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>"Francesco d'Assisi"</strong><br />
<i>di Herman Hesse</i><br />
Ed. Sugarco, MI</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/hermann_hesse.jpg" alt="" width="246" height="400" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p>Coloro che disdegnano di bere ad acque torbide, che non si appagano di simulacri, non si accontentano di un nome in luogo della sostanza, né di un’immagine al posto della realtà, sono anche coloro che vogliono tornare alle prime sorgenti di ogni energia e di ogni vita: sono i grandi iniziati sulla via della saggezza. Tale emerge Francesco d’Assisi, in questa biografia di Hermann Hesse che si lega straordinariamente alla futura problematica e alle figure iniziatiche che tanta parte hanno nell’arte di questo scrittore.</p>
<p><strong>Francesco d&#8217;Assisi <br /></strong>di Hermann Hesse <br />Sugarco Edizioni <br /> </p>
<p><strong>HERMANN HESSE &#8211; Biografia</strong></p>
<p>Hermann Hesse, 1877-1962, è considerato, insieme a Thomas Mann, uno dei maggiori scrittori di lingua tedesca di questo secolo. Tra le sue numerose opere tradotte in italiano: Sotto la ruota, Siddharta, Il lupo della steppa, Demian, Amicizia, Viaggio in India, Pellegrinaggio d’Autunno, Hermann Lauscher, questi quattro ultimi pubblicati da SugarCo in questa stessa collana. Newl 1946 gli fu attribuito il premio Nobel per la letteratura.</p>
</div>
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		<title>Francesco d&#8217;Assisi di E. Balducci</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 10:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>"Francesco d'Assisi"</strong><br />
<i>di Ernesto Balducci</i><br />
Ed. Cultura della Pace, FI</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/francescodassisi.jpg" alt="" width="270" height="400" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<div> </div>
<div> </div>
<div>di Ernesto Balducci </div>
<div>
<div id="ctl00_ContentPlaceHolder1_pnSubTitle"> </div>
<p>“Già i contemporanei videro in Francesco l’ “uomo nuovo”, che riapriva gli spazi della libertà creativa e restituiva l’efficacia storica all’antico messaggio del vangelo ormai imprigionato dentro l’ideologia del dominio. Quest’uomo nuovo fu un vincitore? Fu uno sconfitto? Quando egli uscì prima ancora che dalla vita, dalla storia, nella solitudina della Verna, che altro aveva lasciato agli uomini se non lo splendore di una leggenda impraticabile? Sono queste le domande con cui ho letto, pagina per pagina, l’immensa raccolta delle Fonti Francescane, nell’intento di verificare non tanto e solo quale sia il vero Francesco storico, ma quale eruzione di umanità nuova sia avvenuta con lui e attorno alui. Come dire che, senza venir meno, lo spero, alle regole con cui si ricostruisce il passato, ho riletto criticamente la “leggenda” antica, tenendo gli occhi fissi sulla nostra storia futura.”</p>
<p><strong>Francesco d&#8217;Assisi <br /></strong>di Ernesto Balducci <br /><strong>Edizioni Cultura della Pace</strong></p>
<p><strong>ERNESTO BALDUCCI &#8211; Biografia</strong></p>
<p>Nato nel 1922 a Santa Fiora, paese di minatori alle pendici del Monte Amiata, figlio lui stesso di un minatore, divenuto prete nell’Ordine delle Scuole Pie, Ernesto Balducci insegna nelle scuole fiorentine del suo stesso Ordine. Allontanato da Firenze nel 1959, ritorna dopo il Concilio come superiore del Convento della Badia Fiesolana, il quale però è situato non nella diocesi fiorentina ma oltre i suoi confini. Il vescovo Ermenegildo Florit, succeduto a Dalla Costa, non l’ha voluto a Firenze. Fondatore ed animatore della rivista fiorentina “ Testimonianze”, con cui ha accompagnato e sviluppato i maggiori temi del Concilio Vaticano II. Negli ultimi anni della sua vita lo vediamo sempre più vicino alle problematiche connesse allo sviluppo dei popoli e della pace; inizia una nuova impresa editoriale “Edizioni cultura della Pace” dove prendono spazio autori e testi fondamentali per far crescere una società del dialogo e dell’accoglienza. Muore in un incidente d’auto il 25 aprile 1992. La morte lo trovò coerente, con l’impegno che a lui, ragazzo di bottega, aveva affidato Manfredi, il suo maestro artigiano, fabbro-ferraio di Santa Fiora, anarchico perseguitato dal fascismo, quando il giorno della partenza per il seminario gli aveva detto in modo ieratico: «Non ti lasciare imbrogliare dai preti».</p>
</div>
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		<title>Pregare nel Medioevo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Aug 2012 09:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità medievale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>"Pregare nel Medioevo"</strong><br />
<i>di Giovanni di Fècamp</i><br />
Ed. Jaca Book, MI</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221; <em>Avere sempre a portata di mano una parola su Dio che fosse breve, da poter leggere nei momenti di aridità, capace di riaccendere il fuoco dell&#8217;amore per te</em><a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/img007.jpg"><img class="alignleft  wp-image-5263" title="img007" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/img007-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a><em>, che facilmente si spegne</em>&#8220;.</p>
<p>Così, quasi mille anni fa, un giovane monaco presentava il libretto di preghiere che in questo volume viene pubblicato. (&#8230;) Ben presto infatti il libretto passa tra le mani di amici, intenzionati anch&#8217; essi a trovare del tempo per raccogliersi nella quiete e meditare. In seguito, l&#8217;opera verrà sempre più conosciuta e largamente ricopiata, fino a essere stampata ripetutamente in epoca moderna senza più sapere chi ne fosse l&#8217;autore (&#8230;) Non c&#8217; è infatti alcun dubbio che, leggendo questo libro, ci si trovi coinvolti dalla prima all&#8217;ultima riga in una contemplazione della fede cristiana nei suoi misteri, piena di ammirazione e di stupore, che si effonde in vera e intensa preghiera: Siamo trasportati quasi improvvisamente in un clima spirituale certamente vicino a quello della celebre opera agostiniana &#8211; e talora avvertiamo anche l&#8217;eco del suo modo espressivo -; ma ne siamo anche lontani: qui, prima di ogni altra percezione, ci sentiamo attratti dentro la meraviglia di chi contempla Dio nelle sue opere e spontaneamente si trova a pregarlo.</p>
<p>Ma chi era Giovanni di Fècamp? <strong></strong></p>
<p>Originario di Ravenna, nato attorno al 990, fu avviato alla vita monastica fin da piccolo alla scuola di quel riformatore instancabile, discepolo del grande abate Maiolo di Cluny, che fu Guglielmo di Volpiano. Il cenobio di San Benigno a Digione lo vide formarsi culturalmente e spiritualmente, fino a quando fu chiamato dallo stesso Guglielmo &#8211; passato dalla Borgogna alla Normandia per introdurvi la riforma &#8211; a fargli da priore nell&#8217;abbazia di Fècamp, piccolo porto fluviale tra le falesie sulla Manica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Pregare nel Medioevo</strong></span></p>
<p>di <em>Giovanni di Fècamp</em></p>
<p>Ed. Jaca Book, Milano, pag. 147</p>
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		<title>Sulle strade del Silenzio</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jun 2012 14:50:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.medioevoinumbria.it/?p=4418</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong>"Sulle strade del Silenzio"</strong><br />
<i>di Giorgio Boatti</i></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>d<img class="alignright size-full wp-image-4427" title="sulle strade del silenzio" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/sulle-strade-del-silenzio.jpeg" alt="" width="212" height="238" />i Giorgio Boatti</p>
<p>Davanti a me la scritta &#8216;Silenzio&#8217;. Campeggia cubitale sul bianco della parete. Silenzio? E silenzio sia.</p>
<p>Da Montecassino a Bose, da Camaldoli a Subiaco, dall&#8217;abbazia di Noci, nella Murgia pugliese, ai contrafforti di Serra San Bruno in Calabria, da Praglia sino alla badia del Goleto, sui crinali dell&#8217;Irpinia orientale. «Hai trovato il monastero giusto?»: la domanda che qualcuno di tanto in tanto mi pone mette in guardia dai fraintendimenti che il mio vagare per eremi e cenobi potrebbe suscitare. No, non sto cercando il monastero giusto. Vado per questa strada perché ho il sospetto che le luci nascoste che giungono da questi luoghi siano ancora capaci di offrire qualche solido orientamento. Perfino nella densa penombra calata sui giorni italiani. Busso a queste porte perché ho l&#8217;impressione che qui si impari davvero che si può cambiare il mondo, ma – impresa piuttosto complicata – a patto di cominciare a cambiare se stessi, partendo dalle cose più semplici e concrete. Ad esempio, cercando di stare nel mondo prendendone nel frattempo la giusta distanza. Governando in modo diverso faccende quotidiane e basilari come il dormire e il mangiare, il desiderare e il bisogno di riconoscimenti, il silenzio con se stessi e l&#8217;incontro con gli altri. Sembrano bazzecole, ma quelli che vi si sono cimentati seriamente dicono che la sfida sia di vertiginosa difficoltà. E, soprattutto, pare duri tutta una vita.</p>
<p>Sulle strade del silenzio</p>
<p>di Giorgio Boatti</p>
<p>Ed. LATERZA, 2012, pp.380, Euro 18,00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it/libri/spiritualita-libri/sulle-strade-del-silenzio/">Sulle strade del Silenzio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it">Medioevo in Umbria</a>.</p>
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