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	<title>Medioevo in Umbria &#187; Dicembre</title>
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		<title>Il Natale alla Porziuncola &#8211; S.Maria degli Angeli (Assisi)</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 10:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dicembre]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Natale alla Porziuncola La prima rappresentazione plastica del presepio è nata dalla geniale intuizione di San Francesco d’Assisi: profondamente colpito e commosso dall’umiltà dell’Incarnazione, nella notte di Natale del 1223 fece predisporre a Greccio, da un fedele e pio amico di nome Giovanni, tutto l’occorrente: paglia, fieno, la mangiatoia e un bue e un asinello in carne e ossa. [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Natale alla Porziuncola</strong></p>
<p>La prima rappresentazione plastica del presepio è nata dalla geniale intuizione di San <strong>Francesco d’Assisi</strong>: profondamente colpito e commosso dall’umiltà dell’Incarnazione, nella notte di Natale del <strong>1223</strong> fece predisporre a <strong>Greccio</strong>, da un fedele e pio amico di nome Giovanni, tutto l’occorrente: paglia, fieno, la mangiatoia e un bue e un asinello in carne e ossa.<img class="alignright size-full wp-image-6012" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Franciscu.jpeg" alt="Franciscu" width="280" height="163" /></p>
<p>“<em>Vorrei rappresentare</em> – disse il Santo – <em>il Bambino Gesù nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva nel fieno fra il bue el’asinello”</em>.</p>
<p>Sul luogo vennero vari frati; uomini e donne giunsero festanti dai casolari della regione, portando ceri e fiaccole per illuminare quella notte nella quale, come nota ancora il biografo, “s’accese splendida nel cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi”.</p>
<p>Un sacerdote celebrò l’Eucaristia e Francesco d’Assisi, che era diacono, cantò con la sua voce forte e dolce, limpida e sonora, il Santo Vangelo.</p>
<p>Da <strong>Greccio</strong>, diventato come una nuova Betlemme, la rappresentazione del presepio, sgorgata dal cuore di un Santo, si diffuse in tutta l’Italia, nell’Europa, nel mondo intero, conservando intatto, nelle diverse espressioni delle culture e del folklore, il messaggio fondamentale, autenticamente evangelico, che Francesco voleva che giungesse alle anime dalla contemplazione del presepio, scuola di semplicità, di povertà, di umiltà.</p>
<p>Ogni anno alla <strong>Porziuncola </strong>di Assisi, in una suggestiva ambientazione viene allestita una grande mostra di presepi provenienti da varie parti del mondo. La mostra ha inizio l’ <strong>8 dicembre</strong> e si protrae fino alla domenica del Battesimo di Gesù. L’ingresso è gratuito.</p>
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		<title>L&#8217;invenzione del Presepio</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 10:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[Santi e Beati]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dalla VITA DI SAN FRANCESCO (Legenda Maior) di San Bonaventura da Bagnoregio (al secolo Giovanni Fidanza)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<address><a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Immagine-che-ricorda-il-Presepio-di-Greccio.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5780" title="Immagine che ricorda il Presepio di Greccio" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Immagine-che-ricorda-il-Presepio-di-Greccio.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Dalla <strong>VITA DI SAN FRANCESCO</strong> (<em>Legenda Maior</em>) di San Bonaventura da Bagnoregio (al secolo <strong>Giovanni Fidanza</strong>)</address>
<address> </address>
<p><strong>7.</strong> San Francesco, tre anni prima della sua morte, decise di celebrare vicino al paese di Greccio, il ricordo della natività del bambino Gesù, con la maggior solennità possibile, per rinfocolarne la devozione.</p>
<p>Ma, perché ciò non venisse ascritto a desiderio di novità, chiese ed ottenne prima il permesso del sommo Pontefice. Fece preparare una stalla, vi fece portare del fieno e fece condurre sul luogo un bove ed un asino.</p>
<p>Si adunano i frati, accorre la popolazione; il bosco risuona di voci e quella venerabile notte diventa splendente di innumerevoli luci, solenne e sonora di laudi armoniose.</p>
<p>L&#8217;uomo di Dio stava davanti alla mangiatoia, ricolmo di pietà, cosparso di lacrime, traboccante di gioia.</p>
<p>Il santo sacrificio viene celebrato sopra la mangiatoia e Francesco, levita di Cristo, canta il santo Vangelo. Predica al popolo e parla della nascita del re povero e nel nominarlo, lo chiama, per tenerezza d&#8217;amore, il «bimbo di Bethlehem».</p>
<p>Un cavaliere, virtuoso e sincero, che aveva lasciato la milizia secolaresca e si era legato di grande familiarità all&#8217;uomo di Dio, il signor Giovanni di Greccio, affermò di aver veduto, dentro la mangiatoia, un bellissimo fanciullino addormentato, che il beato Francesco, stringendolo con ambedue le braccia, sembrava destare dal sonno.</p>
<p>Questa visione del devoto cavaliere è resa credibile dalla santità del testimone, ma viene comprovata anche dalla verità che essa indica e confermata dai miracoli da cui fu accompagnata. Infatti l&#8217;esempio di Francesco, riproposto al mondo, ha ottenuto l&#8217;effetto di ridestare la fede di Cristo nei cuori intorpiditi; e il fieno della mangiatoia, conservato dalla gente, aveva il potere di risanare le bestie ammalate e di scacciare varie altre malattie.</p>
<p>Così Dio glorifica in tutto il suo servo e mostra l&#8217;efficacia della santa orazione con l&#8217;eloquenza probante dei miracoli.&#8221;</p>
<p>Per comprendere meglio l&#8217;invenzione &#8220;rivoluzionaria&#8221; del presepio,  trascrivo un&#8217;analisi tratta dal testo del famoso studioso <strong>Jacques Le Goff</strong>  &#8220;<em>San Francesco d&#8217;Assisi</em>&#8221; (Editori Laterza,2003): &#8221; <em>&#8230; In un&#8217;epoca</em> (quella medievale)<em> che presta poca attenzione al bambino, Francesco e i Minori si iscrivono in una linea di valorizzazione del bambino i cui rappresentanti principali sono stati san Bernardo, circa un secolo prima, e Giacomo di Vitry, contemporaneo (e sostenitore) dei primi francescani, il quale identifica una categoria di pueri nei suoi Sermones ad status. Nella lista delle categorie di cristiani della Regula non bullata (XXIII, 7), i bambini compaiono in due occasioni: prima tra le categorie dominate; quindi tra le classi di età: infantes, adolescentes, iuvenes e senes. Un episodio popolare, quello del presepe di Greccio, ha contribuito alla diffussione del culto di Gesù bambino che, a sua volta, nella promozione del bambino ha giocato un ruolo paragonabile al culto della Vergine per quanto riguarda la donna.</em>&#8221; (pag. 148)</p>
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		<title>Presepi viventi e artistici</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 10:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[Folklore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>PRESEPI VIVENTI Perugia Rappresentazione sacra Basilica di San Domenico La rappresentazione è ambientata nei sotterranei della Basilica Armenzano (Assisi) Un paese, un presepe Il presepe si svolge nei vicoli, nelle case e nei sotterranei del castello. L’ambientazione renderà ancora più suggestiva la recitazione Marcellano (Gualdo Cattaneo) Rievocazione dell’antica Palestina Circa cento personaggi rievocano la Natività e scene di vita dell’antica Palestina. [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><strong>PRESEPI VIVENTI</strong></span></p>
<p><strong>Perugia</strong></p>
<p>Rappresentazione sacra</p>
<p>Basilica di San Domenico</p>
<p>La rappresentazione è ambientata nei sotterranei della Basilica</p>
<hr />
<p><strong>Armenzano (Assisi)</strong></p>
<p>Un paese, un presepe</p>
<p>Il presepe si svolge nei vicoli, nelle case e nei sotterranei del castello. L’ambientazione renderà ancora più suggestiva la recitazione</p>
<hr />
<p><strong>Marcellano (Gualdo Cattaneo)</strong></p>
<p>Rievocazione dell’antica Palestina</p>
<p>Circa cento personaggi rievocano la Natività e scene di vita dell’antica Palestina. Dopo il tramonto si accendono torce e lucerne e si illumina all’improvviso la grotta di Gesù Bambino</p>
<hr />
<p><strong>Passignano sul Trasimeno</strong></p>
<p>Il presepe nel castello</p>
<p>Nel magico scenario del castello, si può ammirare la XIV edizione della Natività accompagnata dalla rappresentazione dei mestieri e dei personaggi dell’anno zero</p>
<hr />
<p><strong>Petrignano d’Assisi</strong></p>
<p>Un percorso obbligatorio aiuterà a scoprire gli angoli più caratteristici del Presepe vivente. Il 6 gennaio si aggiungeranno le figure dei Re Magi</p>
<hr />
<p><strong>Allerona (TR)</strong></p>
<p>Presepe vivente lungo un percorso a tappe, rievocazioni di scene di vita dell’epoca di Gesù, ambientate in tutto il centro storico del paese; la scena finale, la Natività, è allestita nella piazza principale</p>
<hr />
<p><strong>Gualdo Tadino &#8211; Fraz. Rovereto (PG)</strong></p>
<p>Presepe vivente Tutto il paese viene coinvolto nella rappresentazione della Natività, in suggestivi momenti di vita contadina</p>
<hr />
<p><strong>Parrano (TR)</strong></p>
<p>Presepe vivente Le scene sono allestite lungo tutto il borgo medievale, dalla porta d’ingresso dove è il mercato delle merci e del bestiame, alle vecchie cantine, fino alla stalla di Porta Ripa con la Natività</p>
<hr />
<p><strong>Porano (TR)</strong></p>
<p>Presepe vivente Le varie scene si susseguono lungo un percorso nel centro storico, illuminato solo dalla luce delle fiaccole, la Natività è ambientata in una tipica cantina poranese</p>
<hr />
<p><strong>Valfabbrica fraz. Casacastalda (PG)</strong></p>
<p>Presepe vivente nelle vie del centro storico</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><strong>PRESEPI ARTISTICI</strong></span></p>
<p><strong>Perugia</strong></p>
<p>La via dei presepi</p>
<p>Centro storico dal 1° dicembre al 6 gennaio</p>
<p>Un percorso di presepi esposti nelle varie vetrine dei negozi del centro storico è stato curato dall’Accademia Italiana del Presepio nell’Arte e nella Tradizione</p>
<hr />
<p><strong>Assisi</strong></p>
<p>Percorso presepistico</p>
<p>dal 24 dicembre al 6 gennaio</p>
<p>Vengono allestiti presepi artistici lungo le strade e nelle piazze del centro storico</p>
<hr />
<p><strong>Assisi</strong></p>
<p>Basilica di S. Maria degli Angeli Cappella della Natività Presepio in stucco scolpito da Domenico Paci nel 1830</p>
<hr />
<p><strong>Cesi (Terni)</strong></p>
<p>La grotta di Natale – Grotta Eolia (Via Stocchi, 1)</p>
<p>dal 23 dicembre al 6 gennaio – ore 14.30-18.30 (solo giorni festivi e prefestivi)</p>
<p>Visita al presepe artistico allestito in grotta dal gruppo speleologico “Terre arnolfe”</p>
<hr />
<p><strong>Città della Pieve</strong></p>
<p>Il presepe sotterraneo</p>
<p>Sotterranei di Palazzo della Corgna</p>
<p>dal 25 dicembre al 6 gennaio – ore 9.00-12.00; 15.00-19.00</p>
<p>Grazie alla fantasia e all’abilità di esperti artigiani, il presepe di Città della Pieve da ormai un trentennio è diventato uno dei più importanti d’Italia. Viene allestito nei sotterranei di Palazzo della Corgna. L’ambientazione in suggestivi spazi rinascimentali ripropone non solo la vita di Cristo, ma anche scene del Vecchio e del Nuovo Testamento</p>
<hr />
<p><strong>Corciano</strong></p>
<p>Il Presepe, i Sapori, l’Arte…</p>
<p>Centro storico dal 23 dicembre al 7 gennaio</p>
<p>Il presepe viene allestito nel borgo antico con statue a grandezza naturale, vestite secondo il costume popolare medievale</p>
<hr />
<p><strong>Gubbio</strong></p>
<p>Le arti e i mestieri nel presepe</p>
<p>dall’8 dicembre al 6 gennaio</p>
<p>Realizzato con statue a dimensione naturale, è allestito nelle vie medievali del Quartiere di San Martino. Lo scenario è arricchito dalla ricostruzione dell’angolo del fornaio, del ceramista, del falegname, degli speziali e di altre figure simbolo degli antichi mestieri</p>
<hr />
<p><strong>Orvieto</strong></p>
<p>Presepe nel pozzo</p>
<p>Pozzo della Cava (Via della Cava, 28)</p>
<p>dal 23 dicembre al 13 gennaio – ore 9.00-20.00</p>
<p>La natività viene allestita dagli speleologi all’interno del pozzo che è profondo 36 metri. Il tema di questa edizione è il “mercato”. E’ ricostruito un angolo della Betlemme dell’anno zero con i vicoli e le vie colorati da mercati, magi e indovini</p>
<hr />
<p><strong>Collevalenza di Todi</strong></p>
<p>Presepe poliscenico</p>
<p>aperto tutto l’anno</p>
<hr />
<p><strong>Trevi</strong></p>
<p>Presepi per le strade</p>
<p>dall’8 dicembre al 6 gennaio</p>
<hr />
<p><strong>Foligno</strong></p>
<p>Presepe di Budino</p>
<p>dall’8 dicembre al 6 gennaio</p>
<hr />
<p><strong>Foligno</strong></p>
<p>Presepe del Castello di Sant’Eraclio</p>
<p>dall’8 dicembre al 6 gennaio</p>
<hr />
<p><strong>Calvi dell’Umbria (TR)</strong></p>
<p>Chiesa di S. Antonio Abate</p>
<p>Monumentale Presepio in terracotta invetriata e policroma, di Giacomo e Raffaele Montereale (1546)</p>
<p><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
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		<title>&#8220;I Faoni&#8221; di Norcia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 09:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[Folklore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A Norcia , iniziano i festeggiamenti per il Natale,  il 9 dicembre, con la tradizione dei “Faoni” o “Festa delle Campane”. La festa è un appuntamento di rito nel calendario delle manifestazioni invernali del nursino, forte nel suo significato e nel suo fascino. Gruppi di volontari affezionati alla tradizione si preparano ogni anno per la sera del 9 dicembre, quando [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/La-sera-dei-Faoni.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5810" title="La sera dei Faoni" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/La-sera-dei-Faoni-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>A Norcia , iniziano i festeggiamenti per il Natale,  il 9 dicembre, con la tradizione dei “<strong>Faoni</strong>” o “<strong>Festa delle Campane</strong>”. La festa è un appuntamento di rito nel calendario delle manifestazioni invernali del nursino, forte nel suo significato e nel suo fascino. Gruppi di volontari affezionati alla tradizione si preparano ogni anno per la sera del 9 dicembre, quando tutta la città e le limitrofe frazioni si illuminano al bagliore di maestose pire di ginepro accese, grandi e suggestivi falò animati dagli stornelli di immancabili organetti e dall’allegria spensierata di persone intorno a qualche inebriante bicchiere di vin brulé, dolci e buon cibo cotto alla brace. L’organizzazione della serata è stata sempre impegnativa e il suo tramandarsi di generazione in generazione è frutto esclusivo della volontà di alcuni gruppi di persone che pur di rivivere momenti cari ai loro genitori e ai loro nonni sacrificano molto del loro tempo per la buona riuscita della serata. La serata del 9 dicembre è stata da sempre una festa per tutti, una grande festa in attesa della mezzanotte, ora in cui tutte le campane della città si muovono ad annunciare il passaggio della <a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/I-Faoni-2011.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5808" title="I Faoni 2011" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/I-Faoni-2011-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><strong>Santa casa della Madonna di Loreto</strong>. Di fatto, il senso della tradizione, per gli abitanti di Norcia e la consuetudine cattolica, sta proprio qui. I fuochi vengono accesi per ricordare ed illuminare il cammino degli angeli che, nel lontano 9 dicembre 1291, essendo la Palestina occupata dagli infedeli, portarono in salvo la casa della Vergine, traslandola miracolosamente fino ad un bosco di lauri, oggi Loreto. Ma quali altri riti si intreccino intorno a questo omaggio affettuoso non è facile dirlo. Ci sono elementi atavici: si va verso i giorni più corti dell’anno e bisogna scongiurare che il buio abbia il sopravvento sulla luce, la notte sul giorno, il gelo sul caldo. Ma c’è anche dell’arcano. Il fuoco non sempre distrugge, purifica anche. E infine elementi spirituali. Il fuoco è il simbolo dell’amore che scende, su Maria e sugli Apostoli nel cenacolo, trasformando i discepoli in predicatori coraggiosi e capaci di farsi intendere da persone provenienti da vari paesi. Simboli e riti, forze della natura e buona volontà, tutto si esalta in questa notte della terra nursina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I faoni, o per meglio dire “<strong>Li Fauni</strong>”, rappresentano una delle manifestazione sicuramente più caratteristiche di Norcia. E&#8217; difficile spiegare un evento tanto mistico. Nel borgo nursino, nonostante il trascorrere degli anni, il senso della tradizione è ancora forte e lo si percepisce nelle strade e nelle genti già da molti giorni prima. Ognuno dei sette rioni, uno per ogni porta muraria, si dà dei rappresentanti che possano, per entusiasmo e capacità, dar vita ai faoni. I preparativi fervono. Gli uomini partono per le macchie circostanti; da sempre è la ginestra la preda più ambita per questi cacciatori di leggende. Ci vogliono diverse uscite e tanta volontà per trovare tutta la ginestra necessaria. E&#8217; curioso come la competitività di ogni singolo rione si affacci prepotentemente già dai primi preparativi. La gara è tra chi carica di più il camion, tra chi fa il Faone più grande, tra chi riesce a creare il fuoco più bello o il banchetto più ricco. Nelle piazze tipiche del centro storico di Norcia, gruppi di appassionati si riuniscono, poi, per ammucchiare tutta la ginestra intorno ad un altissimo palo di legno che sosterrà il faone durante il suo bruciare. L&#8217;entusiasmo, il gioco e l&#8217;allegria generale sono i punti fondamentali di un&#8217;atmosfera sicuramente collaborativa. Intanto, le donne a casa si organizzano intorno a liste della spesa e fornelli per deliziare i visitatori durante il mistico falò. La sera del 9 dicembre arriva prestissimo, ma mai mi è riuscito di vedere un faone non pronto, un rinfresco non curato. Il programma si imposta in modo tale da permettere, a tutti gli interessati, di non perdere neanche un faone, se lo desiderano. Diventa una bellissima maratona senza vincitori quella che si gareggia tra i vicoli di Norcia alla rincorsa del prossimo fuoco che verrà acceso, sperando di arrivare in tempo, di non perdere il bellissimo momento in cui la prima fiamma divampa. C&#8217;è una cosa che caratterizza la sera dei faoni: i “botti” dei ragazzi, i raudi che, in un incessante scoppiare, fanno da colonna sonora all&#8217;evento, suscitando la paura di molti, l&#8217;ammirazione di altri; i raudi fanno parte della cultura della serata, è una manifestazione di eccezionale allegria, frenesia. E&#8217;, poi, alla mezzanotte che la festa si anima del suono festivo delle campane di tutte le chiese.</p>
<p><em>da Valnerinaonline.it</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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