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	<title>Medioevo in Umbria &#187; Guide turistiche</title>
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		<title>Il Cammino di san Benedetto</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 09:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong>"Il Cammino di san Benedetto"</strong><br />
<i>di Simone Frignani</i><br />
Ed. Terre Di Mezzo, MI</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4570" title="il cammino di s.Benedetto" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/il-cammino-di-s.Benedetto2.jpg" alt="" width="168" height="254" />Simone Frignani</p>
<p><strong>Il Cammino di san Benedetto</strong></p>
<p><em>300 km da Norcia a Montecassino: a piedi o in bici nei luoghi di san Benedetto, fra boschi, rocche medioevali e splendide abbazie. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>16 giorni a piedi o in bici l</strong><strong>ungo un itinerario nuovo e affascinante in Umbria e Lazio, sulle tracce di san Benedetto</strong>, toccando le tre località più significative nella vita del santo: <strong>Norcia</strong>, dove nacque; <strong>Subiaco</strong>, dove pose le basi della sua Regola; e <strong>Montecassino</strong>, dove visse gli ultimi anni della sua vita e fondò l’abbazia che ha saputo resistere e rinascere nonostante quattro distruzioni.</p>
<p><strong>Dai monti Sibillini fino a Cascia e Rieti</strong>, attraverso antiche vie di transumanza e sentieri battuti un tempo da briganti e contrabbandieri, alla scoperta di un’Italia fatta di <strong>rocche, castelli medievali e paesi abbarbicati sui colli</strong>. Di lì proseguiremo per la valle dell’Aniene, risaliremo alle pendici dei monti Ernici fino alla certosa di Trisulti, arriveremo quindi a Casamari con la sua splendida abbazia, e, attraverso Arpino e Roccasecca, giungeremo infine a Montecassino.</p>
<p>Nella guida, <strong>tutto quello che c’è da sapere per mettersi in cammino</strong>: le cartine dettagliate, la descrizione del percorso, le altimetrie, i luoghi da visitare e dove dormire.</p>
<p><strong>Il Cammino </strong>(da pag.14)</p>
<p>Il Cammino di San Benedetto si propone di unire, attraverso sentieri, carrarecce e strade a basso traffico, i tre luoghi fondamentali in cui è nato e si è sviluppato il movimento benedettino: Norcia, Subiaco e Montecassino. La sua lunghezza è di 310 chilometri per il percorso a piedi e 340 per quello in bicicletta. Per quest&#8217;ultimo si è fatto in modo che si discostasse il meno possibile dal percorso a piedi. Non mancheremo di visitare i più importanti monasteri e abbazie della famiglia benedettina, cercando di cogliere al meglio lo spirito dei luoghi, senza tralasciare i numerosi altri spunti culturali e religiosi che ci si offriranno lungo il percorso e che apriranno ampie e insospettate possibilità di approfondimento. Conosceremo i luoghi di santi così popolari da rendere quasi superfluo il tracciarne una pur breve biografia, com&#8217;è nel caso di Santa Rita o di San Francesco; ma faremo anche l&#8217;incontro con una pressochè sconosciuta sant&#8217; Agostina Pietrantoni in un paesino della Sabina. (&#8230;)</p>
<p><strong>Edizioni Terre Di Mezzo, Milano , Euro  18,00</strong></p>
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		<title>Sulle tracce di San Francesco</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 10:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; uscito un nuovo libro &#8220;Sulle tracce di San Francesco&#8221; di Attilio Brilli e Simonetta Neri, edito da &#8220;Il Mulino&#8221; e dalle prime pagine ben si intende il taglio che gli autori hanno voluto dare a questo loro impegno. &#8220;Sbarcato nel 1431 a capo d&#8217;Otranto di ritorno dal suo terzo pellegrinaggio a Gerusalemme, Mariano da Siena, rettore della chiesa senese [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uscito un nuovo libro &#8220;<strong>Sulle tracce di San Francesco</strong>&#8221; di <em>Attilio Brilli</em> e <em>Simonetta Neri</em>, edito da &#8220;Il Mulino&#8221; e dalle prime pagine ben si intende il taglio che gli autori hanno voluto dare a questo loro impegno.</p>
<p>&#8220;Sbarcato nel 1431 a capo d&#8217;Otranto di ritorno dal suo terzo pellegrinaggio a Gerusalemme, <strong>Mariano da Siena</strong>, rettore della chiesa senese di San Pietro a Ovile, risale la penisola fino all&#8217;Umbria settentrionale con il preciso intento di recarsi ad Assisi, prima di raggiungere la sua città. Mariano annota<img class="alignright size-medium wp-image-7614" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/img152-181x300.jpg" alt="img152" width="181" height="300" /> nel suo diario di aver fatto visita al &#8220;<em>nobile e bello monistero</em>&#8221; di Santa Chiara, a San Damiano e a Santa Maria degli Angeli &#8220;<em>per lo perdono</em>&#8220;. Per quanto tarda, la testimonianza a un notevole rilievo per il modo in cui attesta l&#8217;essersi già consolidato, all&#8217;epoca, il percorso devozionale e turistico dei santi luoghi assisani, ivi compresa la ricorrenza del Perdono a Santa Maria degli Angeli. Ma eccezionale si rivela il riferimento alla visita effettuata al romitorio del Subasio, nella località detta le Carceri, ovverosia alla grotta in cui dimorano i frati francescani, &#8220;in su la paglia&#8221;, sulle pendici ricche di anfratti del monte. (&#8230;)&#8221; <em>pag.9</em></p>
<p>Questo volumetto rievoca viaggi alla ricerca dei quattordici romitori francescani tuttora esistenti lungo la dorsale appenninica fra Toscana, Umbria e Lazio nei resoconti di William Blake Richmond, Edith Wharton, Vernon Lee, Dino Campana, Corrado Ricci, Guido Piovene ed altri.</p>
<p><strong>Sulle trace di San Francesco. </strong></p>
<p><em>Attilio Brilli e Simonetta Neri</em></p>
<p>Ed. Il Mulino, 2016</p>
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		<title>Di qui passò Francesco</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2016 09:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L´arte di camminare a piedi si è quasi completamente perduta all´interno della nostra civiltà tecnologica, caratterizzata dagli spostamenti in automobile e dalla rapidità di movimento. Ci spostiamo appunto, ma non camminiamo più e stiamo perdendo una dimensione antropologica essenziale alla vita degli esseri umani.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: small;"><span style="line-height: normal;"> </span></span></div>
<div>
<p><a href="http://www.diquipassofrancesco.it/it/index.asp?page=home" target="_blank"><img class="alignleft" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/LINK/DiquipassoFrancesco.jpg" alt="" width="300" height="59" border="1" /></a></p>
<p><strong>Una metafora della vita</strong></p>
<p>L´arte di camminare a piedi si è quasi completamente perduta all´interno della nostra civiltà tecnologica, caratterizzata dagli spostamenti in automobile e dalla rapidità di movimento. Ci spostiamo appunto, ma non camminiamo più e stiamo perdendo una dimensione antropologica essenziale alla vita degli esseri umani.<br />
Anzitutto l´esperienza di essere in un luogo, inseriti in mezzo alle cose che abbiamo il tempo di vedere e di gustare: gli alberi, i campi, le piazze, le strade, i fiumi, i boschi, gli orizzonti. Siamo più poveri e più soli perché abbiamo azzerato la compagnia di tutta la realtà che ci circonda, qualificata astrattamente come “ambiente”. Abbiamo smarrito, al tempo stesso, il senso del nostro ritmo, di cui il camminare è una delle espressioni fondamentali.<br />
L´eliminazione del camminare a piedi impedisce anche gli incontri occasionali tra le persone, percepiti più come elementi di disturbo e di perdita di tempo che come occasione di arricchimento personale. ‹‹Gli europei sono quelle persone che quando s´incontrano per strada nemmeno si salutano›› recita un detto africano. E tutta l´esplosione del turismo, che rappresenta una delle voci fondamentali dell´economia dei paesi industrializzati, non basta a superare questi inconvenienti, anzi, spesso si riduce alla riproposizione dello stile e dei modelli di vita occidentali anche in luoghi esotici, per cui non si esce dalla monotonia della stessa cultura.<br />
Questi sono alcuni validi motivi per salutare con entusiasmo le iniziative che tentano di riproporre l´antica pratica del pellegrinaggio, conosciuta in tutte le culture umane. L´andare zaino in spalla verso una meta, solitamente un santuario o la tomba di un santo, accettando la precarietà, gli imprevisti, la gratuità degli incontri, la dura lezione della fatica costituisce un´occasione unica per scendere fino in fondo a se stessi. Il credente lo considererà un momento privilegiato per vivere la relazione con quel mistero che egli scopre al centro della sua esistenza, il laico un evento che gli permette di sposare meglio la propria solitudine. In ogni caso il pellegrinaggio è una grande metafora della vita che impegna le persone a riscoprire la propria umanità.<br />
Se a questo si aggiunge la possibilità di ripercorrere le orme di un santo caro al cuore di tutti come Francesco d´Assisi e di attraversare i luoghi dove il suo poema è ancora inscritto nella pietra, si può immaginare la magia dell´itinerario francescano descritto nelle pagine che seguono. Del resto lo stesso Francesco, grande pellegrino in diversi paesi europei, confessava di non aver visto niente di più dolce della sua terra umbra. Siamo certi che il percorso francescano dalla Verna a Poggio Bustone nel reatino, toccando quasi tutte le cittadine umbre, costituirà per molta gente una straordinaria occasione per riannodare i fili con il meglio della propria tradizione, in un´epoca in cui abbiamo urgente bisogno di riprenderne lo spirito, senza essere schiavi delle forme.</p>
<p><strong>di Achille Rossi</strong><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/librosanfrancesco.jpg" alt="" width="250" height="384" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" /><br />
Un´interessante guida ripropone un percorso francescano classico: da<strong> La Verna a Poggio Bustone</strong></p>
<p>Il libro, che si ispira al Cammino di Santiago di Compostela, è un ‹‹invito a camminare con lo spirito del pellegrino in mezzo a una natura bellissima›› per riscoprire l´essenza del messaggio francescano.<br />
Ci sono mille modi per accostarsi al pensiero di <strong>Francesco d´Assisi</strong>, il grande santo italiano che a otto secoli di distanza riesce ancora a parlare alle coscienze di credenti e non credenti. E quello che ci suggerisce <strong>Angela Maria Seracchioli </strong>è forse uno dei più semplici, ma anche dei più originali. ‹‹Forse il modo più semplice e diretto per accostarsi a lui è quello di ripercorrere fisicamente i suoi luoghi utilizzando “quel cavallo di <strong>San Francesco</strong>” che nei secoli non è cambiato, che viaggia alla velocità del passo e che sente il freddo e la fame come il suo. Allora, forse, le parole del <strong>“cantico”</strong> diverranno più chiare, la gratitudine si sposerà alla perfetta letizia e l´uomo vero che è in noi potrà aprirsi un varco››.</p>
<p>Da questa suggestione è nato poi il volume Di qui passò Francesco, una interessante guida che ripercorre uno degli itinerari classici del francescanesimo: 350 chilometri a piedi tra La Verna, <strong>Gubbio</strong>, <strong>Assisi</strong>… fino a Rieti, come suggerisce il sottotitolo. L´idea, e l´autrice non ne fa mistero, si ispira al celebre “Cammino di Santiago di Compostella”. Anzi, è stato proprio percorrendo il “Cammino” che ad Angela Maria ‹‹è tornato in mente Francesco, l´amico di sempre, e il suo continuo “essere in cammino”, la sua “perfetta letizia”, la raccomandazione di vivere come “pellegrini, come stranieri in questo mondo”…››.<br />
Con quest´idea in testa, e con l´esperienza maturata in quel lungo cammino a piedi, Angela Maria Seracchioli è venuta in Umbria per ringraziare il suo ‹‹compagno di viaggio, nell´unico modo che sa fare un pellegrino, camminando››. E lo ha fatto per 15 giorni consecutivi. Ha scoperto così che il rapporto di Francesco con la natura, ‹‹la sua idea di pace, il suo seguire il Vangelo alla lettera accompagnato da una giocosità d´infanzia››, rappresentano in realtà ‹‹la semplicità dei giganti, dei grandi››. E allora anche la storia apparentemente ingenua dei fioretti assume una luce diversa, ‹‹diviene un affresco ben più grande e complesso di quelli di Giotto perché è l´affresco della vita stessa, della nostra vita di donne e di uomini che lui interpreta e vive in modo nuovo, diretto, senza compromessi, con rigore ma anche con tanto affetto e compassione per la nostra fragilità, tracciando una strada che è forse più necessaria al mondo d´oggi che a quello di allora››.</p>
<p>La guida, insomma, non ha nulla di turistico o di commerciale. L´approccio è totalmente diverso: è un invito ‹‹a camminare con lo spirito del pellegrino in mezzo a una natura bellissima››.<br />
Ma il volume è, al tempo stesso, un vademecum dettagliato, ricco di suggerimenti pratici. C´è tutto: da quando partire all´equipaggiamento, dal tipo di zaino da utilizzare agli accessori indispensabili, da quanto si spende a dove mangiare e dove dormire.</p>
<p>Ogni tappa (di cui vengono indicati lunghezza, tempo di percorrenza e difficoltà), è corredata da una dettagliata carta topografica nella quale è indicata la strada da seguire. C´è anche una sommaria descrizione delle località che si incontrano lungo il percorso, con l´indicazione delle cose più interessanti da vedere. Chiudono i riferimenti a ciascuna delle <strong>15 tappe </strong>alcuni brani che riguardano la vita di Francesco (i testi sono tratti dai <strong>Fioretti</strong> e da scritti di <strong>San Bonaventura </strong>da <strong>Bagnoregio</strong>, di<strong>Tommaso da Celano </strong>e di altri autori). Nelle tre tappe che interessano l´Altotevere (CerbaioloSansepolcro, Sansepolcro-Città di Castello e Città di Castello-Pietralunga), per esempio, sono riportati brani tratti da Leggenda perugina (Francesco a Montecasale), Vita Prima di Tommaso da Celano (Francesco a Città di Castello) e Fioretti di San Francesco (La perfetta letizia).<br />
La guida redatta da Angela Maria Seracchioli potrebbe costituire il primo passo per una scommessa importante: quella di restituire alla terra di Francesco la magia che l´ha resa famosa nel mondo. Ma per farlo occorre il contributo di tutti: dai francescani ai politici e a tutti coloro, e sono tanti, che sono affascinati da un personaggio straordinario come Francesco d´Assisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di quì passò Francesco </strong>di Angela Maria Serracchioli ; Terre di Mezzo Editore, Pagine 208, euro 18,00<strong>.<br />
</strong></p>
<p>di <em>Enzo Rossi</em><strong><br />
</strong><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: x-small;"><strong>Tratto da: &#8220;L&#8217;Altrapagina&#8221; Anno XXII &#8211; Luglio &#8211; Agosto 2005</strong></span></span></span></p>
</div>
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		<title>Il Giardino dello Spirito di Alessandro Menghini</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jul 2012 15:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong>"Il Giardino dello Spirito"</strong><br />
<i>di Alessandro Menghini</i><br />
Ed. Aboca</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Copertina1.jpg"><img class="alignright  wp-image-5008" title="Copertina" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Copertina1-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>&#8220;L&#8217;idea di Giardino Simbolico ha coinciso, almeno in buona parte, anche con quella di Giardino dello Spirito, un giardino in cui i singoli elementi fossero in grado di esprimere il pensiero di un&#8217;epoca storica e di rappresentare le sollecitazioni dell&#8217; Uomo ad interagire con la natura circostante, sia che ciò fosse avvenuto da parte di persone comuni che da parte della classe colta (&#8230;) in particolare alla classe monastica, con particolare riferimento al Mediorvo.</p>
<p>L&#8217;occasione invece si è presentata quando si è trattato di procedere alla risistemazione di un&#8217;area fortemente in degrado annessa ad un&#8217;antica abbazia benedettina. Un pezzo di terra che un tempo era stato fiorente come Orto Botanico e prima ancora come Orto monastico. Un&#8217;abbazia dalla storia millenaria collocata su un sito la cui funzione storica si perdeva nella notte dei tempi: così, con questi presupposti di fondo, ha visto concretamente la luce, come struttura viva, l&#8217;Orto Medievale.&#8221;</p>
<p>Questo libro , scritto da Alessandro Men<span style="font-size: medium;"><strong><a href="www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/illustrazione-Abbazia-San-Pietro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5005" title="illustrazione dal libro dell'Abbazia San Pietro - Perugia" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/illustrazione-Abbazia-San-Pietro-284x300.jpg" alt="" width="284" height="300" /></a></strong></span>ghini, racconta la storia della &#8220;ricostruzione&#8221; di Orto Medievale presso l&#8217;Abbazia di San Pietro a Perugia, attraverso il ricco simbolismo del Medioevo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Il Giardino dello Spirito</strong></span></p>
<p><em>Alessandro Menghini</em></p>
<p>Ed. Aboca, San Sepolcro, Arezzo</p>
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		<title>Camminare in Alta Valle del Tevere</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Tevere, qui ancora giovane, disegna una valle dalle dimensioni proporzionate cinta da una sequenza di rilievi posti ad anfiteatro e di piccole suggestive valli laterali che si svolgono fra verdi geometrie di colli. Camminare in Alta Valle del Tevere, tra la pianura e l’Appennino, per ritrovare e rivivere la storia e le storie che qui si raccontano da tempo, [&#8230;]</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it/libri/camminare-in-alta-valle-del-tevere/">Camminare in Alta Valle del Tevere</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it">Medioevo in Umbria</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/Montelabate/CamminareAVTevere.jpg" alt="" width="220" height="310" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" /><br />Il Tevere, qui ancora giovane, disegna una valle dalle dimensioni proporzionate cinta da una sequenza di rilievi posti ad anfiteatro e di piccole suggestive valli laterali che si svolgono fra verdi geometrie di colli.</p>
<p>Camminare in Alta Valle del Tevere, tra la pianura e l’Appennino, per ritrovare e rivivere la storia e le storie che qui si raccontano da tempo, percorrendo, visitando e cogliendo i suoni, le voci, gli odori, i colori dei luoghi attraversati. Andare per sentieri a vecchie strade vicinali fa riscoprire un territorio ricchissimo di insediamenti, pievi, castelli, centri minori, seguendo la morfologia, le differenze, la varietà di sentieri che dalla pianura portano fino agli altopiani in quota.</p>
<p>Ognuno dei 22 itinerari proposti è corredato di cartografia, descrizione dell’escursione, cenni storici, schede botaniche, faunistiche e incontri con la gente che ha arricchito il viaggio di memorie, racconti, miti, fiabe, leggende.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Camminare in Alta Valle del Tevere<br />22 itinerari tra paesaggi e memorie</strong></span><br /><em>Graziano Vinti</em><br />ali&amp;no editrice<br />2007, pp.176, ill., bross.,15&#215;21<br />euro 15.00</p>
</div>
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		<title>Di buon passo. Tra Toscana e Umbria un viaggio a piedi</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:42:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Andrea Bocconi questa volta parte a piedi. Non si allontanerà quindi di molto da casa, non sonderà il fascino di luoghi esotici, non vivrà avventure in paesi remoti e stranieri; eppure scoprirà tra il Casentino, l&#8217;Umbria e le sorgenti dell&#8217;Arno un mondo davvero lontano e, forse ancora di più, un tempo completamente diverso dal suo. In boschi ancora selvaggi, lungo [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: small;"><span style="line-height: normal;"><br /></span></span></div>
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<p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/Libri/Di%20buon%20passo/DiBuonPasso.jpg" alt="" width="250" height="388" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" /><br />Andrea Bocconi questa volta parte a piedi. Non si allontanerà quindi di molto da casa, non sonderà il fascino di luoghi esotici, non vivrà avventure in paesi remoti e stranieri; eppure scoprirà tra il Casentino, l&#8217;Umbria e le sorgenti dell&#8217;Arno un mondo davvero lontano e, forse ancora di più, un tempo completamente diverso dal suo. In boschi ancora selvaggi, lungo strade di periferie urbane, fermandosi in tenda o in locande fuori mano, Bocconi ripercorrerà i luoghi della tradizione francescana, riscoprirà un passato (quello del &#8216;200 e del &#8216;300) che ancora pervade silenziosamente il nostro presente, riassorbirà nei tempi lenti del cammino a piedi tutta quella cultura medioevale di cui le nostre strade sono impregnate. E, a conclusione della strada, avrà mutato il suo (e il nostro) senso del tempo e delle distanze.</p>
<p><strong>Di buon passo. Tra Toscana e Umbria un viaggio a piedi lungo i sentieri del Medioevo<br /></strong>Autore: <em>Bocconi Andrea</em><br />Editore: Guanda<br />Data di Pubblicazione: 2007<br />Collana: Biblioteca della Fenice<br />Pagine: 202<br />Prezzo: euro 14,00</p>
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		<title>Guida ai Monasteri dell&#8217;Umbria</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:36:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Guida Turistico-Culturale ai Monasteri dell&#8217;Umbria San&#8217;Eutizio &#8211; San Felice &#8211; San Cassiano Note sull’architettura e insediamento dei monasteri Per i monaci benedettini la scelta del luogo ove fondare la propria sede spirituale non è mai stata casuale: quasi sempre i monasteri venivano edificati in zone isolate, di grande valore paesaggistico e ricche, nondimeno, di risorse naturali quali l’acqua, per il [&#8230;]</p>
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<p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/guida_monasteri_umbria.jpg" alt="" width="179" height="300" align="absmiddle" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p><strong>Guida Turistico-Culturale ai Monasteri dell&#8217;Umbria</strong></p>
<p><strong>San&#8217;Eutizio &#8211; San Felice &#8211; San Cassiano</strong></p>
<p><strong>Note sull’architettura e insediamento dei monasteri</strong></p>
<p>Per i monaci benedettini la scelta del luogo ove fondare la propria sede spirituale non è mai stata casuale: quasi sempre i monasteri venivano edificati in zone isolate, di grande valore paesaggistico e ricche, nondimeno, di risorse naturali quali l’acqua, per il sostentamento dei monaci e per l’agricoltura, le rocce, utili per espandere l’abbazia stessa o per la costruzione di annessi agricoli, e i boschi, indispensabile riserva di energia. Al di là di ciò, logicamente i monaci andavano ad abitare luoghi che avessero caratteristiche di spiritualità, dove c’era già stato un eremita che aveva intrapreso la ricerca della vicinanza con Dio attraverso la solitudine e l’isolamento. I luoghi deputati a questa funzione erano quasi sempre grotte o anfratti impervi sui pendii di monti, come è il caso del Monteluco e della Valle Castoriana, zone che avevano tutti i requisiti sopraccitati e che nel V-VI secolo accoglievano già diversi eremiti. L’eremita comincia ad attirare molti discepoli che ne seguono l’esempio e che vanno costituendo il cenobio; da questi, nell’Alto Medioevo, si passa alla fondazione dei monasteri. Il primo edificio ad essere innalzato è la chiesa, il cui nucleo è quasi sempre costituito dalla “confessione”, cioè la tomba di un santo, fatto che determina la realizzazione della cripta e la conseguente collocazione sopraelevata dell’altare della chiesa. Il monastero viene ad organizzarsi in base all’orientamento di quest’ultima, che tendenzialmente si colloca nel punto più elevato e costituisce un lato del chiostro. Altri edifici che generalmente compongono il complesso sono il refettorio, grande sala allungata, il dormitorio, unico per tutti i monaci, e la sala del capitolo, dove questi si riuniscono ogni giorno disposti in ordine di anzianità per ascoltare la Regola di San Benedetto. Il chiostro ha forse origine nel peristilio romano o nell’atrio della basilica cristiana, ma “la vita comune del monastero ne ha fatto un’esigenza architettonica indispensabile per collegare le varie zone dell’abbazia” (Sportolari, 1997) poiché in contatto con tutti gli altri edifici e, nonostante ciò, luogo del silenzio. Altri edifici staccati dal complesso ma comunque parte della struttura del monastero sono: l’infermeria (formata da camere, farmacia e cappella), la foresteria (composta da dormitori, refettorio, cucina, giardino) riservata ai laici, il noviziato (con cucina, scuola corpo di guardia), la casa del guardiano vicino alle stalle e agli annessi agricoli (Sportolari, 1997). Nei complessi più grandi non mancavano inoltre spazi destinati allo studio come scuole, scriptoria e biblioteche, indispensabile all’attività intellettuale e amanuense dei monaci.</p>
<p>Tratto dall&#8217;introduzione</p>
<p>Realizzato da Futura Soc. Coop &#8211; Perugia</p>
</div>
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		<title>I sentieri del silenzio</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:33:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Guida agli eremi rupestri e alle abbazie dell’Appennino umbro-marchigiano Quando ci si imbatte in una nuova guida della S.E.R., Società Editrice Rierche,  si sa ancora prima di sfogliare la copertina che si avranno nuovi spunti di viaggi ed escursioni.Dalla collaborazione di questa lungimirante e ispirata casa editrice con Andrea Antinori, docente liceale di materie scientifiche e membro del CAI [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: small;"><span style="line-height: normal;"><br /></span></span></div>
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<p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/Libri/I%20sentieri%20del%20silenzio/I_Sentieri_del_silenzio.jpg" alt="" width="297" height="430" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Guida agli eremi rupestri e alle abbazie dell’Appennino umbro-marchigiano</p>
<p>Quando ci si imbatte in una nuova guida della S.E.R., Società Editrice Rierche,  si sa ancora prima di sfogliare la copertina che si avranno nuovi spunti di viaggi ed escursioni.<br />Dalla collaborazione di questa lungimirante e ispirata casa editrice con Andrea Antinori, docente liceale di materie scientifiche e membro del CAI nonché studioso degli itinerari sacri dell’Appennino centrale, è nata una pubblicazione a metà tra una guida di sentieri di montagna e una guida ai luoghi spirituali che hanno segnato la storia monastica e spirituale dell’Italia centrale.<br />Il formato di questa pubblicazione non è proprio adatto ad entrare nello zaino. E’ invece un ottimo volumetto da collezione e da mettere in mostra nella biblioteca di casa. Offre 64 proposte eccezionali per scoprire il paesaggio appenninico di due tra le più belle regioni dell’Italia centrale, Umbria e Marche.<br />Lo spunto è la scoperta dei luoghi di eremitaggio che hanno contraddistinto la storia spirituale di queste due regioni e che ne hanno condizionato la vita sociale dal 1200 in poi.<br />Probabilmente per molti di noi iniziare a sfogliare questa pubblicazione coincide con l’ingresso ad un mondo sconosciuto. Sono numerosissime le abbazie e gli eremi disseminati tra i boschi e le valli solitarie degli Appennini di questo angolo d’Italia e, forse ancora di più sono i resti di ciò che è stato un tempo luogo di rifugio per anime solitarie alla ricerca di Dio.<br />Il volume non solo ci accompagna con estrema chiarezza sui sentieri per raggiungerli, ma ci illumina sulla storia di questi edifici, sulle influenze che hanno avuto nella vita civile e spirituale dei luoghi e sugli equilibri politici  e sociali che hanno contribuito a costruire nelle varie epoche.<br />Andremo a scoprire semplici romitori spesso rifugi di anime in fuga dal mondo e autentiche opere d’arte che hanno ospitato e ispirato i personaggi che hanno fatto la storia della nostra spiritualità.<br />Seguendo le tracce di questa pubblicazione preparatevi allo stupore quando all’interno di valli solitarie e pendii a volte inaccessibili troverete motivi di interesse culturale sbalorditivi, e preparatevi allo stupore quando lontani dalle imponenti vette dell’Appennino andrete a scoprire  l’esistenza di una natura ancora insolitamente incontaminata e al di fuori dei circuiti classici del turismo montano.<br />E la montagna che di questa pubblicazione non è attore principale ma palcoscenico, è presente comunque quando l’autore, attraverso sentieri sconosciuti ai più, ci conduce sulle vette secondarie dell’Appennino di queste regioni fino alle forre calcaree che contraddistinguono le tanti valli che tagliano gli Appennini, meglio dire Pre-Appennini marchigiani.<br />Una guida che è una sorpresa, che ci consente di percorrere sentieri solitari, per i più poco impegnativi, tra elementi naturali e di storia di spiccato interesse culturale.<br />Un testo che deve far parte della nostra biblioteca anche se mai decideremo di percorrere uno solo dei sentieri suggeriti, così, come volume di riferimento della infinita, bellissima, unica storia di cui il nostro paese è ricco.</p>
<p><em>(Articolo scritto da Doriano Rasicci)</em></p>
<p><em>Indice del Libro<br />Introduzione<br />Eremiti e monaci tra Marche e Umbria</em></p>
<p><strong>Monte Nerone</strong><br />1. Grotta di S. Ubaldo<br />2. Eremo di Moribondo<br />3. Grotta di S. Lucia<br /><strong>Monte Catria</strong><br />4. Eremo di Fonte Avellana<br />5. Eremo della Madonna dell’Acquanera<br /><strong>Monte Cucco</strong><br />6. Eremo di S. Girolamo<br /><strong>Monti di Gualdo Tadino</strong><br />7. Eremi di Monte Serrasanta<br /><strong>Monti dell’alta valle dell’Esino</strong><br />8. Eremo Madonna del Sasso di Valleremita<br />9. Eremo di S. Cataldo<br />10. Romita di Monte Gemmo<br />11. Eremo di S. Pietro all’Esino<br /><strong>Monti dell’alta valle del Potenza e del Chienti</strong><br />12. Eremo Madonna di Valcora<br />13. Eremi di Pioraco<br />14. Grotte di S. Bernardo<br />15. Eremi della Madonna del Sasso e di S. Benedetto<br />16. Grotte di S. Angelo al Monte Pennino<br />17. Eremo di Madonna di Valporera<br />18. Eremo del Beato Rizzerio<br />19. Eremo di S. Angelo di Prefoglio<br />20. Romita di Monte Cavallo<br /><strong>Monti di Foligno</strong><br />21. Eremo di S.Maria Giuacobbe<br />22. Eremo di S.Angelo in Gruttis e santuario di Cancelli<br />23.Abbazia di Sassovivo ed eremo del Beato Alano<br /><strong>Gole della Rossa e di Frasassi</strong><br />24. Madonna di Frasassi<br />25. Eremo di Grottafucile<br />26. Eremo Madonna della Grotta a Vall’Acera<br /><strong>Gruppo del Monte San Vicino</strong><br />27. Abbazia di Valdicastro<br />28. Eremo dell’Acquarella<br />29. Grotta di San Francesco<br />30.Abbazia di S. Maria di Valfucina<br />31.Abbazia di Rotis<br /><strong>Monti di San Severino</strong><br />32. Grotte di S. Eustachio<br /><strong>Monti Sibillini</strong><br />33. Grotta dei Frati<br />34. Eremo del Beato Ugolino<br />35. Eremo di Soffiano<br />36. Abbazia di S. Salvatore di Rio Sacro<br />37. Eremo di Buggero<br />38. Santuario di Macereto<br />39. Abbazia dei S.S. Vincenzo e Anastasio a Casali di Ussita<br />40. Romitoria di S. Lorenzo<br />41. Eremo di S. Leonardo<br />42. Abbazia di S. Eutizio ed eremo di S. Fiorenzo<br /><strong>Valnerina</strong><br />43. Romitoria delle Centelle<br />44. Eremo del Beato Giolo<br />45. Eremo di S.Lazzaro del Valloncello<br />46. Romitorio di S. Antonio a Gavelli<br />47. Eremo della Madonna della Stella di Roccatamburo<br />48. Abbazia di S. Pietro in Valle<br />49. Eremo di Monte S. Angelo a Ferentillo<br />50. Eremo di S. Egidio<br />51. Eremo di S. Antonio di Polino<br /><strong>Monti di Spoleto</strong><br />52. Eremi di Monteluco<br /><strong>Monti di Gubbio</strong><br />53. Eremo di S. Ambrogio<br /><strong>Alto Tevere Umbro</strong><br />54. Eremo di S. Cecilia di Montelovesco<br /><strong>Assisi e il Monte Subasio</strong><br />55. Eremo delle carceri di Assisi<br />56. Eremo di S. Silvestro di Collepino<br /><strong>Monti Martani</strong><br />57. Romita di Cesi<br /><strong>Monti di Narni</strong><br />58. Sacro Speco<br /><strong>Monti di Cingoli</strong><br />59. Eremo di S.Bonfiglio a Cingoli<br />60. Eremo di S.Angelo ad Avenale di Cingoli<br />61. Grotta di Santa Sperandia<br /><strong>Monte Conero</strong><br />62. Eremo di S. Benedetto<br /><strong>Colle San Marco e Montagna dei Fiori</strong><br />63. Eremo di S. Marco<br />64. Grotta di S. Angelo in Volturino</p>
<p><em>Bibliografia<br />Glossario</em></p>
<p><em>Informazioni aggiuntive sul Libro</em><br />Editore: SER – Società Editrice Ricerche e Club Alpino Italiano<br />(Patrocinio Commissione Centrale per le Pubblicazioni)<br />Autore/i : Andrea Antinori<br />Anno di pubblicazione (2° edizione): 2009<br />Prezzo: Euro 22<br />Pagine: 270<br />Numero itinerari: 64<br />Formato: 16,5 x 23,5<br />ISBN: 88-86610-37-8<br />Colori: SI<br />Lingua: Italiano</p>
</div>
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		<title>Camminando tra Umbria e Toscana</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:25:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>  L&#8217;area geografica situata tra Cortona ed Umbertide, lungo il confine che separa la Toscana dall&#8217;Umbria, offre l&#8217;opportunità di fare bellissime passeggiate. Mi sono trasferito qui nella primavera del 1999 e per un anno ho seguito i lavori di restauro della mia abitazione, una vecchia casa colonica. Completati i lavori ho cominciato ad esplorare la zona a piedi. Mi piace [&#8230;]</p>
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<p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/Libri/UmbriaToscana.jpg" alt="" width="300" height="417" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />L&#8217;area geografica situata tra Cortona ed Umbertide, lungo il confine che separa la Toscana dall&#8217;Umbria, offre l&#8217;opportunità di fare bellissime passeggiate. Mi sono trasferito qui nella primavera del 1999 e per un anno ho seguito i lavori di restauro della mia abitazione, una vecchia casa colonica. Completati i lavori ho cominciato ad esplorare la zona a piedi.</p>
<p>Mi piace camminare in questo fantastico paesaggio, sento il fascino della storia che lo ha modellato. Strade antiche si snodano lungo i crinali delle colline, i campi a terrazza, che una volta erano coltivati, sono ora ricoperti da boschi fitti; i ruderi di vecchie case, in molti casi ristruttrati magnificamente e convertiti in civili abitazioni, sono disseminati nella campagna circostante. I numerosi castelli presenti in questa zona di confine sono la testimonianza di un passato bellicoso e politicamente instabile. Ricordiamo che l&#8217;Italia è stata una delle nazioni europee più lacerate dalle guerre. Questa regione non è sempre stata l&#8217;idillio pacifico e agreste che si presenta oggi ai nostri occhi.</p>
<p>Ho deciso di scrivere questo libro dopo aver tentato di usare altre guide per passeggiare. Molti degli iinerari suggeriti prevedono solo un percorso lineare e quasi tutte mancano di dettagli sufficienti per condurre sul sentiero giusto. Con questo libro spero di evitare, a quanti si mettano in cammino per i sentieri da me proposti, di tornare sui propri passi. I percorsi, infatti, sono circolari (con l&#8217;eccezione di quello che va da Passignano a Terontola); questo evita di dover prendere due macchine o di affidarsi al trasporto pubblico per tornare indietro. Chi vorrebbe, infatti, dopo una lunga passeggiata, aspettare l&#8217;autobus per un&#8217;ora o più?</p>
<p>La segnaletica dei percorsi è sporadica o addirittura assente su molte strade, e le buone mappe sono difficili da trovare. Spero che le mie descrizioni, insieme con le mappe, risultino abbastanza dettagliate in modo che possiate sempre sentirvi sicuri e sapere esattamente dove siete e dove state andando. Forse le mie spiegazioni vi sembreranno un pò pedanti e troppo particolareggiate, avrete almeno la certezza di non perdervi! Nauralmente ci sarà bisogno di aggiornare il testo per renderlo più aderente alla realtà, in continuo cambiamento (come nel caso di ruderi che diventano abitazioni civili, o di nuove strade).</p>
<p>Anche i lettori sono invitati a segnalarci le eventuali inesattezze presenti nel testo.<br />Ho indicato i tempi necessari a coprire i percorsi usando, come punti di riferimento, congiunzioni di strade o luoghi con elementi facilmente identificabili; ovviamente il tempo indicato è basato sulla mia esperienza personale &#8211; sono, infatti, abbastanza giovane e in buona forma fisica &#8211; e i tempi indicati coprono soltanto il percorso a piedi, non prevedono le soste, le chiacchiere se siete in compagnia, e i vari intervalli e riposi di cui avete bisogno, se non altro per ammirare la bellezza del paesaggio.<br />Considerate tutto ciò e siate quindi preparati ad impiegare più tempo di quello previsto ed indicato da me. Approssimativamente &#8211; nel caso che siate dei camminatori lenti o che passeggiate in gruppo &#8211; potete calcolare 15 minuti in più, per ogni ora di cammino sui tempi da me indicati.</p>
<p><strong><br />Camminando tra Umbria e Toscan</strong><strong>a</strong><br />18 itinerari circolari<br />Cortona &#8211;  Trasimeno &#8211; Valle di Niccone &#8211; Umbertide &#8211; Montone &#8211; Perugia<br /><em>Martin Daykin<br /></em>Euro 12,00</p>
</div>
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		<title>Storie lunghe un fiume</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:20:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>  Il volume, è il racconto del viaggio a piedi compiuto dagli autori (Giannermete Romani e Graziano Vinti) lungo il Tevere nella primavera 2005. Dalla sorgente sul monte Fumaiolo fino ai confini con il Lazio in cerca di storie, personaggi, memorie, testimonianze di vita, tradizioni, dialetti e operose attività umane di cui oggi si è persa la memoria, accomunate dalla [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/StorieLungheunFiume.jpg" alt="" width="250" height="376" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
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<div>Il volume, è il racconto del viaggio a piedi compiuto dagli autori (Giannermete Romani e Graziano Vinti) lungo il Tevere nella primavera 2005. Dalla sorgente sul monte Fumaiolo fino ai confini con il Lazio in cerca di storie, personaggi, memorie, testimonianze di vita, tradizioni, dialetti e operose attività umane di cui oggi si è persa la memoria, accomunate dalla convivenza, forzata o prescelta, con il grande fiume. </div>
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<p>La missione di questo progetto è stata quella di prendersi cura dei luoghi, anche quelli più degradati o nascosti, per ridargli vita e il giusto valore, camminare lenti per apprendere, ascoltare, riconoscere e salvaguardare, appoggiare i piedi sulla storia e raccontarla. Fissare voci e memorie, soprattutto quelle orali, sulla pagina e restituirle attraverso diverse forme artistiche come lo spettacolo di narrazione teatrale che gli autori hanno scritto e rappresentato per tutta l’estate in Umbria, una sorta di monolghi a due voci e fisarmonica, che ha raccontato le voci e le storie del Tevere anticipando di fatto l’uscita di questo libro.</p>
<p><strong>Il libro<br /></strong> <br />Queste pagine raccontano storie di vita e d’acqua. Storie di guerra, storie d’amore, storie contadine, storie di piene, a volte drammatiche a volte superbe, mai banali, vissute lungo ‘il fiume sacro ai destini di Roma’. Personaggi fuori dal tempo, Anselmo, Livio, Ginetta, Ettore, Salvatore, Silvana, Primo, Nina, Guglielmo, le lavandiaie e i barcaioli, i mugnai e i contadini, le nonne, le madri, le dee e i mille altri uomini e donne nominati solo per soprannome come loro stessi facevano per questi luoghi. Memorie che non hanno forma come l’acqua, storie che scorrono leggere come le nuvole e che prendono corpo solo guardandole con occhi da bambino, storie importanti, forti e ruvide come le mani di chi si racconta con ironia e innocenza. <br />E poi il viaggio, l’altro grande tema di questo libro. L’andare lento e silenzioso, a piedi come i viandanti di un tempo, dalla sorgente del fiume per tutta l’Umbria, un cammino che ha ascoltato e incontrato mille volti e mille voci antiche, mestieri, dialetti, amori, superstizioni, cibi.</p>
<p>Viaggiare per conoscere e riconoscere i luoghi attraverso la storia che li ha cambiati, vissuti, ritrovati. Viaggiare per esserci e condividere.</p>
<p>Quello che hanno compiuto gli autori è un viaggio nel vissuto del fiume. Per non dimenticare, ma soprattutto per guardare al futuro con occhi migliori e più consapevoli.<br /> </p>
<hr />
<p><strong>Storie lunghe un fiume. Memorie e racconti del Tevere </strong><br />G. Romani, G. Vinti, <br />ali&amp;no editrice, 2006,<br />euro 16,00</p>
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