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	<title>Medioevo in Umbria &#187; In Evidenza</title>
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		<title>Mostra su Taddeo di Bartolo a Perugia &#8211; 7 MARZO/7 GIUGNO 2020</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 16:12:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA DAL LA PRIMA MOSTRA MONOGRAFICA MAI DEDICATA A TADDEO DI BARTOLO (1362 ca.-1422)  a cura di Gail E. Solberg &#160; L’esposizione presenterà 100 tavole del pittore senese, una delle più significative presenze artistiche dell’epoca. Per l’occasione sarà ricostruita l’imponente pala, ormai smembrata, di San Francesco al Prato di Perugia. Dal 7 marzo al 7 giugno 2020, la Galleria Nazionale dell’Umbria [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="content columns-6 right double-row-padding small-col-padding">
<p><strong>GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA </strong><strong>DAL <a href="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/taddeo-di-bartolo-santa-caterina.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7974" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/taddeo-di-bartolo-santa-caterina-180x300.jpg" alt="taddeo-di-bartolo-santa-caterina" width="180" height="300" /></a></strong></p>
<p><strong>LA PRIMA MOSTRA MONOGRAFICA MAI DEDICATA A </strong><strong>TADDEO DI BARTOLO (1362 ca.-1422)  </strong><strong><em>a cura di Gail E. Solberg</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’esposizione presenterà 100 tavole del pittore senese, una delle più significative presenze artistiche dell’epoca.</strong></p>
<p><strong>Per l’occasione sarà ricostruita l’imponente pala, ormai smembrata, di San Francesco al Prato di Perugia.</strong></p>
<p><strong>Dal 7 marzo al 7 giugno 2020, la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia sarà teatro di un eccezionale evento espositivo.</strong></p>
<p><strong>Per la prima volta si terrà un’ampia monografica dedicata a Taddeo di Bartolo (1362 ca. – 1422)</strong>, una delle più significative presenze artistiche dell’epoca, in patria e non solo. Da vero e proprio maestro itinerante, infatti, egli trascorse buona parte della carriera spostandosi tra Toscana, Liguria, Umbria, e Lazio al servizio di famiglie politicamente ed economicamente potenti, autorità pubbliche, grandi ordini religiosi e confraternite.</p>
<p>La mostra, curata da Gail E. Solberg, la più accreditata studiosa del pittore, presenterà <strong>100 tavole del pittore senese</strong>, in grado di ricostruire l’intera sua parabola artistica, dalla fine degli anni ottanta del Trecento fino al 1420-22, con prestiti provenienti da prestigiosi musei internazionali, quali il Louvre di Parigi e il Szépművészeti Múzeum di Budapest, e con la decisiva collaborazione di enti e istituti italiani.</p>
<p>Taddeo di Bartolo è stato il più grande maestro del polittico del suo tempo. La rassegna darà quindi particolare enfasi a questa forma d’arte sacra, grazie alla presenza di pale complete e di tavole disassemblate che, riaffiancate, consentiranno di ricomporre per la prima volta i complessi di appartenenza.</p>
<p><a href="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/taddeo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7971" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/taddeo-300x157.jpg" alt="taddeo" width="300" height="157" /></a>Per l’occasione, in un ambiente che ricreerà l’interno di una chiesa francescana ad aula, sarà ricostruito l’imponente apparato figurativo della ormai smembrata pala di San Francesco al Prato di Perugia, di cui la Galleria Nazionale dell’Umbria conserva ben 13 elementi. A questi si aggiungeranno le parti mancanti, finora individuate, come le sette tavole della predella raffiguranti <em>Storie di san Francesco</em>, conservate tra il Landesmuseum di Hannover (Germania) e il Kasteel Huis Berg a s’-Heerenberg (Paesi Bassi), e il piccolo<em> San Sebastiano</em> del Museo di Capodimonte a Napoli, che probabilmente decorava uno dei piloni della carpenteria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratterà quindi di una panoramica completa dell’arte di Taddeo, dalla prima opera firmata e datata – alla quale apparteneva l’<em>Annunciazione</em> del Kode Museum di Bergen (Norvegia) (1389) – fino alla <em>Madonna Avvocata</em> del Museo di Arte Sacra di Orte (VT), del 1420, passando attraverso prove capitali della sua carriera quali il polittico di Montepulciano, di cui si espongono le tre cuspidi, e l’imponente polittico della Pinacoteca di Volterra (PI).</p>
<p>L’importante attività di Taddeo di Bartolo come frescante sarà illustrata da una ricostruzione video in 3D degli affreschi della cappella del Palazzo Pubblico di Siena, parte di un ricco apparto multimediale che si ripropone di documentare i restauri e le indagini diagnostiche eseguiti in occasione della mostra grazie al contributo della Galleria Nazionale dell’Umbria, e di illustrare l’altissima qualità tecnica e stilistica della produzione di questo grande maestro.</p>
<p>L’esposizione è accompagnata da un catalogo scientifico bilingue (italiano e inglese) edito da Silvana Editoriale, contenente saggi di Gail E. Solberg, Emanuele Zappasodi, Veruska Picchiarelli, Donal Cooper e Alberto Sartore, Machtelt Brüggen Israëls, Christa Gardner von Teuffel, Daniele Costantini, Cristina Tomassetti ed Emanuela Massa. Inoltre, come è ormai consuetudine della Galleria, in occasione della mostra verrà realizzata anche una pubblicazione <em>ad hoc</em> per il pubblico dei più piccoli, una favola-racconto su Taddeo scritta da un’équipe del museo, illustrata dalla disegnatrice Chiara Galletti ed edita da Aguaplano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>TADDEO DI BARTOLO</strong></p>
<p>Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria (corso Pietro Vannucci, 19)</p>
<p><strong>7 marzo – 7 giugno 2020</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Orari</strong>: lunedì: 12.00 – 19.30; martedì – domenica: 8.30 – 19.30 (ultimo ingresso, ore 18.30)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Biglietti</strong>: intero €8,00; ridotto € 2,00 per 18-25 anni; agevolazioni € 4,00</p>
<p>per gratuità e convenzioni, consultare <a href="http://www.gallerianazionaledellumbria.it/visita">qui</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ingresso gratuito tutte le prime domeniche del mese e 25 aprile</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Informazioni</strong>: Tel. 075.58668436; <a href="mailto:gan-umb@beniculturali.it">gan-umb@beniculturali.it</a>;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Biglietteria/Bookshop: </strong>Tel. 075.5721009; <a href="mailto:gnu@sistemamuseo.it">gnu@sistemamuseo.it</a>;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Un erede per il falco&#8221; di Marina Trastulla</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2019 09:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Le vicende di Gemma e Stella tornano a incantare i lettori  nel nuovo libro di Marina Trastulla. Un erede per il falco (edizioni Nuova Prhomos) romanzo storico di Marina Trastulla. Il volume, che arriva dopo &#8220;Il falco ghibellino&#8221;, regala al lettore un&#8217;altra avventura medievale per scoprire i mille sorprendenti dettagli di un&#8217;epoca lontana, ma che si respira ancora nei borghi e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le vicende di<strong> Gemma e Stella </strong>tornano a incantare i lettori  nel nuovo libro di<strong> Marina Trastulla.<a href="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/copertinaEredeDef.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7935" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/copertinaEredeDef-213x300.jpg" alt="copertinaEredeDef" width="213" height="300" /></a></strong></p>
<p><strong><em>Un erede per il falco</em></strong> (edizioni Nuova Prhomos) romanzo storico di Marina Trastulla. Il volume, che arriva dopo &#8220;Il falco ghibellino&#8221;, regala al lettore un&#8217;altra avventura medievale per scoprire i mille sorprendenti dettagli di un&#8217;epoca lontana, ma che si respira ancora nei borghi e nei castelli dell&#8217;Italia centrale. Insieme all&#8217;autrice interverrà l&#8217;archeologa Valentina Vincenti; coordina il giornalista Giampiero Tasso.</p>
<p><strong>Il libro &#8211;</strong> Nuove avventure per Gemma, la bella e coraggiosa contessa, che si ritrova invischiata stavolta negli intrighi politici per l’elezione del Pontefice. Il tormentato conclave si tiene a Perugia, le potenti famiglie degli Orsini e dei Colonna, con i loro alleati guelfi e ghibellini, si contendono la carica, infine costrette a una decisione di compromesso. Ma il prescelto sarà capace davvero di governare la Chiesa? O verrà manovrato da una delle fazioni? Le vicende drammatiche che seguiranno vedranno sconvolta anche la tranquilla vita del feudo di Acquapendente, messe in dubbio le convinzioni più profonde, i sentimenti di Gemma per l’uomo che ama, il desiderio di dargli un erede. E anche il giovane fratello, Lamberto, avrà a che fare con l’amore impossibile per una fanciulla della fazione rivale. Veleni politici e contrasti religiosi, persecuzioni, l’assedio di Palestrina, con la tragica sorte di Jacopone da Todi, fiero oppositore di Bonifacio VIII: in questo scenario storico dettagliatamente ricostruito, si muovono i destini dei protagonisti, come sempre in parallelo con le vicende di Stella, la giovane appassionata di Storia medievale che proietta su Gemma i propri sentimenti, timori e speranze, in uno specchio emotivo coinvolgente, dai sorprendenti risvolti.</p>
<p><strong>Marina Trastulla</strong> è nata a Perugia nel 1968, dove si è laureata in Lettere con una tesi in Storia dell’arte medievale e vive a Perugia con il marito e il figlio, insegna Lettere nella Scuola Secondaria di primo grado.</p>
<p><strong>Sito ufficiale</strong> <strong>dedicato ai due romanzi:</strong> www.ilfalcoghibellino.it</p>
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		<title>La rinascita in Italia della cultura e scrittura medievale sulle orme di Benedetto</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 09:04:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dallo “scriptorium” a Pesaro alla mostra sulla “Meravigliosa Storia della Calligrafia” di Verona Giuseppe Brienza ROMA &#160; “I benedettini sono i padri della civiltà europea”, ha scritto lo storico belga Léo Moulin (1906-1996), ricordando come perfino le leggi del galateo che alcuni ancora oggi per fortuna rispettano furono inventate proprio dai monaci fondati da san Benedetto da Norcia. Non a caso [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/amanuense.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7931" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/amanuense-300x157.jpg" alt="amanuense" width="300" height="157" /></a><a href="http://www.medioevoinumbria.it/vita-medievale/mestieri/la-rinascita-in-italia-della-cultura-e-scrittura-medievale-sulle-orme-di-benedetto/attachment/amanuense-marcello-storari/" rel="attachment wp-att-3331"><img class="alignleft size-full wp-image-3331" title="Amanuense-Marcello-Storari" src="http://medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Amanuense-Marcello-Storari.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>Dallo “scriptorium” a Pesaro alla mostra sulla “Meravigliosa Storia della Calligrafia” di Verona</strong></p>
<p><em>Giuseppe Brienza</em><br />
ROMA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“I benedettini sono i padri della civiltà europea”, ha scritto lo storico belga Léo Moulin (1906-1996), ricordando come perfino le leggi del galateo che alcuni ancora oggi per fortuna rispettano furono inventate proprio dai monaci fondati da san Benedetto da Norcia. <strong>Non a caso quest’ultimo, il 24 ottobre 1964, è stato proclamato da Paolo VI Patrono d’Europa, perché “messaggero di pace, operatore d’unità, maestro di civiltà” (Breve Apostolico, Pacis Nuntius).</strong></p>
<p>L’influsso culturale del monachesimo benedettino per la formazione della civiltà europea è passato soprattutto attraverso lo “scriptorium”, un laboratorio di copiatura e di trascrizione dei codici nel quale il lavoro paziente degli amanuensi moltiplicava i libri, facilitandone la conoscenza e lo studio. L’amore nel nostro Paese per il Medioevo cristiano si conserva perfino in questi ultimi decenni “post-sessantottini” con lo sforzo di riproposizione creativa dello stile della bella calligrafia dei nostri vecchi, si­mile appunto a quella degli antichi benedettini.</p>
<p>Basti pensare ad esempio all’attività del “Centro Studi Heliopolis”, fondato a Pesaro nel 1974 dal poeta e critico letterario Sandro Giovannini, nell’ambito del quale opera tuttora «lo scriptorium». Si tratta di un’esperienza d&#8217;indagine sulle <strong>tecniche dell&#8217;antico, consistente nella ricopiatura di manoscritti, nella realizzazione di fac-simile di rotoli e codici, il tutto rivitalizzando tecniche amanuensiche e miniaturistiche che vengono confrontate e “intrecciate” con percorsi di ricerca poetica innovativa (“poesia concreta”, “visiva”, etc.). Grazie a tale iniziativa sono stati realizzati molti dei prototipi su pergamena ani</strong>male poi tirati in stampa per la collegata casa editrice “Heliopolis” di Pesaro, esposti in varie mostre collettive dello «scriptorium», nelle quali sono presentati supporti pregiati e artistici ed anche ideazioni d’avanguardia che poi sono divenute acquisizioni consolidate sul mercato “para-editoriale”. Un esempio? Le prime &#8220;magliette letterarie&#8221;, ideate appunto in questo contesto, e presentate per la prima volta al Salone del libro di Torino nel 1989.</p>
<p>Ma molte altre realtà possono essere citate a testimonianza del tentativo di riscoperta e riproposizione dell’immenso patrimonio della civiltà e scrittura medievale. Si va dal sito <a href="http://www.amanuense.it/" target="_blank">www.amanuense.it</a>, alla manifestazione che si terrà il prossimo 25 Marzo a Verona (piazza delle Erbe), il &#8220;Palio del Drappo Verde&#8221;, un’antica corsa  citata anche da Dante Alighieri nel canto XV dell&#8217;Inferno (vv. 121-124), nell’ambito del quale sarà allestito anche un museo itinerante sulla “Meravigliosa Storia della Calligrafia” (<a href="http://www.sipariomedievale.it/scrittura.htm" target="_blank">www.sipariomedievale.it/scrittura.htm</a>), animato da figuranti in abiti d’epoca e mestieri medievali. Si tratta di un’iniziativa, portata avanti da alcuni anni in numerose piazze d’Italia dal pittore e pubblicista Marcello Sartori, finalizzata alla conoscenza dell&#8217;evoluzione storica della scrittura e dei principali supporti materiali utilizzati, con un ampio spazio dedicato allo scriptorium medievale ed alla civiltà dell&#8217;amanuense.  All’artista veronese, 56 anni, sposato con quattro figli e dal 2006 consigliere della “Compagnia del Sipario Medievale”, chiediamo quindi quali sono state le motivazioni e tecniche che hanno dato origine ai grandi capolavori dei maestri italiani della cultura e dell’arte del bene scrivere, e quale valore possono offrire oggi alla cultura e società occidentale.</p>
<p><strong>E’ vero che, nonostante la sua antica tradizione ed eredità nel nostro Paese, l’amanuense è una figura ormai quasi del tutto sconosciuta dalle giovani, ma anche dalle meno giovani, generazioni d’Italiani?</strong></p>
<p>«Dell’amanuense nelle scuole ed università italiane non se ne parla quasi più. L’unica cosa che si conosce è che copiava i libri prima della scoperta della stampa. Non si trasmette più l’importante ruolo che ha avuto nella formazione del rinascimento italiano e della costruzione della cultura occidentale. Purtroppo anche la bella scrittura, detta “Calligrafia”,  ha seguito lo stesso percorso di oblio».</p>
<p><strong>Perché riproporre oggi la figura dell’amanuense? </strong></p>
<p>«Perché dobbiamo agli amanuensi una grande riconoscenza. Cosa sarebbe del nostro “benessere” senza di loro e senza la cultura cristiana che loro esprimevano? Copiare libri era un lavoro faticoso, rimanere curvi, fermi con il corpo al lume di una lampada ad olio, facendo solo piccoli e precisissimi movimenti  con la mano in una situazione di grande precarietà durata diversi secoli a causa del crollo l’impero romano e con esso il lungo periodo di “Pax Romana”».</p>
<p><strong>Cosa ha spinto l’uomo medievale con i suoi strumenti semplici a creare opere immortali?</strong></p>
<p>«Nell&#8217;antichità Greci e Romani affidavano il compito di scrivere agli schiavi (servi litterati). Gli autori di quel tempo non si preoccupavano della diffusione del libro se non oltre una ristretta cerchia d&#8217;amici o discepoli. Chi voleva possedere un testo, non esistendo il diritto d&#8217;autore, lo faceva copiare dai suoi servi. Con il Cristianesimo nasce invece la necessità della diffusione e della trascrizione dei Sacri Testi, considerata un utile esercizio spirituale. Quest&#8217;attività è attestata in Italia a partire dal V secolo. San Benedetto da Norcia nelle sue regole stabilì l&#8217;obbligo, all&#8217;interno del convento, dello scriptorium (un locale destinato alla copiatura dei testi), ed all&#8217;Ordine Benedettino, per l&#8217;intensità, la cura e la competenza con cui sì dedicò all&#8217;attività scrittoria, siamo debitori della continuità della tradizione letteraria classica».</p>
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		<title>Percorso Benedettino</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 09:00:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Visitare la Valnerina è un’esperienza davvero straordinaria perché è ricchissima di luoghi dove si sono depositate alcune delle pagine più importanti della storia e dell’arte: abbazie, eremi e santuari. Sono questi i luoghi che hanno fatto da scenario alla vita, l’azione, la predicazione di San Benedetto che influenzò in maniera così radicale la vita politica, sociale ed economica non solo [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-4607" title="San Benedetto da Norcia" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/San-Benedetto-da-Norcia1-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" />Visitare la <strong>Valnerina</strong> è un’esperienza davvero straordinaria perché è ricchissima di luoghi dove si sono depositate alcune delle pagine più importanti della storia e dell’arte: <strong>abbazie</strong>, <strong>eremi</strong> e <strong>santuari</strong>.</p>
<p align="justify">Sono questi i luoghi che hanno fatto da scenario alla vita, l’azione, la predicazione di <strong>San Benedetto </strong>che influenzò in maniera così radicale la vita politica, sociale ed economica non solo umbra, ma nazionale ed europea.</p>
<p align="justify">Il Cammino di san Benedetto si propone di unire, attraverso sentieri estrade a basso traffico, i tre luoghi fondamentali in cui è nato e si è sviluppato il movimento benedettino: Norcia, Subiaco e Montecassino. La sua lunghezza è di 310 chilometri per il percorso a piedi e 340 per quello in bicicletta. Non mancheremo di visitare i più importanti monasteri ed abbazie della famiglia benedettina, cercando di cogliere al meglio lo spirito dei luoghi, senza tralasciare i numerosi altri spunti culturali e religiosi che ci si offriranno lungo il percorso e che apriranno ampie e insospettate possibilità di approfondimento.</p>
<p align="justify">Conosceremo i luoghi di santi che sono vissuti oppure hanno trovato ospitalità qui come san Francesco d&#8217;Assisi e santa Rita da Cascia.  Di seguito l&#8217;elenco delle tappe:<img class="alignright size-medium wp-image-4753" title="la guida" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/la-guida1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p align="justify">Da Norcia a Cascia. Da Cascia a Monteleone di Spoleto. Da Monteleone di Spoleto a Leonessa. Da Leonessa a Poggio Bustone. Da Poggio Bustone a Rieti. Da Rieti a Rocca Sinibalda. Da Rocca Sinibalda a Castel di Tora. Da Castel di Tora a Orvinio. Da Orvinio a Mandela. Da Mandela a Subiaco. Da Subiaco a Trevi nel Lazio. Da Trevi nel lazio a Collepardo. Da Collepardo a Casamari. Da Casamari ad Arpino. Da Arpino a Roccasecca. Da Roccasecca a Montecassino.</p>
<p align="justify"><em>Per chi intendesse approfondire queste tematiche può visionare il sito:</em> www.camminodibenedetto.it</p>
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		<title>Santa Scolastica</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 08:39:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Santi e Beati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Santa Scolastica nata a Norcia verso il 480 e morta a Piumarola nel 547, fu sorella di San Benedetto. Della sua vita si conoscono solo le poche vicende tramandate ne &#8220;Il Libro dei Dialoghi&#8221; di san Gregorio Magno. Di certo si sa che almeno alcuni anni prima della morte dimorava nei pressi di Montecassino. La consanguineità con San Benedetto e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Santa Scolastica nata a <strong>Norcia</strong> verso il <strong>480</strong> e morta a <strong>Piumarola</strong> nel <strong>547</strong>, fu sorella di <strong>San Benedetto</strong>. Della sua vita si conoscono solo le poche vicende tramandate ne <strong>&#8220;Il Libro dei Dialoghi&#8221;</strong> di san <strong>Gregorio Magno</strong>. Di certo si sa che <img class="alignleft" src="/wp-content/gallery/resources/norcia_s_scolastica.jpg" alt="" width="150" height="227" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />almeno alcuni anni prima della morte dimorava nei pressi di <strong>Montecassino</strong>.<br />
La consanguineità con <strong>San Benedetto</strong> e la forza spirituale della sua figura hanno fatto di lei un&#8217;immagine molto venerata, sin dalle origini, dalla grande famiglia del legislatore cassinese. Molti monasteri furono dedicati al suo nome: lo stesso cenobio di <strong>Subiaco</strong> le fu consacrato.<br />
A <strong>Norcia</strong> vi è anche una chiesa a lei dedicata, la <strong>chiesa di Santa Scolastica</strong>.<br />
<strong>Santa Scolastica</strong> è invocata dalla tradizione popolare per difendersi dai fulmini e per ottenere la pioggia, in seguito al famoso episodio, narrato da Gregorio Magno, che precedette la sua morte.<br />
Santa Scolastica e San Benedetto si incontravano una volta all&#8217;anno in una casa a metà strada tra i loro monasteri, in uno di questi incontri, poco prima della sua morte, Scolastica chiese al fratello di prolungare il colloquio spirituale fino al mattino seguente, ma Benedetto per non infrangere la regola, si oppose. Allora Scolastica implorò il Signore di non far partire il fratello e subito scoppiò un violento temporale che costrinse Benedetto a rimanere tutta la notte. Gregorio conclude la narrazione dell&#8217;episodio affermando: «Poté di più, colei che più amò».</p>
<p>Ancora Gregorio Magno narra che Benedetto, avuta notizia della morte della sorella &#8220;da un segno divino&#8221;, la seppellì nella tomba dove anch&#8217;egli fu sepolto, poco più tard<a href="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/santa-scolastica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7928" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/santa-scolastica-300x85.jpg" alt="santa scolastica" width="300" height="85" /></a>i: «come la mente loro sempre era stata unita in Dio, nel medesimo modo li corpi furono congiunti in uno stesso sepolcro».</p>
<p>Le reliquie di Scolastica e Benedetto sono conservate sotto l&#8217;altare maggiore della basilica di Montecassino.</p>
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		<title>Rocca Albornoziana</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2019 17:03:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Castelli e Fortezze]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Spoleto (PG) La Rocca albornoziana è sicuramente il monumento più rappresentativo della città di Spoleto, per la sua stessa posizione privileggiata, posta al di sopra dell&#8217;intera città. Essa è circondata da un&#8217;alta muraglia che ricalca in parte il tracciato dell&#8217;antica cinta urbica di opera poligonale e quadrata. Varcata la prima porta, ornata di stemmi di Clemente VIII e della famiglia Aldobrandini, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">Spoleto (PG)</p>
<p style="text-align: center;" align="center"><img class="aligncenter" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/spoleto_rocca_albornoziana.jpg" alt="" width="480" height="250" align="top" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p align="justify">La Rocca albornoziana <strong>è sicuramente il monumento più rappresentativo della città di Spoleto</strong>, per la sua stessa posizione privileggiata, posta al di sopra dell&#8217;intera città. Essa è circondata da un&#8217;alta muraglia che ricalca in parte il tracciato dell&#8217;antica cinta urbica di opera poligonale e quadrata. Varcata la prima porta, ornata di stemmi di Clemente VIII e della famiglia Aldobrandini, si imbocca un viale rettilineo in pendio che conduce alla monumentale porta del Bastione sulla cui fronte sono visibili gli stemmi di molti pontefici che qui risiedettero.</p>
<p align="justify"><strong>La pianta, è formata da un rettangolo assai allungato i cui lati misurano 133&#215;33 metri</strong>, ed è attraversata nel senso del lato corto da un corpo di fabbrica che dà origine a due rettangoli minori, diseguali, che costituiscono i due cortili. Alle estremità del corpo maggiore e del braccio trasversale si innestano <strong>sei possenti torri</strong>. Tra queste <strong>notevole è la torre maestra</strong>, più alta e possente delle altre, collocata nel mezzo del lato lungo verso la città.<br />
Nel lato opposto, verso Monteluco, la torre nord-orientale si congiungeva, attraverso un passaggio su arcate, ad una torre esterna addossata alla cinta urbica e chiamata <strong>Malborghetto</strong>. Le arcate e la torre non sono però più visibili in seguito alla edificazione agli inizi del Novecento della palazzina degli uffici penitenziari.<br />
Alla stessa torre nord-occidentale è addossata <strong>l&#8217;antica cappella</strong>.<br />
Dalle ampie spianate tutt&#8217;intorno al maestoso edificio si godono i punti di vista più favorevoli della città sottostante, del Monteluco, delle colline e della piana spoletina.</p>
<p align="justify"><strong><span style="color: #8b0000;">La sua storia<br />
</span></strong><br />
E&#8217; possibile datare <strong>alla fine del 1359 i primi lavori per l&#8217;edificazione della Rocca</strong>; del 1362 è invece il primo documento che nomina Matteo Gattaponi sovrastante della fabbrica. Nel 1370 l&#8217;opera non era ancora compiuta.<br />
<strong>La costruzione dell&#8217;edificio trae origine dalla missione di pacificare e rafforzare le terre della Chiesa, affidata nel 1353 dal papa Innocenzo VI al cardinale Albornoz.<br />
</strong>Gli spoletini accolsero il progetto con grande soddisfazione dal momento che il proposito del cardinale di dare nuova unità al territorio della Chiesa ben rispondeva all&#8217;aspirazione della città di sottrarsi dal predominio ormai decennale che la vicina Perugia esercitava.<br />
Risultato tangibile fu, in questo senso, <strong>la demolizione della fortezza che i perugini avevano eretto (1325) presso porta Fuga, per meglio esercitare il loro predominio</strong>. Per alcuni secoli, e fino all&#8217;inizio del Cinquecento, l&#8217;edificio fu teatro degli avvenimenti più rilevanti della città, ospitando i maggiori personaggi del tempo. <strong>Gomez Albornoz</strong>, nipote del cardinale, <strong>è il primo castellano della Rocca</strong>, ormai ultimata; nel 1392 vi soggiornò Bonifacio IX.<br />
Nel 1449, mentre a Roma infuria la peste, <strong>vi soggiorna per un lungo periodo papa Nicolò V</strong> che avvia opere di rafforzamento e di accrescimento dell&#8217;edificio, costruendo inoltre altri più comodi appartamenti.<br />
Fra i governatori assume un rilievo particolare <strong>Lucrezia Borgia</strong>, <strong>mandata qui diciannovenne dal padre</strong>, <strong>papa Alessandro VI</strong>,<strong> per allontanarla dal marito Alfonso d&#8217;Aragona</strong>.</p>
<p align="justify"><strong><span style="color: #8b0000;">Il museo</span></strong></p>
<p>Il complesso monumentale si compone in <strong>due aree ben distinte</strong>: il <strong><span style="color: #8b0000;">Cortile d&#8217;onore </span></strong>e il <strong><span style="color: #8b0000;">Cortile delle armi</span></strong>. La prima accoglie il Museo nazionale del Ducato, costituito di materiali dei secc. IV &#8211; XV, provenienti dalle collezioni civiche. Inoltre, il salone centrale ha una funzione di Sala polivalente potendo ospitare mostre temporanee, concerti, convegni, ecc. La seconda area ospita un Teatro all&#8217;aperto capace di 1200 spettatori.<br />
<strong>Negli ambienti di lato lungo ha sede la Scuola europea di restauro del libro</strong>: <strong>sul lato corto, tra le due torri, è istituito il Laboratorio di diagnostica applicata al restauro dei beni culturali.</strong> L&#8217;area verde che cinge l&#8217;edificio monumentale si configura come il Parco della Rocca, che, in tempi successivi, verrà esteso all&#8217;intero Colle S. Elia. Negli altri edifici sono ospitati, oltre alle apparecchiature e ai servizi necessari per la conduzione del complesso, un ristorante, una foresteria, esercizi commerciali.</p>
<p align="justify"><strong><span style="color: #8b0000;">Rocca Albornoziana<br />
</span></strong>Piazza Campello<br />
Spoleto (PG)<br />
Tel: 0743 223055</p>
<p><strong><span style="color: #8b0000;">Orari<br />
</span>15 marzo &#8211; 10 giugno<br />
</strong>lunedì-venerdì: 10,00-12,00 / 15,00-19,00 sabato-domenica: 10,00-19,00</p>
<p align="justify"><strong>11 giugno &#8211; 15 settembre</strong><br />
lunedì-venerdì: 10,00 &#8211; 20,00<br />
sabato-domenica: 10,00 &#8211; 21,00</p>
<p align="justify"><strong>16 settembre &#8211; 31 ottobre</strong><br />
lunedì-venerdì: 10,00-12,00 / 15,00-19,00 sabato-domenica: 10,00 &#8211; 19,00</p>
<p align="justify"><strong>1 novembre &#8211; 14 marzo<br />
</strong>lunedì-venerdì: 14,30 &#8211; 17,00<br />
sabato-domenica: 10,00 &#8211; 17,00</p>
<p align="justify">Apertura:<br />
Annuale<br />
Non e&#8217; visitabile internamente</p>
<p align="justify">Biglietti<br />
Intero € 4,65<br />
ridotto € 3,62</p>
<p align="justify"><strong>L&#8217;ingresso è consentito soltanto con il servizio di visite guidate e bus navetta.</strong></p>
<p align="justify"><strong><span style="color: #8b0000;">Come raggiungerci<br />
</span>Treno:</strong> Spoleto<br />
<strong>Autostrada:</strong> A1 direz. Bologna uscita Viterbo/Terni-SS204 direz. Spoleto-SS3 verso Terni<br />
<strong>Aeroporto:</strong> Sant&#8217;Egidio PG</p>
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		<title>“L’intelligenza nelle mani”, mostra sui Longobardi alla Rocca di Spoleto fino al 21 marzo 2019</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2019 16:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Home]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; È stata aperta nella splendida cornice del  Museo Nazionale del Ducato di Spoleto alla Rocca Albornoz, la mostra “L’intelligenza nelle mani. Produzione artigianale e tecniche di lavorazione in età Longobarda”. La mostra fa parte del progetto “Longobardi in vetrina. Scambi e condivisioni tra musei per valorizzare il patrimonio longobardo” realizzato e coordinato dall’Associazione Italia Langobardorum, struttura di gestione del sito [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/spoleto-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7911" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/spoleto-1-212x300.jpg" alt="spoleto 1" width="212" height="300" /></a><a href="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/spoleto-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7912" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/spoleto-2-181x300.jpg" alt="spoleto 2" width="181" height="300" /></a>È stata aperta nella splendida cornice del  Museo Nazionale del Ducato di Spoleto alla Rocca Albornoz, la mostra “L’intelligenza nelle mani. Produzione artigianale e tecniche di lavorazione in età Longobarda”.</p>
<p>La mostra fa parte del progetto “Longobardi in vetrina. Scambi e condivisioni tra musei per valorizzare il patrimonio longobardo” realizzato e coordinato dall’Associazione Italia Langobardorum, struttura di gestione del sito UNESCO Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d. C.). Una sinergia tra musei delle rete e nazionali che si sviluppa su 7 grandi temi declinati in 15 diverse mostre.</p>
<p>L’esposizione di Spoleto vede protagonisti, oltre al Comune Di Spoleto, il Museo del Ducato di Spoleto e il Museo delle Civiltà di Roma che grazie allo scambio di reperti hanno realizzato due mostre, attraverso le quali vengono illustrati i saperi tecnici-produttivi dei Longobardi in Italia e individuati i processi che portarono questo popolo a integrare il loro patrimonio tecnico, tipico delle popolazioni germaniche, con quello romano-bizantino di matrice mediterranea, in un periodo di passaggio tra il periodo tardo antico e l’alto medioevo. A Spoleto la mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 21 luglio.</p>
<p>Il progetto “Longobardi in vetrina” propone la diffusione della conoscenza della cultura longobarda attraverso la valorizzazione delle realtà museali presenti nei sette singoli complessi monumentali, parte integrante del sito UNESCO, ma anche di quelli espressione dei territori coinvolti dal passaggio dei Longobardi. La collaborazione e la sinergia tra i musei sono favorite da scambi temporanei di reperti, articolati in esposizioni tematiche, tra i 6 musei della rete del sito UNESCO (Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, l’antiquarium di Castelseprio, il Museo di Santa Giulia di Brescia, il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, il museo Diocesano di Benevento, i Musei TECUM di Monte Sant’Angelo) il tempietto di Campello sul Clitunno, ed altri otto musei presenti sul territorio nazionale.</p>
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		<title>&#8221; &#8230; quasi un dialogo e una continua ricerca del senso delle cose.&#8221; L&#8217;esperienza del pittore Giancarlo Cesarini.</title>
		<link>https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it/home/quasi-un-dialogo-e-una-continua-ricerca-del-senso-delle-cose-lesperienza-di-giancarlo-cesarini/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 10:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Rievocazioni storiche]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In questa estate 2018 alla “Festa Rinascimentale” del borgo di Solomeo (PG) come di consueto erano presenti molti gruppi in costume storico, che proponevano ai visitatori i mestieri in voga nel Rinascimento e in una sala del palazzo che dà proprio sulla piazzetta, era allestita la bottega del pittore ad opera di Giancarlo Cesarini di Pesaro. Mi sono fermato ad [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questa estate 2018 alla “<strong>Festa Rinascimentale</strong>” del borgo di <strong>Solomeo</strong> (PG) come di consueto erano presenti molti gruppi in costume storico, che proponevano ai visitatori i mestieri in voga nel Rinascimento e in una sala del palazzo che dà proprio sulla piazzetta, era allestita la bottega del pittore ad opera di <strong>Giancarlo Cesarini</strong> di Pesaro.</p>
<p>Mi sono fermato ad osservarlo mentre dipingeva ed è stato così gentile da rispondere ad alcune mie curiosità.</p>
<p><em>Quando è iniziata questa sua passione per le tecniche di pittura più antiche?</em></p>
<p>Questa passione è nata in me un po’ per caso, premetto che da sempre l’arte ha sempre suscitato in me un grande fascino. Toccare la materia, capirla e trasformarla è qualcosa che mi fa stare bene, diventa quasi un dialogo una continua ricerca del senso delle cose.</p>
<div id="attachment_7900" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/tavolo-lab.jpg"><img class="size-medium wp-image-7900" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/tavolo-lab-300x225.jpg" alt=" Vasetti contenenti pigmenti, tavolozza ricoperta di pergamena ingessata, spatole in metallo, spatola in legno per la manipolazione della biacca, pennelli di vaio. " width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Vasetti contenenti pigmenti, tavolozza ricoperta di pergamena ingessata, spatole in metallo, spatola in legno per la manipolazione della biacca, pennelli di vaio.</p></div>
<p>Ho iniziato frequentando un corso di affresco, il professore era un importante restauratore di affreschi (ora in pensione) che tanto lavorò in Umbria e nelle Marche. Aveva inoltre un laboratorio di restauro di dipinti che io frequentavo con grande curiosità.</p>
<p>Per professione mi occupavo di manutenzioni ed un giorno mi trovai alla pinacoteca di Pesaro a  lavorare all’ interno della sala Bellini, ricca di dipinti su tavola, io da solo in mezzo a quelle meraviglie. La pinacoteca era ancora chiusa al pubblico, era di prima mattina e la debole luce attraversava le persiane andando ad illuminare i campi d’oro di quelle tavole. Le osservavo con grande meraviglia, mi pareva che tutte quelle figure di santi e personaggi fossero chiamati dalla luce ad iniziare la loro giornata. Immagini forti, di grande fede e spiritualità, cariche ancora  di quella forza e di quella energia che la mano del pittore seppe conferirle.</p>
<p>Le guardavo con occhio nuovo, mi pareva impossibile tanta perfezione! Eppure secoli fa qualcuno con le mani le aveva costruite, dorate e dipinte.</p>
<p>Iniziai quindi a frequentare assiduamente la bottega del restauratore tempestandolo di continue domande, volevo imparare e sperimentare tutto. Devo riconoscere che mi aiutò molto, la sua esperienza era davvero straordinaria.</p>
<div id="attachment_7901" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/tavolo-lab-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-7901" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/tavolo-lab-2-300x225.jpg" alt="Gli attrezzi del mestiere, il mio banco didattico. Qui posso mostrare alle persone come si prepara una matita, un pennello; si possono ammirare colori puri e apprendere tante curiosità delle tecniche pittoriche medioevali. Qui la tempera all'uovo è la regina. " width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Gli attrezzi del mestiere, il mio banco didattico. Qui posso mostrare alle persone come si prepara una matita, un pennello; si possono ammirare colori puri e apprendere tante curiosità delle tecniche pittoriche medioevali. Qui la tempera all&#8217;uovo è la regina.</p></div>
<div id="attachment_7902" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/tavolo-con-opere.jpg"><img class="size-medium wp-image-7902" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/tavolo-con-opere-300x225.jpg" alt="Il lavoro portato a termine, il rosso del fondo è cinabro. " width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il lavoro portato a termine, il rosso del fondo è cinabro.</p></div>
<p><em>E perché nel tempo si è sempre più radicata nella sua esperienza?</em></p>
<p>Sono passati quasi trenta anni da allora, ed ancora dipingo su tavola, ho iniziato con la tempera acrilica e simil oro,  per poi passare gradualmente ad usare la tempera all’uovo. Questo campo è vastissimo e richiede grande impegno, i primi risultati apprezzabili si hanno dopo alcuni anni di pratica.</p>
<p>Ho iniziato poi a preparare  i supporti, rispettando le carpenterie e le modalità costruttive, usando  Biacca, Cinabro, lapislazzuli,  lacche, oli, resine,  servendomi solo di pigmenti originali ed oro 22-24 kt. Non accontentandomi ho iniziato a fabbricarmi anche i pennelli, (pazzia pura), che uso normalmente per i miei lavori. Gli aspetti degli utensili e delle tecniche giuste sono assolutamente determinanti per la buona riuscita del lavoro. Sono sempre alla continua ricerca, qualcosa salta sempre fuori.  Consulto continuamente trattati antichi, monografie su restauri e risultati di analisi sui pigmenti, è come una febbre che non ti passa più.</p>
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<p><em>Quali sono le sue fonti di ispirazione?</em></p>
<p>Mi ispiro generalmente alla pittura Italiana, dal romanico fino al rinascimento, amo molto la scuola veneta padovana, le grandi croci monumentali lucchesi pisane duecentesche, la trecentesca arte toscana, i riminesi, il romanico umbro, praticamente tutto.</p>
<div id="attachment_7903" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/san-giovanni-bat.jpg"><img class="size-medium wp-image-7903" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/san-giovanni-bat-225x300.jpg" alt="E' uno dei lavori più impegnativi che ho realizzato: graffito di fondo, punzonature, pastiglia, stesure di colori e uso di lacche ed anche il formato, oltre il metro, ha richiesto grande impegno. " width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">E&#8217; uno dei lavori più impegnativi che ho realizzato: graffito di fondo, punzonature, pastiglia, stesure di colori e uso di lacche ed anche il formato, oltre il metro, ha richiesto grande impegno.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Può spiegarci il perché?</em></p>
<p>E&#8217; difficile rispondere a questa domanda, la risposta forse si cela nelle stesse tavole dipinte.</p>
<p>Penso che quando ci si trovi di fronte a queste opere, ci colpisca  molto il senso di silenziosa bellezza, la vista di quei colori straordinari, a cui non siamo più abituati,  l’armonia  e il ritmo compositivo.</p>
<p>Chi le osserva  ha comunque la percezione di essere di fronte a qualcosa di straordinario.</p>
<p>L’Italia è  un paese ricchissimo dal punto di vista culturale, l’alto e il basso medioevo ed il rinascimento hanno  saputo originare veri e propri linguaggi e dando vita a tantissime scuole legate ai  territori. Padovana, Senese, di Camerino, Riminese ecc.</p>
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<p><em>Cosa pensa di aver capito della pittura degli “antichi”?</em></p>
<p>Ho capito che gli antichi pittori avevano una profonda conoscenza tecnica, acquisita dopo lunghi anni di apprendimento con un maestro.  Avevano inoltre una notevole capacità organizzativa e spesso gestivano botteghe con più artisti. Si avvalevano di collaboratori esterni (falegnami, intagliatori e doratori) a cui potevano affidare alcune lavorazioni .</p>
<p>Fare il pittore  era considerato comunque un mestiere, bravi artisti si contrapponevano ad altri meno dotati che spesso lavoravano umilmente al fianco dei maestri dipingendo parti decorative o di minor impegno.</p>
<p>Ho capito che si lavorava, si lavorava tanto.</p>
<div id="attachment_7904" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/madonna-e-bambino.jpg"><img class="size-medium wp-image-7904" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/madonna-e-bambino-225x300.jpg" alt="Piccola icona di scuola riminese fondo oro 22 kt punzonato, tempera all'uovo, terre naturali, biacca, lapislazzuli e lacca. " width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Piccola icona di scuola riminese fondo oro 22 kt punzonato, tempera all&#8217;uovo, terre naturali, biacca, lapislazzuli e lacca.</p></div>
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<p><em>In cosa possiamo ancora oggi considerarli dei Maestri?</em></p>
<p>Possiamo considerarli oggi come dei maestri sicuramente se pensiamo a tutto ciò che hanno fatto, le conquiste prospettiche e del disegno, del colorito. Le infinite ore di lavoro, la grande perizia tecnica. Gli spostamenti ed i viaggi  per lavoro, i cantieri nelle chiese da affrescare. Se pensiamo alle strade ed alla fatica degli spostamenti, ai pericoli cui  potevano essere esposti, capiamo che si trattava di persone assolutamente  straordinarie, tenaci, di maestri, forse anche di vita.</p>
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		<title>Festival Medioevo di Gubbio &#8211; 26/30 settembre 2018</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Sep 2018 15:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Settembre]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le migrazioni, i confini, l’identità dei popoli e il concetto di “altri”: tutto questo è al centro dei dibattiti e degli eventi del Festival del Medioevo, in programma a Gubbio dal 26 al 30 settembre 2018 Le grandi migrazioni, la difesa dei confini, l’identità degli individui e dei popoli. E gli altri, quelli diversi da noi, che parlano lingue oscure [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le migrazioni, i confini, l’identità dei popoli e il concetto di “altri”: tutto questo è al centro dei dibattiti e degli eventi del Festival del Medioevo, in programma a Gubbio dal 26 al 30 settembre 2018</p>
<p>Le grandi migrazioni, la difesa dei confini, l’identità degli individui e dei popoli. E gli altri, quelli diversi da noi, che parlano lingue oscure e appaio<img class="alignright size-medium wp-image-7892" src="https://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/gubbio-medioevo-300x168.jpg" alt="gubbio medioevo" width="300" height="168" />no come nemici. Come ogni anno, <strong>il Festival del Medioevo</strong> incrocia le grandi questioni del mondo contemporaneo: <strong>a Gubbio dal 26 al 30 settembre 2018.</strong></p>
<p><strong>La scoperta degli altri è il tema della quarta edizione del Festival del Medioevo.</strong> Un viaggio tra i popoli e gli individui. In mezzo ai “forestieri” e intorno ai confini, le convenzioni della storia e della geografia: segni che indicano un limite comune. Qualcosa che separa ma allo stesso tempo può anche unire. E che costruisce l’alterità e l’identità, l’amico e lo straniero, l’estraneo e il diverso. Una parola che  contiene in sé l’idea di un territorio definito, di una separazione. Ma indica anche una meta da raggiungere o un obiettivo da superare. In pochi anni il Festival del Medioevo è diventata la più importante manifestazione nazionale di divulgazione storica intorno ai secoli della cosiddetta Età di Mezzo. L’appuntamento annuale a Gubbio è insieme colto e popolare. Propone più di cento eventi.</p>
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		<title>Agosto Corcianese &#8211; 4/15 Agosto 2018</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Aug 2018 14:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Corciano Festival / 54° Agosto Corcianese Dal 4 al 15 agosto 2018 – Centro storico di Corciano (PG)   Corciano torna ad ospitare nel suo antico borgo il Festival dedicato all’arte e alla cultura in tutte le sue sfumature. Un cartellone ricco di appuntamenti che affianca realtà locali, giovani o affermate, a grandi protagonisti di rilievo nazionale e internazionale per [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Corciano Festival / 54° Agosto Corcianese</em></strong></p>
<p><strong>Dal 4 al 15 agosto 2018 – Centro storico di Corciano (PG)</strong></p>
<p><em> </em></p>
<p>Corciano torna ad ospitare nel suo antico borgo il Festival dedicato all’arte e alla cultura in tutte le sue sfumature. Un cartellone ricco di appuntamenti che affianca realtà locali, giovani o affermate, a grandi protagonisti di rilievo nazionale e internazionale per una commistione artistica sempre nuova ed emozionante. Un’attenzione speciale alle rievocazioni storiche per i 50 anni del Corteo storico del Gonfalone.<a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/CorcianoFestivalCorteoStorico-8442.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7882" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/CorcianoFestivalCorteoStorico-8442-202x300.jpg" alt="CorcianoFestivalCorteoStorico-8442" width="202" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra contemporaneità e tradizione, sperimentazione e memoria delle proprie origini, torna il <strong>Corciano Festival/Agosto Corcianese</strong>, <strong>da sabato 4 a mercoledì 15 agosto 2018</strong>.</p>
<p>Come accade da oltre 50 anni, la manifestazione, organizzata e promossa dal Comune e dalla ProLoco di Corciano, si svolgerà nei luoghi storici, lungo le vie, gli scorci e nelle piazze del suggestivo centro di Corciano, selezionato tra <em>I Borghi più belli d’Italia</em> e riconosciuto come <em>Destinazione Europea d’Eccellenza</em>. Da sempre l’evento rappresenta un’importante occasione per valorizzare l’antico borgo che per l’occasione si trasforma nella scenografia naturale di uno dei Festival culturali più antichi dell’Umbria, offrendo ai visitatori la possibilità di trascorrere le sere d’estate in un’atmosfera senza tempo.</p>
<p>Gli appuntamenti culturali dedicati ad arti visive, teatro, musica, letteratura, rievocazioni storiche e la particolare attenzione ai giovani talenti, rendono la kermesse un luogo vivace di commistione artistica e Corciano uno dei punti di riferimento per l’agosto umbro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Numerosi i <u>concerti</u> in programma tra i quali quello del virtuoso trombettista, compositore e direttore d&#8217;orchestra <strong>Allen Vizzutti</strong>, accompagnato dalla Corciano Festival Orchestra; il concerto-spettacolo del cantautore e attore <strong>David Riondino </strong>con “La Buona Novella” di Fabrizio De Andrè, sempre accompagnato dall’Orchestra; i <strong>Billi Brass Quintet</strong> con uno show tra cinema e musica dedicato alla Luna. Ascolteremo il pianista e compositore umbro <strong>Ramberto Ciammarughi</strong>accompagnato dalla voce recitante di <strong>Eugenio Allegri</strong> e l’emozionante concerto finale del Festival sarà dedicato a Gioacchino Rossini in occasione dei 150 anni dalla sua morte. Ampio spazio ai ‘giovani sulla strada del successo’ che ogni sera, dall’11 al 15 agosto, si esibiranno mostrando il loro talento.</p>
<p>Per la sezione <u>teatro</u>, torna un’altra regia di Maurizio Schmidt “<strong>Sketches &amp; Short Plays</strong>” del premio Nobel Harold Pinter, un viaggio dagli anni ’50 ai giorni nostri nei meandri dell’atelier immaginario del grande drammaturgo inglese.</p>
<p>Novità di questa edizione la collaborazione con un giovanissimo gruppo teatrale umbro <strong>Regalmente ma non troppo </strong>(tutti attori under 25) con lo spettacolo “La luna degli attori. Commedia brillante in due atti del drammaturgo americano Ken Ludwig”.</p>
<p>La <u>sezione letteraria </u>del Corciano Festival sarà anche quest’anno ricca di appuntamenti di grande spessore. Incontreremo <strong>Diego de Silva</strong> con il suo nuovo libro <em>Superficie</em>; <strong>Carlo D’Amicis</strong>, finalista del Premio Strega 2018 con il suo <em>Il gioco</em>; <strong>Paola Buzzetti </strong>per la presentazione del suo <em>Una ragazza in gamba</em>, inoltre <strong>Alvaro Fiorucci </strong>e<strong> Raffaele Guadagno</strong> racconteranno la loro opera <em>Il divo e il giornalista. </em>Ci sarà un incontro per omaggiare il romanziere americano <strong>Philip Roth</strong> insieme all’americanista e traduttore <strong>Luca Briasco</strong>, e <strong>un progetto originale </strong>del Corciano Festival <strong>‘Migranti’ e ‘Umbria’</strong>, che vedrà coinvolti alcuni dei migliori scrittori umbri.</p>
<p>Tra le <u>esposizioni d’arte</u>: <strong>“L’Italia di Mezzo. La</strong> <strong>Cartografia storica del centro Italia dal XVI al XIX secolo</strong>” nella Chiesa-Museo di San Francesco, quasi cento esemplari di carte, atlanti, e libri di viaggio che abbracciano oltre tre secoli di storia e che delineano un suggestivo percorso di immagini fino all’Unità d’Italia. E ancora, <strong>in occasione dei 50 anni del Corto del Gonfalone</strong>, il Festival dedica a questa ricorrenza un <strong>progetto espositivo</strong> per omaggiare l’iter di una tra le più antiche rievocazioni storiche della nostra regione.</p>
<p>Non mancheranno inoltre le affascinanti <u>rievocazioni storiche</u> in costume del ‘400 e gustose serate enogastronomiche per assaporare i prodotti del territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>La manifestazione è patrocinata dalla Regione Umbria ed è sostenuta dal BCC Umbria &#8211; Credito Cooperativo.</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong>INFO: Comune di Corciano </strong>Tel. 075/5188255 &#8211; 075/5188260<strong> | </strong><a href="mailto:cultura@comune.corciano.pg.it">cultura@comune.corciano.pg.it</a><strong> //</strong></p>
<p><strong>Associazione Pro Loco Corciano</strong> <a href="mailto:info@prolococorciano.it">info@prolococorciano.it</a> || <strong><a href="http://www.prolococorciano.it/">www.prolococorciano.it</a> / <a href="http://www.corcianofestival.it/">www.corcianofestival.it</a></strong><a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Corciano-PrixDeLeurope_foto-Belfiore.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7881" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Corciano-PrixDeLeurope_foto-Belfiore-300x200.jpg" alt="Corciano-PrixDeLeurope_foto Belfiore" width="300" height="200" /></a></p>
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