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	<title>Medioevo in Umbria &#187; Giugno</title>
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		<title>Giostra della Quintana di Foligno</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 11:30:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Si tratta di una rievocazione storica di un&#8217;antica competizione equestre in costume d&#8217;epoca: una corsa alla Quintana effettuata in Foligno il 10 Febbraio del 1613, in occasione del Carnevale, descritta in ogni particolare dal cancelliere di quel tempo, Ettore Tesorieri. Questo testo era stato trascritto dall&#8217;antico documento ed edito nel 1906 dall&#8217;erudito folignate Monsignor cronaca locale, del giornale &#8220;La Fiamma&#8221;, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/quintana.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7116" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/quintana-300x121.jpg" alt="quintana" width="300" height="121" /></a>Si tratta di una <strong>rievocazione storica di un&#8217;antica competizione equestre </strong>in costume d&#8217;epoca: una corsa alla Quintana effettuata in Foligno il <strong>10 Febbraio del 1613</strong>, in occasione del Carnevale, descritta in ogni particolare dal cancelliere di quel tempo, Ettore Tesorieri. Questo testo era stato trascritto dall&#8217;antico documento ed edito nel 1906 dall&#8217;erudito folignate Monsignor cronaca locale, del giornale &#8220;La Fiamma&#8221;, sotto un titolo &#8220;<strong>Ripristiniamo la Giostra dell&#8217;Inquintana</strong>&#8221; veniva proposta la ripresa della competizione equestre, come mezzo per richiamare forestieri e per rendere più caratteristico il Settembre Folignate: Dell&#8217;antico giuoco vengono descritte le fondamentali caratteristiche e l&#8217;articolo si conclude con un invito alla Brigata del Turismo il compito di ripristinare la giostra dell&#8217;Inquintana. Ma la Giostra trovò il suo tempo e l&#8217;opportunità di ripresa solo undici anni più tardi.<br />
<img class="alignleft" style="width: 167px; height: 194px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/assisi_quintana2.jpg" alt="" width="167" height="194" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />Le motivazioni che indussero le persone facenti parte della Commissione, tra le quali anche cultori della storia della città, ad aderire con slancio alla proposta non furono dettate solo dal proposito iniziale, né da una chiara coscienza storico-rievocativa, che tuttavia venne sempre meglio delineandosi nel corso del tempo.<br />
Tutti ne intuirono la dimensione, ma videro soprattutto la possibilità di ritrovare in quell&#8217;evento festivo un&#8217;occasione di raccordo e di armonia tra tutta la popolazione, nelle mura di una città provata e devastata dagli eventi bellici dell&#8217;ultimo conflitto mondiale.<br />
Ed un precisa testimonianza di questo proposito, sempre affermato e ripetuto dalle cronache del tempo, è contenuta anche nel &#8220;Bando&#8221;. Si tratta di una comunicazione rivolta dall&#8217;autorità al popolo, relativa a fatti di pubblico interesse o di pubblica informazione. Veniva letto da un addetto, il Banditore; nel passato costituiva mezzo idoneo per rendere di conoscenza comune ciò che in sede di Istituzione veniva stabilito Così come era per il passato, la prima edizione moderna della Giostra ebbe il suo Bando al pubblico,la sera del 14 Settembre 1946, in Piazza Grande, davanti al Corteo dei Figuranti in costume e davanti al folto pubblico ivi raccolto. <img class="alignright" style="width: 142px; height: 190px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/assisi_quintana3.jpg" alt="" width="142" height="190" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" />Fu il Maestro di Campo a darne lettura. L&#8217;anno seguente per la stessa cerimonia ne fu replicata la lettura. Nel 1948 venne scelto un altro testo, ma,dal 1949 al giorno d&#8217;oggi, quello che si replica è (e non vi è ragione di cambiarlo) quello redatto nel 1947.Dopo soluzioni alternative riguardanti chi dovesse darne lettura, fu deciso nel 1978 per delibera del Comitato Centrale che tale compito spettasse al Sindaco della Città. Decisione sulla quale si tornò, a ragion veduta, nel 1984, allorché si comprese che per quel ruolo era opportuno che fosse visualizzato il personaggio &#8220;storico&#8221;,<br />
ovvero il &#8220;Banditore&#8221;, che annuncia la Gara e che lancia la Sfida. Un Cerimoniale che si è sempre effettuato con solennità, e con emozione è vissuto da tutti, figuranti e pubblico, raccolto a Piazza Grande, addobbata ed illuminata…</p>
<p align="justify"><strong>Ammanniti</strong> &#8211; Ammanniti vuol dire agguerriti, e trae il suo nome dalla caratteristica dei suoi stessi abitanti: «Sempre ammanniti, et all&#8217;ordine unitamente a combattere». Lo stemma attuale è costituito da due spade incrociate in campo rosa.</p>
<p align="justify"><strong>Badia </strong>&#8211; Il rione trae le sue origini da un&#8217;antica abbazia benedettina, che sorgeva nel luogo dove oggi si erge la chiesa di San Salvatore. Lo stemma attuale, si è delineato nel XIX secolo, e sembra rompere completamente con la tradizione iconografica precedente.</p>
<p align="justify"><strong>Cassero</strong> &#8211; Nel Medioevo, non era considerato un rione, ma soltanto una contrada nell&#8217;ambito del rione Campo o Fonte del Campo. Lo stemma adottato trova riscontro storico nella cosiddetta &#8220;Rocca dei Trinci&#8221;.</p>
<p align="justify"><strong>Contrastanga</strong> &#8211; Il nome deriva dalla porta di Contrastanga, chiamata così poiché confinante con un laghetto. Nel suo stemma c&#8217;era un ponte su uno stagno. Oggi è mutato in tre sbarre.</p>
<p align="justify"><strong>Croce Bianca </strong>&#8211; Nome e stemma deriverebbero da un altare sormontato da una croce mauriziana, che si trovava avanti alla chiesa del Suffragio, nel punto in cui dall&#8217;attuale via Garibaldi si diparte la via Umberto I.</p>
<p align="justify"><strong>Giotti</strong> &#8211; Difficile stabilire l&#8217;origine di questo rione. Lo storico Jacobilli le fa risalire a un insediamento militare dei Goti. La storia vuole che nella contrada ci fossero molte osterie, bettole e &#8220;scorticatori&#8221;. Infatti si diceva: &#8220;da Jotti si va per la carne, e vino&#8221;.</p>
<p align="justify"><strong>Mora </strong>&#8211; Secondo la tradizione orale, ma assolutamente priva di reali riferimenti storici, il rione avrebbe preso nome e insegna da un albero di gelso piantato nella sua piazza principale.</p>
<p align="justify"><strong>Morlupo</strong> &#8211; Nel Medioevo, era un fazzoletto di terra compreso nel Rione Contrastanga. È stato annoverato tra i Rioni, conservando il proprio nome, solo nel XIX secolo. L&#8217;emblema prescelto, un lupo nero in campo rosa.</p>
<p align="justify"><strong>Pugilli</strong> &#8211; I &#8220;pugilli&#8221; erano un&#8217;antica misura di superficie agraria. Il nome del rione risale all&#8217;assegnazione di alcuni &#8220;pugilli&#8221; di terra a profughi di Todi, venuti a insediarsi in questa zona. L&#8217;area prima del 1240 era posta al di fuori della cerchia muraria. Lo stemma, un&#8217;aquila nera in campo bianco, è un simbolo della ghibellina Todi.</p>
<p align="justify"><strong>Spada</strong> &#8211; Il nome del Rione sarebbe derivato dagli Spatarij, un popolo antico che avrebbe occupato la zona e costruito una porta nelle mura della città accanto alla chiesa di San Giovanni dell&#8217;Acqua. Su questa porta, detta poi Spataria, sarebbe stata scolpita, e ancora visibile, una spada nuda. L&#8217;origine della denominazione, è priva di riferimenti documentari o storiografici.</p>
<p>La Quintana di Foligno<br />
<a href="http://www.quintana.it/" target="_blank">www.quintana.it</a></p>
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		<title>Le Gaite di Bevagna &#8211; 15/24 giugno 2018</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2018 09:00:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p> Mercato delle Gaite di Andrea Barlucchi Ricostituite le quattro circoscrizioni in cui era divisa la città nell&#8217;Età di Mezzo, ricreati i mestieri, la vita e lo spirito dell&#8217;epoca, Bevagna, in provincia di Perugia, accoglie ogni anno migliaia di visitatori. E non solo per la festa medievale. [&#8230;] Il Mercato di Bevagna, appuntamento annuale che si ripete dal 1982 (quest&#8217;anno si [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"> <strong>Mercato delle Gaite<br />
</strong>di Andrea Barlucchi</p>
<p align="justify">Ricostituite le quattro circoscrizioni in cui era divisa la città nell&#8217;Età di Mezzo, ricreati i mestieri, la vita e lo spirito dell&#8217;epoca, Bevagna, in provincia di Perugia, accoglie ogni anno migliaia di visitatori. E non solo per la festa medievale. [&#8230;]<img class="alignright" style="width: 200px; height: 255px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/gaite2.jpg" alt="" width="200" height="255" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p align="justify">Il Mercato di Bevagna, appuntamento annuale che si ripete dal 1982 (quest&#8217;anno si svolgerà da 10 al 24 giugno) e che ha ormai raggiunto fama internazionale grazie all&#8217;accuratezza delle sue ricostruzioni. [&#8230;] La formula individuata fu quella della gara fra i quattro quartieri (Gaite, secondo la terminologia dello Statuto), per l&#8217;allestimento di un mercato che fosse per quanto possibile filologicamente corretto e scenograficamente realistico. La gara doveva essere arbitrata da esperti della materia, cioè da giudici scelti fra i docenti di storia medievale delle varie università italiane.<br />
[&#8230;] Altre gare poi si sono venute ad aggiungere alla ricostruzione del mercato: il tiro alla fionda, poi sostituito da quello con l&#8217;arco, e la gara gastronomica, nella quale ogni Gaita propone alla giuria un piatto della cucina medievale. La pratica del tiro con l&#8217;arco ha fatto nascere un gruppo locale di sportivi che, oltre a partecipare a varie rievocazioni storiche, ha cominciato da qualche anno a gareggiare nei campionati italiani ed europei con ottimi risultati, cogliendo addirittura la medaglia di bronzo agli Europei del 2001 nella categoria Long Bow. [&#8230;]</p>
<p align="center"><strong>La gara dei mestieri</strong></p>
<p align="justify">Ma la gara di successo crescente è senz&#8217;altro quella dei mestieri, nata inizialmente come ricostruzione di alcune antiche professioni. Essa ha raggiunto un&#8217;importanza paragonabile a quella del mercato. Le Gaite poi sembrano orientarsi verso una certa specializzazione, per cui ciascuna persegue alcuni &#8220;filoni&#8221;, se così si può dire, nei quali raggiunge risultati di assoluta eccellenza.<br />
Così, ad esempio, la Gaita Santa Maria si è specializzata nei mestieri legati alla lavorazione dei tessuti, ricollegandosi a una tradizione locale che, saldamente attestata già negli Statuti, è rimasta in vigore fino al XX secolo nella forma della coltivazione e tessitura della canapa. Il visitatore può quindi assistere alle varie fasi del processo produttivo: dalla stigliatura e pettinatura della canapa essiccata alla sua filatura e quindi alla tessitura. L&#8217;esperienza accumulata ha indotto successivamente i dirigenti della Gaita a tentare la ricostruzione dell&#8217;arte della seta nel suo intero ciclo produttivo, a partire dall&#8217;allevamento del baco. [&#8230;]</p>
<p align="center"><strong>Speziali, Copisti e Maestri Cartai</strong></p>
<p align="justify">Ma le altre Gaite non sono state da meno quanto a inventiva, dedizione allo studio e a capacità realizzativi.<br />
<img class="alignleft" style="width: 200px; height: 196px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/gaite1.jpg" alt="" width="200" height="196" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" />La Gaita San Pietro, ad esempio, ha allestito una bottega di speziale del XIV secolo sulla base di documentazione inedita e di trattati medievali di alchimia. Oltre a questa, la cereria, dove si producono candele e doppieri da cerimonia. Ma la realizzazione più recente è quella dello scriptorium di un monastero, dove si può assistere a tutte le fasi di lavorazione di un codice in pergamena: dalla produzione della cartapecora alla preparazione della pagina, alla scrittura e miniatura, infine alla rilegatura. E&#8217; ovvio che inchiostri e colori per le miniature sono ottenuti secondo le antiche ricette.<br />
L&#8217;interesse della Gaita San Giovanni invece si è indirizzato essenzialmente verso quei mestieri che impiegavano grandi macchinari mossi da energia idraulica, in particolare il mugnaio e il maestro cartaio. E&#8217; soprattutto quest&#8217;ultimo a impressionare il visitatore, grazie alla grande &#8220;pila a magli multipli&#8221; mossa dall&#8217;energia idraulica, che macina incessantemente gli stracci. Si tratta, anche in questo caso, di un&#8217;invenzione tutta medievale, attestata a partire dalla fine del Duecento: gli stracci necessari alla confezione della carta, disposti in tre vasche di legno contigue, vengono martellati automaticamente a ritmo costante da tre diversi magli di legno mossi da un albero a camme azionato da una ruota idraulica. In precedenza questa operazione, necessaria a ridurre in poltiglia gli stracci, era effettuata a mano nei mortai, con un dispendio di energia enorme e lunghissimi tempi di lavorazione: l&#8217;invenzione della pila a magli multipli è stata quindi definita come una vera e propria rivoluzione nel processo produttivo della carta.</p>
<p align="center"><strong>Le botteghe del fuoco</strong></p>
<p align="justify">Infine la Gaita San Giorgio si è specializzata nei mestieri legati all&#8217;utilizzo del fuoco. Inizialmente fu realizzata una fabbrica di laterizi, il cui elemento di maggior pregio e spettacolarità era costituito dalla fornace per cuocere i mattoni: anche in questo caso ci si riallacciava a una tradizione locale, attestata negli Statuti e rimasta viva fin quasi ai nostri giorni. Seguirono poi la fonderia, sulla base delle descrizioni contenute nel trattato De la Pirotechnia del Biringuccio, quindi la bottega dello spadaio; la realizzazione più recente, in questo settore, è stata quella della Zecca per la produzione di monete. Negli ultimi tempi la Gaita ha anche allestito, in collaborazione con alcuni artigiani locali, una bottega di liutaio dove si producono strumenti musicali a corda.<br />
Gran parte delle botteghe allestite sono visitabili non solo nei giorni della manifestazione, ma durante tutto l&#8217;anno, su appuntamento (per informazioni, Associazione Mercato delle Gaite, tel. 0742/361667). [&#8230;]</p>
<p align="justify">dalla rivista: Medioevo n° 6 &#8211; Giugno 2003 &#8211; De Agostini &#8211; Rizzoli</p>
<p align="justify">
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		<title>Festa di San Giovanni &#8211; Gualdo Tadino</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jun 2017 10:00:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Feste per San Giovanni Battista Il 21 del mese di giugno, alle ore 20 e sei minuti, il sole entrerà nel segno zodiacale del Cancro. Così avrà inizio il Solstizio d’Estate: un fenomeno astronomico che fa sì, durante quel giorno, che la durata della luce solare sia la più lunga in assoluto nell’arco dell’anno. La ricorrenza del 24 giugno Il [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/FestadelFuoco_GualdoTadino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5113" title="FestadelFuoco_GualdoTadino" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/FestadelFuoco_GualdoTadino.jpg" alt="" width="400" height="320" /></a></p>
<p align="justify"><strong><span style="color: #8b0000;">Feste per San Giovanni Battista </span></strong></p>
<p>Il 21 del mese di giugno, alle ore 20 e sei minuti, il sole entrerà nel segno zodiacale del Cancro.<br />
Così avrà inizio il Solstizio d’Estate: un fenomeno astronomico che fa sì, durante quel giorno, che la durata della luce solare sia la più lunga in assoluto nell’arco dell’anno.</p>
<p><strong><span style="color: #8b0000;">La ricorrenza del 24 giugno</span></strong></p>
<p>Il giorno della vigilia di San Giovanni si staccava un ramo di geranio fiorito, e, dopo aver schiacciato l’estremità del gambo, si legava in cima a un lungo bastone; infine, si fissava al muro della casa. Il geranio bagnato dalla rugiada della fatidica notte di San Giovanni, sarebbe rimasto integro per circa tre mesi.<br />
Nella notte della vigilia, in tutta Europa, si credeva che avvenissero strani prodigi, suggeriti dalla fantasia popolare. Questo è il momento dell’anno in cui la natura è in piena fioritura e la gente, specialmente nelle campagne, alla sera, ne apprezzava i conturbanti effluvi, derivandone favole e leggende che si sono tramandate fino ai giorni nostri.<br />
In molte parti del nostro paese si credeva che, durante la notte di vigilia, se ci si fosse messi sotto una pianta di felce senza avere paura, dopo una serie di riti oscuri, che per brevità non riportiamo, si sarebbe entrati in possesso del leggendario “Libro delle Virtù”. In altre zone, invece, sempre sotto una felce e con altre strane procedure, sarebbero apparse le anime dei cari estinti.<br />
Nell’Italia centrale, c’era la tradizione delle cosidette commari.<br />
“Commari di San Giovanni / toccamoce li panni / li panni ci toccheremo / sempre commari ce chiameremo” . Scrive don Ansano Fabbri, “…per stringere maggior amicizia tra due ragazze, usava offrirsi un mazzo di fiori che veniva ricambiato per San Pietro (29 giugno): si diventava in questo modo commari di San Giovanni”.</p>
<p align="justify"><strong><span style="color: #8b0000;">La Tradizione di Grello<br />
</span></strong><br />
Un’altra tradizione di tipo floreale è quella dell’acqua di San Giovanni: un misto di fiori tratti prevalentemente da erbe, per lo più aromatiche, come la ruta, il rosmarino, la maggiorana, la valeriana, la salvia, la verbena, l’iperico, la lavanda e altre ancora. Fiori che venivano messi in un recipiente ricolmo d’acqua posto all’aperto durante la nottata del 23 e sino alla mattina del 24, per benificiare della rugiada del Santo, alla quale si attribuivano diverse virtù terapeutiche.<br />
A Grello, frazione di Gualdo Tadino, posta sul Subasio, il 23 e il 24 di giugno, si ricordano le antiche tradizioni giovannee con una festa popolare di sapore medievale.<br />
Intanto si rievoca il medioevo con suggestivi cortei in costume, come a rammentare che tali tradizioni ebbero un grande impulso in questo periodo. Ci si rifà al 1200. Ma il piatto forte è la corsa delle “Jncije” (ceri accesi). Una gara tra terzieri, quello di San Giovanni (Patrono di Grello), Sant’Angelo e San Donato, in cui viene suddiviso il paese per l’occasione. La notte del 23, si approntano le tregge con le balle di paglia. Queste, una volta accese con delle grosse torce, vengono trainate di corsa dagli appartenenti ai rispettivi terzieri in un suggestivo giro attorno all’antico castello.<br />
( da: Frate Indovino, giugno 2007)</p>
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		<title>La Festa del Rinascimento &#8211; Acquasparta &#8211;  7/18 giugno 2017</title>
		<link>https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it/folklore/giugno/la-festa-del-rinascimento-acquasparta-515-giugno-2014/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 May 2017 09:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giugno]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>  &#160;   &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; La Festa del Rinascimento, organizzata ad Acquasparta (in provincia di Terni) dal 2000, è una rievocazione storica che omaggia la famiglia Cesi e la vita di Federico Cesi II, duca del piccolo borgo umbro e fondatore dell&#8217;Accademia dei Lincei. Il programma dell&#8217;edizione 2014, che si terrà dal 5 al [&#8230;]</p>
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<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6975" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Rinascimento-300x199.jpg" alt="Rinascimento" width="300" height="199" /></p>
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<p>La Festa del Rinascimento, organizzata ad <strong>Acquasparta</strong> (in provincia di Terni) dal 2000, è una rievocazione storica che omaggia la famiglia <strong>Cesi</strong> e la vita di Federico Cesi II, duca del piccolo borgo umbro e fondatore dell&#8217;<strong>Accademia dei Lincei</strong>.</p>
<p>Il programma dell&#8217;edizione 2014, che si terrà dal 5 al 15 giugno, prevede spettacoli teatrali, concerti, gare gastronomiche sui piatti rinascimentali, una giostra cavalleresca, un corteo storico, il gioco dell&#8217;oca in piazza fra i piccoli contradaioli e conferenze.</p>
<p>Il programma nell’ arco dei dieci giorni Acquasparta si troverà ad essere ripartita geograficamente in tre zone definite, tante quante le Contrade &#8211; la <strong>Contrada del Ghetto</strong>, contraddistinta dai vessilli verdi e neri, la <strong>Contrada</strong> <strong>di Porta Vecchia</strong>, dai vessilli giallo e blu, e la<strong> Contrada di San Cristoforo</strong>, dai vessilli bianco e blu &#8211; che si contenderanno il Palio finale dopo la sfida nelle quattro gare: quella gastronomica, quella di animazione, quella del Palio della Lince e quella del gioco dell’Oca.</p>
<p>Dal 6 giugno poi sarà possibile degustare piatti a tema nelle taverne delle Contrade, aperte tutte le sere.  Info: 347.6503053 . 0744.944822</p>
<p>Web: www.ilrinascimentoadacquasparta.it</p>
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<p><b>Da visitare ad Acquasparta e dintorni </b></p>
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<p><strong>Rinascimento</strong> ad Acquasparta può essere l&#8217;occasione giusta per conoscere il borgo medievale di Acquasparta (Tr) e i suoi  tesori. Oltre ad un itinerario nel centro storico, fra le chiese di Santa Cecilia e San Francesco, piazza Federico Cesi (con il cinquecentesco Palazzo Cesi), si consigliano delle escursioni nelle frazioni circostanti, immerse nel verde. Da Castel del Monte, con i suoi castagneti, a Configni, Rosaro, Casigliano; Firenzuola e Messenano.</p>
<p>Un altro buon suggerimento da provare è il Percorso dall&#8217;acqua al formaggio all&#8217;olio: dalla chiesa di San Giovanni de Butris al piccolo caseificio di &#8220;Pasqua Andrea&#8221; per giungere alla Casa nell&#8217;oliveto per visita all&#8217;azienda olivicola; oppure provare il percorso dei mulini del Naia, con i resti di nove mulini per estrarre la farina dal grano posti lungo il fiume concentrati in pochi chilometri.</p>
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		<title>Corpus Domini di Orvieto</title>
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		<pubDate>Fri, 26 May 2017 09:05:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>A Orvieto il 2 giugno, con la processione in costume del Corpus Domini si ricorda il miracolo avvenuto nella vicina Bolsena nel 1264, quando Pietro da Praga, durante la celebrazione della messa, vide d&#8217;improvviso sgorgare del sangue che macchiò il corporale e i lini liturgici. Oggi la preziosa reliquia di quei panni viene trasportata per le vie cittadine seguita da [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="alignright" style="width: 232px; height: 180px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/orvieto_corpus.jpg" alt="" width="232" height="180" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /><br />
A Orvieto il <strong>2 giugno</strong>, con la processione in costume del Corpus Domini <strong>si ricorda</strong> <strong>il miracolo avvenuto nella vicina Bolsena nel 1264</strong>, quando <strong><span style="color: #8b0000;">Pietro da Praga</span></strong>, durante la celebrazione della messa, vide d&#8217;improvviso sgorgare del sangue che macchiò il corporale e i lini liturgici. Oggi la preziosa reliquia di quei panni viene trasportata per le vie cittadine seguita da <strong>un corteo di 400 figuranti in costumi tradizionali</strong>. Il giorno prima, invece, musica, canti e danze medievali accompagnano <strong>la sfilata nei centro storico di dame in abiti del &#8216;300</strong>. Dal giugno del 2000 inoltre gli atleti della città di Orvieto sfidano gli la selezione di atleti di Praga in una <strong>staffetta a tappe Orvieto-Praga </strong>che ripercorre l’antico pelligrinaggio del prete boemo.</p>
<p style="text-align: center;" align="center"><img class="aligncenter" style="width: 480px; height: 360px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/orvieto_corpus2.jpg" alt="" width="480" height="360" align="top" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
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		<title>L&#8217;Infiorata di Spello 17/18 giugno 2017</title>
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		<pubDate>Fri, 26 May 2017 08:00:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p> Il percorso delle vie principali si riveste di numerosissimi tappeti floreali che, ispirati a vari temi religiosi celebrano il Gesù nell&#8217;Eucarestia. La matrice antica, la ricorrenza rituale, la motivazione più intima, richiamano sicuramente ad una profonda ragione religiosa, legata al costume, ormai non più databile, di deporre petali al passaggio processionale delle sacre immagini. La passione e l&#8217;entusiasmo della gente, il [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="alignright" style="width: 180px; height: 117px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/infiorata3.jpg" alt="" width="180" height="117" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /> Il percorso delle vie principali si riveste di numerosissimi <strong>tappeti floreali </strong>che, ispirati a vari temi religiosi celebrano il <strong>Gesù nell&#8217;Eucarestia</strong>. La matrice antica, la ricorrenza rituale, la motivazione più intima, richiamano sicuramente ad una profonda ragione religiosa, legata al costume, ormai non più databile, di deporre petali al passaggio processionale delle <strong>sacre immagini</strong>. La passione e l&#8217;entusiasmo della gente, il competente lavoro di ricerca e di applicazione, la faticosa partecipazione di cittadini di ogni età, costituiscono invece un grosso fatto popolare, dove comunione di intenti, organizzazione mirata e collaborazione spontanea confluiscono nel tutto unico da realizzare finale: i meravigliosi tappeti che, intercalati da geniali <strong>quadri floreali</strong>, si offrono agli sguardi ammirati delle svariate migliaia di visitatori e turisti che affluiscono da ogni parte d&#8217;Italia e dall&#8217;estero.<br />
E&#8217; il risultato di un complesso e difficile lavoro che richiede giorni e giorni, settimane e settimane di paziente e sapiente opera di molte persone, che a gruppi si distribuiscono i compiti e si attivano con indispensabile armonia di intenti: ricerca e raccolta di fiori, cura e mantenimento di essi, capatura e selezione di petali, studio del bozzetto, predisposizione di strutture antipioggia e antivento, particolari impianti di illuminazione. Infine, durante il pomeriggio e la notte del sabato che precede la festa, gli infioratori lavorano sulle strade, chini a terra per disegnare,deporre e disporre milioni e milioni di petali capaci di produrre quei magici capolavori che sanno di arte antica e moderna, carichi di suggestioni emotive e culturali, collegati ai temi della tradizione ed anche dalla più viva attualità.</p>
<p><img class="alignleft" style="width: 124px; height: 180px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/infiorata2.jpg" alt="" width="124" height="180" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />Ma il capolavoro sta anche qui: nel <strong>magnifico esempio di partecipazione e di coordinamento </strong>fra persone neanche necessariamente dello stesso rione o vicinato; nella multiforme esperienza artistica delle tecniche e degli stili che avvincono e sorprendono; nella vasta panoramica dei temi ispiratori determinati da una sensibilità culturale ed umana, talora commoventi; infine nel clima di <strong>civile confluenza di diversi interessi</strong>, da quello <strong>religioso</strong> a quello di<strong> integrazione sociale</strong>, da quello <strong>turistico</strong> a quello <strong>artistico</strong>. Poi, nella tarda mattinata di domenica, sulle bellissime infiorate scorre la processione; vi <strong>passa per primo il Vescovo</strong>, <strong>che</strong> <strong>porta l&#8217;Ostensorio</strong>. Lo scopo religioso è raggiunto. Le infiorate &#8211; prima custodite, vigilate con zelo e con tenacia oramai possono anche essere calpestate da chiunque. La loro effimera gloria è arrivata al fine al suo naturale epilogo; una magnificenza ancor più stimabile pe quanto impegnativa è stata la fatica preparatoria e realizzativa e per quanto istantaneo è stato il tempo per ammirarne lo splendore. Ma il rito popolare attende ancora il verdetto della giuria, che nel pomeriggio, assegnerà i vari premi ai lavori valutati più belli.<br />
Il verdetto è atteso con massima tensione dai gruppi di infioratori, agguerriti partigiani delle proprie opere; per alcuni sarà giubilo, per altri relativa soddisfazione, per altri delusione e scontento, misti ovviamente a molta naturale stanchezza.<br />
Per le strade e le piazze, adesso ripulite &#8211; implacabilmente &#8211; dai solerti netturbini, ma ancora odorose di <strong>serpullo</strong> e di <strong>ginestra</strong>, serpeggiano lunghe polemiche&#8230; e per molti giorni.</p>
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<p style="text-align: center;" align="center"><img class="aligncenter" style="width: 480px; height: 255px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/infiorata1.jpg" alt="" width="480" height="255" align="bottom" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
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