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	<title>Medioevo in Umbria &#187; Dalla O alla R</title>
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		<title>Rotecastello</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 14:30:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nel XII sec. in cima ad un colle della fiorente e lussureggiante Umbria, fu edificata una fortezza. Essa era difesa da un ampio fossato da cui si ergevano imponenti le mura di cinta. Sei torri vigilavano sull&#8217;intero perimetro fortificato mentre una, la più alta, dominava l&#8217;intera vallata. La difesa del castello era resa ancora più efficace da una fitta rete [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/Rotecastello/Rotecastello.jpg" alt="" width="450" height="208" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p>Nel XII sec. in cima ad un colle della fiorente e lussureggiante Umbria, fu edificata una fortezza. Essa era difesa da un ampio fossato da cui si ergevano imponenti le mura di cinta. Sei torri vigilavano sull&#8217;intero perimetro fortificato mentre una, la più alta, dominava l&#8217;intera vallata. La difesa del castello era resa ancora più efficace da una fitta rete di camminamenti sotterranei utilizzati dalle truppe per muoversi con maggiore rapidità.</p>
<p><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/Rotecastello/Rotecastello-scorcio.jpg" alt="" width="200" height="266" align="left" hspace="10" vspace="10" />Alcuni corridoi correvano dentro le mura, permettendo agli arcieri di tirare dardi attraverso le numerose feritoie. Sembra una descrizione fiabesca o un capitolo di storia, ma la cosa forse più sorprendente di Rotecastello è che tutto questo&#8230;esiste ancora!</p>
<p>La suggestività di questo borgo è dovuta non solo all&#8217;intatto tessuto urbanistico, alle mura, alle torri, alle chiese, ma anche ad una serie di particolari del tutto singolari, come ad esempio i canaletti che dalle mura versavano olio bollente sugli assalitori, le feritoie, gli archi, e mille altre testimonianze di un&#8217;incredibile storia, che con i suoi segreti e i suoi tanti misteri, riesce ad affascinare grandi e piccini. Di grande importanza artistica sono: la Chiesa della Madonna della Neve, di origini antichissime e che ben conserva al suo interno alcuni affreschi rinascimentali; la grande Torre di Rotecastello, perfettamente conservata anche grazie ad un recente restauro; la Chiesa di S.Michele Arcangelo, con dipinti su legno del &#8216;700; l&#8217;arco che ancora espone al visitatore lo stemma degli antichi padroni.<img class="alignright" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/Rotecastello/Rotecastello-scalinata.jpg" alt="" width="200" height="266" align="right" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>La festa medievale</strong></span></p>
<p>Quattro giorni di manifestazioni culturali, musicali e culinarie celebrano il tradizionale appuntamento con “Agosto in Medioevo”. Vi aspettano eventi musicali e teatrali multiculturali, la mostra fotografica “Rotecastello: un borgo e la sua gente”, il mercatino dell’artigianato e delle piccole arti, le mostre di arte antica e moderna, la degustazione di piatti nati dal sublime connubio tra tradizione regionale ed innovazione, e tante altre sorprese immerse nel suggestivo scenario di Rotecastello.</p>
<p>Se vuoi altre informazioni sul borgo di Rotecastello o sulla festa visita il <a href="http://www.rotecastello.it/" target="_blank">sito ufficiale</a>.</p>
<p><strong><em>Associazione Amici di Rotecastello</em></strong><br /> Rotecastello &#8211; Fraz. San Venanzo<br /> 05010 &#8211; Terni<br /> Tel. 335.1292737<br /> e-mail: <a href="mailto:rotecastellofesta@yahoo.it">rotecastellofesta@yahoo.it</a></p>
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		<title>Preci</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 14:28:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Perugia Comprensorio: Valnerina Nome abitanti: Preciani Comune www.comune.preci.pg.it   &#160; Posto sul versante sinistro della piccola Valle Castoriana, in Valnerina, troviamo Preci già menzionata nel Dialogorum Libri del 594 d.C., scritto da San Gregorio, per la presenza di numerosi eremi prebenedettini. Nel 1232 lo troviamo citato in documenti d&#8217;archivio e probabilmente il primo nucleo abitativo sorse nei pressi di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<table width="544" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="257"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-preci-01.jpg" alt="" /></td>
<td width="143"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" alt="" /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"><br /> Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugia</span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Valnerina</span></span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Preciani</span><img src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" alt="" width="136" height="1" vspace="5" /><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br /> </span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.comune.preci.pg.it/" target="_blank">www.comune.preci.pg.it</a><br />  </td>
<td width="144"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-preci-02.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;" align="center"><img class="aligncenter" style="width: 480px; height: 246px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/Preci_1.jpg" alt="" width="480" height="246" align="absMiddle" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p align="justify">Posto sul versante sinistro della piccola Valle Castoriana, in <strong>Valnerina</strong>, troviamo <strong><span style="color: #8b0000;">Preci</span></strong> già menzionata nel Dialogorum Libri del 594 d.C., scritto da <strong>San Gregorio</strong>, per la presenza di numerosi eremi prebenedettini. Nel <strong>1232</strong> lo troviamo citato in documenti d&#8217;archivio e probabilmente il primo nucleo abitativo sorse nei pressi di un <strong>Oratorio Benedettino </strong>da cui quasi certamente assunse il nome: <strong><span style="color: #8b0000;">Preces</span></strong>, cioè <em>preghiera</em>. <br /> Nella seconda metà del <strong>XIII</strong> sec. sul villaggio venne eretto il castello e, nel <strong>1276</strong>, entrò a far parte dei territori del Comune di Norcia. <br /> Il XIII sec. vede altresì nascere nel territorio preciano un&#8217;istituzione che nel corso dei secoli darà lustro alla cittadina: la <strong>Scuola Chirurgica di Preci</strong>, che merita una divagazione storica. Con il <strong>Concilio Lateranense</strong> del <strong>1215</strong>, venne stabilito che i monaci non avrebbero più dovuto adoperarsi in pratiche strettamente chirurgiche (come avevano fatto fino a quel momento).<img class="alignright" style="width: 220px; height: 147px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/Preci_2.jpg" alt="" width="220" height="147" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /> I monaci dell&#8217;<strong>Abbazia di Sant&#8217;Eutizio</strong>, nei pressi di Preci, consapevoli dell&#8217;importanza umanitaria dell&#8217;arte chirurgica, per non disperdere il patrimonio sino allora acquisito, cominciarono ad insegnare agli abitanti della vicina Preci l&#8217;importante arte.  <br /> I preciani appresero quest&#8217;arte rapidamente, diventando, nel volgere di pochi decenni, dei <strong>veri maestri</strong>, soprattutto nella rimozione di cateratte, di ernie inguinali e rimozione di coalcoli vescicali, anche con l&#8217;ausilio di nuovi attrezzi chirurgici da loro inventati. La loro presenza divenne ambita nei più importanti ospedali delle città italiane e straniere arrivando anche ad essere richiesti dalle corti europee quali quella austriaca, dove nel <strong>1696</strong> operò il medico <strong>Caterino Carocci</strong>; quella inglese, dove <strong>Cesare Sacchi </strong>operò le figlie di <strong>Carlo VIII </strong>, e quella dell&#8217;<strong>Arciduca d&#8217;Austria</strong>, dove operò <strong>Arcangelo Mesurati</strong>. Meritano di essere ricordati anche Orazio Cattani, medico del Sultano Mehemed (1620); Francesco Scacchi, che operò di cateratte la regina Elisabetta d&#8217;Inghilterra e suo fratello, Durante Scacchi, archiatra di Papa Sisto V. Chiusa la parentesti storica, riprendendo l&#8217;excursus storico, Preci, dopo alterne vicende legate alle lotte di potere tra lo <strong>Stato Pontificio </strong>e le potenti signorie dell&#8217;epoca, nel <strong>1527</strong> fu cinta d&#8217;assedio dalle truppe del <strong>Legato della Marca</strong>, il Cardinale <img class="alignleft" style="width: 240px; height: 357px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/Preci_3.jpg" alt="" width="240" height="357" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />Francesco Armellini, per aver ospitato tra le sue mura Rodolfo Varano e Beatrice Colonna, entrambi scomunicati. Nel <strong>1528</strong>, ribellatosi al Comune di Norcia, fu da questi distrutta ed i fautori della ribellione, con le loro famiglie, relegati a Castelluccio. Nel 1533 fu ricostruita per volere di Papa Paolo II , dopo che aveva acconsentito a fare atto di sottomissione a Norcia e, nel 1817, per volontà di Papa Pio VII fu eretta a Comune, titolo che conservò anche nel 1860, quando enttrò a far parte del Regno d&#8217;Italia. Caratteristico borgo medioevale, sviluppatosi nel <strong>XIII</strong> sec. attorno al castello, ancor oggi la cittadina esterna il suo aspetto cinquecentesco caratterizzato dalle mura castellane, all&#8217;interno delle quali, si sviluppa l&#8217;abitato attraversato da una fitta rete di stradine confluenti nella piazza principale dove sorge la <strong>Chiesa di Santa Maria</strong>, del <strong>XIII</strong> secolo. Edificata dai monaci della vicina Abbazia di Sant&#8217;Eutizio, la chiesa è caratterizzata da una facciata con due portali: uno romanico del 1300 (sul frontale) ed uno gotico del 1400 (sul lato sinistro). L&#8217;interno, a navata unica, con cappelle laterali, custodisce una scultura del <strong>XV</strong> sec. raffigurante la &#8220;<em>Pietà</em>&#8220;, opera di un artista abruzzese; un Fonte Battesimale del 1521 e, nella parete attigua al fonte, affreschi di Scuola locale; una tela seicentesca di <strong>Antonio Carocci </strong>(pittore locale) ed un&#8217;urna per reliquie realizzata e dipinta nel 1545 da Gaspare Angelucci da Nevale. Nei pressi, dietro il <strong>Palazzo Comunale</strong>, si trovano i resti della Chiesa di Santa Caterina apprezzabile per il bel portale gotico del XIV sec. con iscrizioni a caratteri gotici, ed il piccolo campanile a vela con leoni stilafori. Nei pressi del Borgo Preci, ubicato sulla strada di fondovalle, vi è invece la Chiesa della Madonna della Peschiera , edificata nel XVII secolo.</p>
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		<title>Pietralunga</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 14:26:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Perugia Comprensorio: Tifernate Nome abitanti: Pietralunghesi Comune www.pietralunga.it   Cittadina che sorge su di una collina di 566 m. e il suo primo nucleo fu certamente fondato dalle antiche popolazioni umbre della zona. Queste sue origini antichissime sono attestate dal ritrovamento di un flauto d&#8217;osso di fattura etrusca ricavato da una tibia umana e conservato al Museo Archeologico di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<table width="544" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="257"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-piertralunga-01.jpg" alt="" /></td>
<td width="143"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" alt="" /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"><br /> Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugia</span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Tifernate</span></span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Pietralunghesi</span><img src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" alt="" width="136" height="1" vspace="5" /><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br /> </span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.pietralunga.it/" target="_blank">www.pietralunga.it</a><br />  </td>
<td width="144"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-piertralunga-02.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">Cittadina che sorge su di una collina di <strong>566</strong> m. e il suo primo nucleo fu certamente fondato dalle antiche <strong>popolazioni umbre </strong>della zona. Queste sue origini antichissime sono attestate dal ritrovamento di un <strong>flauto d&#8217;osso </strong>di fattura etrusca ricavato da una tibia umana e conservato al Museo Archeologico di <strong>Perugia</strong> oltre che dalla presenza di numerose <strong>ville romane</strong>. L&#8217;affermazione del <strong>Cristianesimo</strong> è visibile dalle vicende legate alla figura di Crescenziano, a cui la leggenda attribuisce l&#8217;uccisione del <strong>drago</strong>. <strong>Crescenziano</strong> venne decapitato e sepolto nell&#8217;attuale <strong>Pieve de&#8217; Saddi</strong>, eretta sul luogo dove fu ucciso, le spoglie sue furono successivamente <strong>trafugate</strong> e trasportate nella cattedrale di <strong>Urbino</strong>.<br /> Pietralunga conserva l&#8217;aspetto di <strong>borgo medievale</strong>, cinto di mura e raccolto attorno alla <strong>Rocca Longobarda</strong>, eretta nell&#8217;<strong>VIII </strong>sec., che se pur modificata conserva intatto il basamento <strong>pentagonale</strong>. Di particolare interesse è la <strong>Pieve di S. Maria </strong>all&#8217;interno del nucleo antico della cittadina, che risale al <strong>XIII </strong>secolo e possiede un bellissimo portale romanico, ora a causa dei rifacimenti situato nella parte posteriore.<br />  </p>
<p style="text-align: center;" align="center"><img class="aligncenter" style="width: 309px; height: 194px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/pietralunga.jpg" alt="" width="309" height="194" align="bottom" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p align="justify"> </p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><strong>   La Tocciata di Pasqua</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/uova-pasqua_big1.jpg" alt="" width="200" height="121" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" /><br /> La <strong>&#8220;Tocciata&#8221;</strong> è un antico gioco che ha luogo la mattina di Pasqua nella piazza del paese di <strong>Pietralunga</strong>.<br /> Per giocare bisogna disporsi in cerchio con in mano un uovo sodo e a turno si picchia sull&#8217;uovo dell&#8217;avversario; il giocatore che rimane con l&#8217;uovo intatto continua il giro, l&#8217;altro viene eliminato. <br /> In passato il gioco consisteva nel portare a casa il maggior numero di uova, mentre ora viene assegnato un premio simbolico.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> </p>
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		<title>Piegaro</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 14:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla O alla R]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Perugia Comprensorio: Trasimeno Nome abitanti: Piegaresi Comune www.comune.piegaro.pg.it   &#160; Posto su un poggio del versante orientale del torrente Nestore a dominio della strada per Città della Pieve, Piegaro (Plagarium) fu fondata dai Romani nel 290 a.C. e molto probabilmente, il toponimo Plagarium, fu dato da quei legionari che costituirono qui il primo nucleo organizzato, per curarsi le ferite [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table width="544" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="257"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-piegaro-01.jpg" alt="" /></td>
<td width="143"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" alt="" /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"><br /> Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugia</span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Trasimeno</span></span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Piegaresi</span><img src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" alt="" width="136" height="1" vspace="5" /><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br /> </span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.comune.piegaro.pg.it/" target="_blank">www.comune.piegaro.pg.it</a><br />  </td>
<td width="144"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-piegaro-02.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignright" style="width: 220px; height: 101px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/piegaro1.jpg" alt="" width="220" height="101" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" />Posto su un poggio del versante orientale del torrente Nestore a dominio della strada per Città della Pieve, Piegaro (Plagarium) fu <strong>fondata dai Romani </strong>nel 290 a.C. e molto probabilmente, il toponimo Plagarium, fu dato da quei legionari che costituirono qui il primo nucleo organizzato, per curarsi le ferite dopo la guerra con Chiusi.  <br /> Nel Medioevo, Piegaro, fu feudo dei <strong>Montemarte di Montegabbione </strong>e poi dei <strong>Filippeschi di Orvieto</strong>. Conteso aspramente da <strong>Perugia</strong> ed <strong>Orvieto</strong>, nel 1295, cacciati i <strong>conti di Marsciano</strong>, si erse a libero Comune ma pochi anni dopo, ritornò sotto il dominio di Perugia. Il <strong>1292</strong> segnò una data fondamentale per l&#8217;economia e l&#8217;arte piegarese: infatti, in quell&#8217;anno, il <strong>governo della Serenissima </strong>(Venezia) emanò un decreto con il quale imponeva agli artigiani vetrai di trasferire tutte le loro fornaci a Murano. Tale spostamento comportò l&#8217;esodo di alcuni artigiani vetrai che, trasferitisi a Piegaro, diedero il via a numerose botteghe per la lavorazione del vetro. <br /> <img class="alignleft" style="width: 136px; height: 180px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/piegaro2.jpg" alt="" width="136" height="180" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />Nel giro di pochi anni l&#8217;industria vetraria piegarese divenne nota per i mirabili lavori artistici che era in grado di eseguire ed importanti commesse gli giunsero da tutta la penisola: le vetrate del Duomo di Orvieto, quelle della Cattedrale di Perugia, di Milano e Bologna, tutte recano la firma di artigiani piegaresi e da quel lontano secolo ad oggi, pur con alterne vicende, l&#8217;attività e la tradizione vetraria a Piegaro prosegue con successo. Nel XVI secolo, passata allo <strong>Stato della Chiesa</strong>, ne condivise le vicende fino al 1860, anno in cui fu annessa al Regno d&#8217;Italia.<br /> A pochi chilometri dal centro storico di Piegaro si trova la piccola frazione di <strong>Cibottola</strong>, un borgo medioevale ormai abbandonato. Risalita la vallata alle spalle di <strong>Pietrafitta</strong>, si presenta al turista come un&#8217;incantevole visione. Molto ben mantenuto, conserva gran parte della cinta muraria caratteristica per la pianta eptagonale, con la porta d&#8217;ingresso recante ancora l&#8217;intero battente del ponte levatoio. Da visitare senz&#8217;altro il piccolo castello, <img class="alignright" style="width: 217px; height: 160px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/piegaro3.jpg" alt="" width="217" height="160" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" />sede un tempo di uno dei primi conventi francescani, e in cui pare dimorò lo stesso Francesco d&#8217;Assisi. Presenta una torre ottagonale alta circa 20 metri, recentemente restaurata. In cima alla torre, una campana di ben cinque quintali, donata nel 1850 dall&#8217;allora Rettore dell&#8217;Università di Perugia Pietro Tocchi.  <br /> Sempre nelle vicinanze del comune di Piegaro si trova Castiglion Fosco, un piccolo borgo medioevale arroccato sul declivio di un colle, con tratti delle mura castellane e la torre quadrangolare dell&#8217;XI-XII sec., immerso in una cornice tra verde argenteo degli ulivi e quello più cupo delle querce e dei castagni.<br /> Luogo assai apprezzato dai turisti, è caratteristico per la particolare torre a forma cilindrica, con base a scarpa, iniziata nel 1462 e terminata nel 1500, così come si legge in un&#8217;incisione scalpellata su di un mattone al secondo piano.</p>
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		<title>Perugia</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 14:23:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Perugia Comprensorio: Perugino Nome abitanti: Perugini Comune www.comune.perugia.it Provincia www.provincia.perugia.it   Tra il VI e V secolo a.C. arrivarono gli Etruschi, in espansione verso il Tirreno. Di epoca etrusca sono le mura che la cingono e il recente ritrovamento della tomba dei Cutu ne è un esempio evidentissimo. Ben collegata con gli altri centri etruschi, Perugia vi si allea [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<table width="544" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="257"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-perugia-01.jpg" alt="" /></td>
<td width="143"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" alt="" /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"><br /> Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugia</span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Perugino</span></span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugini</span><img src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" alt="" width="136" height="1" vspace="5" /><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br /> </span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.comune.perugia.it/" target="_blank">www.comune.perugia.it</a><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Provincia<br /> </span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.provincia.perugia.it/" target="_blank">www.provincia.perugia.it</a></td>
<td width="144"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-perugia-02.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;"> <br /> <img class="alignright" style="width: 225px; height: 150px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/perugia_panoramica.jpg" alt="" width="225" height="150" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" />Tra il VI e V secolo a.C. arrivarono gli Etruschi, in espansione verso il Tirreno. Di epoca etrusca sono le mura che la cingono e il recente ritrovamento della <strong>tomba dei Cutu </strong>ne è un esempio evidentissimo. Ben collegata con gli altri centri etruschi, <strong><span style="color: #8b0000;">Perugia</span></strong> vi si allea sul filo di un&#8217;eredità spirituale mai spenta. La sua politica ondeggia: pro o contro Roma, fino all&#8217;inevitabile sottomissione. Perugia è così coinvolta nei turbamenti, nelle rivalità e nelle guerre interne della vicina metropoli. <strong>Ottaviano</strong> la cinse d&#8217;assedio, conquistandola nel <strong>40 a.C.</strong>. Da questo momento Perugia, per volere di Ottaviano, risorse e si chiamò &#8220;<strong>Augusta</strong>&#8220;. Nel 295 a.C. con la <strong>battaglia di Sentino</strong>, la sottomissione ai <strong>Romani </strong>che, dopo la tragica battaglia del Trasimeno, vi si rifugiarono incrementando la popolazione.  <br /> <img class="alignleft" style="width: 225px; height: 150px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/perugia_arcoetrusco.jpg" alt="" width="225" height="150" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />A metà del <strong>III d.C. </strong>l&#8217;imperatore <strong>Vibio Treboniano Gallo</strong> concesse lo &#8220;<em>ius colonige</em>&#8220;; la città, già municipio, prese il nome di &#8220;<strong><em>Colonia Vibia Augusta Perusia</em></strong>&#8220;.Con il dissolvimento dell&#8217;lmpero Romano, Perugia conosce la distruzione portata dalle <strong>invasioni barbariche</strong>. Nella battaglia di<strong> Totila</strong>, nel <strong>547</strong>, perse la vita il suo vescovo <strong>Ercolano</strong>. Nel <strong>1308</strong> sorse l&#8217;Università. Perugia è costituita in <strong>comune</strong> con reggimento popolare. Perugia nel <strong>300</strong> ha già esteso i suoi domini a buona parte del territorio. Il comune, quasi sempre in mano ai <strong>Guelfi</strong>, accettò la protezione, ma non la signoria, dei<strong> Pontefici</strong>. Confermando così la volontà d&#8217;indipendenza dalla Chiesa Romana. E&#8217; comunque meta di soggiorno di molti papi. A cominciare da <strong>Innocenzo III </strong>che morì proprio a Perugia, nel luglio del <strong>1216</strong>.<br /> Le sue spoglie vennero esposte nella <strong>Cattedrale</strong>. La tomba fu però <strong>profanata</strong> nella notte: alcuni ladri rubarono tutte le ricchezze che conteneva. Furono ben <strong>cinque</strong> i conclavi che si tennero in città, segno della considerazione che Roma doveva avere. <img class="alignright" style="width: 250px; height: 113px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/perugia2.jpg" alt="" width="250" height="113" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /><br /> Nel <strong>1369 Urbano V</strong> scese in guerra contro la città: la vittoria fu facile, vista la sproporzione degli eserciti in campo. Perugia fu costretta ad accettare i legati Pontifici. Ma il fuoco covava sotto la cenere e la ribellione era nell&#8217;aria: scoppiò per le prepotenze dell&#8217;abate di <strong>Cluny</strong> detto <strong>Monmaggiore</strong>. Il popolo scese nelle piazze infuriato, spazzando via ogni difesa. L&#8217;abate riuscì a <strong>fuggire</strong>; la fortezza che aveva fatto erigere nei pressi di <strong>Porta Sole</strong> venne rasa al suolo. Si era nel 1375, tempo denso di passioni, lotte intestine, tradimenti, riappacificazioni, pugnali sguainati e sorrisi; matrimoni per legare famiglie o assalti alle spalle.<br /> A Perugia terribile fu la contesa fra i <strong>Raspanti</strong> e i <strong>Becherini</strong>, ossia fra <strong><span style="color: #8b0000;">popolari e nobili</span></strong>.<br /> Tregua si ebbe sotto <strong>Biordo Michelotti</strong>, ma durò poco: venne assassinato nel <strong>1398</strong>. <br /> <img class="alignleft" style="width: 224px; height: 150px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/perugia_pano2.jpg" alt="" width="224" height="150" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />Le vicende per il potere si susseguono tumultuose: nel <strong>1400</strong> è in mano a <strong>Gian Galeazzo Visconti</strong>; tre anni dopo passa al Papa, poi a Ladislao di Napoli e, in seguito, a Braccio Fortebraccio da Montone.<br /> Una guerra divampò, in seguito, tra gli <strong>Oddi</strong> ed i <strong>Baglioni</strong>. La vittoria toccò ai secondi, ma una faida ridusse il numero dei componenti la famiglia. Tra i morti, nella notte famosa del <strong>14 luglio 1500</strong>, il bellissimo <strong>Grifonetto</strong>, immortalato in seguito da Raffaello nella celebre deposizione commissionata all&#8217;artista dalla madre <strong>Atlanta</strong>. La supremazia dei <strong>Baglioni</strong> rimase incontrastata fino al <strong>1531</strong> anno in cui, con la morte di <strong>Malatesta IV</strong>, le milizie pontificie di <strong>Paolo III </strong>si impossessarono della città; la guerra fu causata da una nuova imposta sul sale e fu detta per questo &#8220;<span style="color: #8b0000;"><strong>guerra del sale</strong></span>&#8220;. Il dominio del Papa si afferma nella costruzione della <strong>Rocca Paolina</strong>, fortezza massiccia che sconvolse l&#8217;assetto urbanistico e rovinò per sempre alcuni tesori dei Baglioni. Dopo l&#8217;occupazione francese, alla fine del <strong>&#8216;700</strong>, Perugia, caduto <strong>Napoleone</strong>, è di nuovo sotto lo <strong>Stato della Chiesa</strong>. Nel <strong>1859</strong> i perugini cacciano il legato pontificio ed instaurano un <em>governo provvisorio</em>. E&#8217; solo però nel <strong>1860</strong> che si torna alla vera indipendenza. Il <strong>14 settembre</strong>, i bersaglieri di <strong>Vittorio Emanuele II </strong>entrano in città.</p>
<p style="text-align: center;" align="center"><img class="aligncenter" style="width: 480px; height: 288px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/perugia3.jpg" alt="" width="480" height="288" align="absMiddle" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
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		<title>Passignano sul Trasimeno</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 14:21:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Perugia Comprensorio: Trasimeno Nome abitanti: Passignanesi Comune www.passignanosultrasimeno.org   &#160; Forse già abitato in epoca preistorica, Passignano, dopo il V sec. a.C., vide gli Etruschi subentrare agli Umbri e, ampliatosi, l&#8217;antico Passnianum (cioè luogo del passo o del valico) costituì appunto l&#8217;unica via di comunicazione tra il nord ed il  centro Italia. Di qui passarono i Galli di Brenno [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<table width="544" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="257"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-passignano-01.jpg" alt="" /></td>
<td width="143"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" alt="" /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"><br /> Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugia</span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Trasimeno</span></span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Passignanesi</span><img src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" alt="" width="136" height="1" vspace="5" /><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br /> </span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.passignanosultrasimeno.org/" target="_blank">www.passignanosultrasimeno.org</a><br />  </td>
<td width="144"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-passignano-02.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><img class="alignright" style="width: 317px; height: 200px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/passignano.jpg" alt="" width="317" height="200" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" />Forse già abitato in epoca preistorica, Passignano, dopo il V sec. a.C., vide gli <strong>Etruschi</strong> subentrare agli <strong>Umbri</strong> e, ampliatosi, l&#8217;antico <em>Passnianum (cioè luogo del passo o del valico) costituì appunto l&#8217;unica via di comunicazione tra il nord ed il  centro Italia</em>. Di qui passarono i <strong>Galli di Brenno </strong>nel 387 a.C. per andare a mettere a sacco Roma; qui si appostò <strong>Annibale</strong> nel 217 a.C. per distruggere le legioni romane di <strong>Caio Flaminio</strong>, in ritirata dopo la Battaglia del Trasimeno. Sempre qui <strong>Goti</strong>, <strong>Longobardi</strong> e <strong>Bizantini</strong> lottarono aspramente per contendersi il dominio di questo importante tratto di costa lagunare che molto somiglia alle coste marine, data l&#8217;estensione del lago. Nel 917, Passignano fu concessa da <strong>Berengario</strong> in feudo al <strong>marchese Uguccione del Monte</strong>. Assoggettata a <strong>Perugia</strong>, fu ampiamente fortificata da questa per costituire un solido baluardo contro la nemica città di Chiusi e fu punto di partenza per i Perugini per  ampliare i loro confini.<br /> Coinvolta nella guerra tra <strong>Perugia</strong>, <strong>Arezzo </strong>e <strong>Firenze</strong>, Passignano fu <strong>più volte distrutta </strong>e nel 1428 fu teatro dello scontro fra gli <strong>Oddi</strong> e i <strong>Della Corgna</strong>. Una vera e propria faida che continuerà a Perugia con l&#8217;eliminazione degli Oddi da parte dei <strong>Baglioni</strong>. Nel 1522 la cittadina venne attaccata e distrutta dall&#8217;esercito di <strong>Giovanni dalle Bande Nere </strong>e nel 1527 dall&#8217;esercito della Lega. Nel 1643 ceduta dai Della Corgna al <strong>Granduca  di Toscana</strong>, entrò nell&#8217;anonimato, dubendo un lento degrado fino all&#8217;avvento di <strong>Napoleone Bonaparte</strong>, quando rivestì una considerevole importanza amministrativa quale sede del Dipartimento del <img class="alignleft" style="width: 350px; height: 262px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/Passignano1.jpg" alt="" width="350" height="262" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />Trasimeno, estendendo la propria giurisdizione ai Comuni limitrofi ad eccezione di Castiglion del Lago. Dopo la parentesi Napoleonica, Passignano, continuò a condurre la sua vita da &#8220;<em>borgo di pescatori</em>&#8220;, ma nel 1865 l&#8217;apertura della ferrovia Firenze-Perugia e nel 1907 l&#8217;inaugurazione, con la <strong>Regina Margherita di Savoia</strong>, della Prima Società di Navigazione del Trasimeno (che iniziò ad assicurare i collegamenti con gli altri centri del lago e le isole Maggiore e Polvese) costituirono le solide premesse per far diventare la cittadina quello che è ancor oggi: un&#8217;apprezzata stazione di villeggiatura ed un noto centro balneare. A partire dal 1916 sino al 1922, Passignano ospitò la Prima Scuola di Pilotaggio per Idrovolanti del Regio Esercito Italiano, dove si laurearono la maggior parte dei piloti protagonisti della storica &#8220;Trasvolata dell&#8217;Atlantico&#8221; fu duramente bombardata, soprattutto nel 1944. Ancor oggi a Passignano sorge l&#8217;importante complesso della S.A.I. (Società Areonautica Italiana), fonte di lavoro per numerosi abitanti.<br /> Ancor oggi le mura cingono il nucleo storico della cittadina che ha conservato il suo aspetto medioevale e su cui dominano gli imponenti resti della <strong>Rocca</strong>. Di probabile origine longobarda, edificata tra il V e il VI sec., conserva ancora lunghi tratti di mura, la <strong>Torre triangolare con un orologio </strong>(oggi Torre dell&#8217;Orologio) ed i resti di bastioni rotondi. Nei pressi, la <strong>chiesa di San Bernardino</strong>, dalla tipica facciata umbra in pietra arenaria, del XV sec. e poco distante, l&#8217;<strong>Oratorio del SS. Sacramento</strong>. Percorrendo la stretta via detta un tempo &#8220;di Valle&#8221; si giunge all&#8217;Oratorio di San Rocco, del XVI sec., con la facciata caratterizzata da un doppio portalino<img class="alignright" style="width: 308px; height: 200px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/passignano2.jpg" alt="" width="308" height="200" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" /> in arenaria. Attiguo al cimitero civico, su un colle, la bella <strong>chiesa di San Cristoforo</strong>, edificata prima del XI sec. E&#8217; caratterizzata sulla facciata da una formella di ceramica derutese del XV sec. effigiante San Cristoforo; all&#8217;interno custodisce cicli di affreschi di scuola umbra del XI-XV sec.. Negli immediati paraggi di Passignano da vedere la rinascimentale chiesa della <strong>Madonna dell&#8217;Ulivo</strong>, santuario che si presenta con una facciata ed una porta in pietra serena e custodisce  all&#8217;interno un&#8217; acquasantiera in marmo del 1602, opera di <strong>Ascanio da Cortona</strong>; dipinti di <strong>Virgilio Nucci </strong>e <strong>Salvo Salvini </strong>ed un affresco attribuito a <strong>Giovan Battista Caporali</strong>. <br /> Ad est di Passignano nei pressi dell&#8217;abitato, altre due chiese: la <strong>chiesa di San Vito</strong>, del XII sec., con una torre campanaria di probabile origine bizantina, e la <strong>chiesa di San Donato</strong>, del XI sec., con un bel <strong>campanile a vela</strong>. </p>
<p align="justify"> </p>
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		<title>Panicale</title>
		<link>https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it/citta/o-r/panicale/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 14:19:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Perugia Comprensorio: Trasimeno Nome abitanti: Panicalesi Comune www.comune.panicale.pg.it   &#160; Panicale vanta una storia bimillenaria che documenta l&#8217;insediamento degli Etruschi già nel VII sec. a.C.. In questo munito Castrum trovarono rifugio, nel III sec. a.C., i soldati romani superstiti, sconfitti dalle truppe cartaginesi di Annibale nella Battaglia del Trasimeno e, sempre qui, trovarono sicuro rifugio i perugini fuoriusciti, ribellatisi [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<table width="544" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
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<tr valign="top">
<td width="257"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-panicale-01.jpg" alt="" /></td>
<td width="143"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" alt="" /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"><br /> Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugia</span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Trasimeno</span></span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Panicalesi</span><img src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" alt="" width="136" height="1" vspace="5" /><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br /> </span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.comune.panicale.pg.it/" target="_blank">www.comune.panicale.pg.it</a><br />  </td>
<td width="144"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-panicale-02.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><img class="alignright" style="width: 250px; height: 250px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/panicale1.jpg" alt="" width="250" height="250" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" />Panicale vanta una storia bimillenaria che documenta l&#8217;insediamento degli <strong>Etruschi</strong> già nel VII sec. a.C.. In questo munito <em>Castrum</em> trovarono rifugio, nel III sec. a.C., i soldati romani superstiti, sconfitti dalle truppe cartaginesi di <strong>Annibale</strong> nella <strong>Battaglia del Trasimeno </strong>e, sempre qui, trovarono sicuro rifugio i perugini fuoriusciti, ribellatisi all&#8217;imperatore <strong>Ottaviano</strong> nel 41 a.C..Dopo il <strong>dominio longobardo </strong>l&#8217;intera zona fece parte dei possedimenti dei marchesi di Toscana. Nel X sec. <strong>Berengario</strong> concesse il castello di Panicale ed il suo contado ad un suo fido, il duca <strong>Uguccione II di Bourbon</strong>, che avrà vita breve poichè i Panicalesi, ribellatisi, lo cacciarono e, nel 1037, si ersero a <strong>Libero Comune</strong>, uno dei primi se non uno dei primissimi Comuni liberi della penisola. Nel XIII sec. si sottomise alla <strong>Signoria di Perugia </strong>e nel 1316 si dette uno <strong>Statuto</strong> autonomo che gli permetteva di eleggere tra la propria gente Consoli e Priori. La meritata fama di castello inespugnabile gli consentì di ospitare tra le sue mura, nel corso dei secoli, eminenti figure religiose e civili. Qui sostarono: nel 1216 <strong>papa Inocenzo III</strong>, <strong>Enrico IV </strong>nel 1312, <strong>papa Paolo III</strong>, che, nel 1543 nominò Panicale &#8220;<em>Terra Insigne</em>&#8221; (il documento è tutt&#8217;oggi conservato nell&#8217;Archivio Comunale) ed altri personaggi illustri quali i <strong>papa Bonifacio VIII</strong>, <strong>Alessandro VI</strong>, <strong>Giulio II</strong>, <strong>Clemente VII</strong> ed i re <strong>Ladislao Durazzo </strong>e <strong>Carlo III </strong>(1734). Il 1331 vede nascere a Panicale <strong>Giacomo Paneri</strong>, quello che diventerà uno dei più temibili capitani di ventura dell&#8217;epoca (vedi capitolo: &#8220;I signori della guerra, i capitani di ventura umbri&#8221;) e alla fine del XVI sec. <strong>Tommaso Fini</strong>, detto <strong>Masolino</strong>, che diventerà uno dei più raffinati esponenti della pittura Tardo-Gotica. Il XVI-XVII sec. vede invece operare un altro insigne panicalese: <strong>Cesare Caporali</strong>, primo autore di poesie eroicomiche e fecondo scrittore. Nel 1643 Panicale, dichiarato uno dei castelli più importanti e fortificati d&#8217;Italia, viene attaccato e conquistato dalle armate fiorentine guidate da <strong>Mathias</strong> durante la guerra tra lo Stato Pontificio ed il Ducato di Parma, dopo che per secoli aveva resistito ad assalti, lotte, guerre, spartizioni tra Perugia e Chiusi. Restaurati i danni, sotto l&#8217;egemonia della Chiesa condurrà da quel momento una vita abbastanza tranquilla che lo porterà nel 1860 all&#8217;annessione al <strong>Regno d&#8217;Italia</strong>.</p>
<p>Panicale conserva ancor oggi il suo antico <strong>borgo medioevale </strong>circondato dalla potente cinta muraria, &#8220;sorvegliata&#8221; da dieci torri, e la caratteristica suddivisione dell&#8217;abitato con forme circolari con le sue tre piazze distinte e separate: quella del Comune, in basso; quella dominata dalla chiesa della Collegiata, al centro; quella del Podestà, in alto. Si entra nel borgo varcando <strong>Porta Perugina</strong>, ricostruita nel 1898. Percorrendo via Caporali si giunge al <strong>Teatro Cesare Caporali </strong>costruito nel 1786 e rifatto nel 1858 da <strong>Giovanni Caproni</strong>; recentemente restaurato, il caratteristico e bel teatro a due ordini di palchi, custodisce un sipario raffigurante &#8220;<em>L&#8217;ingresso di <strong>Boldrino</strong> a Perugia</em>&#8221; opera del 1869 di <strong>Mariano Piervittori</strong>. Proseguendo raggiungiamo il punto più alto del paese dove domina il <strong>Palazzo del Podestà</strong>, massiccia costruzione edificata nel XIV sec. dai <strong>Maestri Comacini</strong>, mentre il <strong>Campanile</strong> è del 1789. Il palazzo, di recente restaurato, ospita l&#8217;<strong>Archivio Notarile</strong> con manoscritti (il più vecchio dei quali è del 1311) e l&#8217;<strong>Accademia Masoliniana</strong>. Scendendo verso piazza S. Michele, incontriamo la <strong>casa</strong>, tutta in cotto, <strong>di Boldrino Panieri</strong>, la cui facciata è arricchita da stemmi gentilizi; quindi la <strong>Collegiata di S. Michele Arcangelo</strong> che si apre nell&#8217;omonima piazza, edificata dal 1680 al 1695 su un antichissima chiesa risalente forse all&#8217;anno Mille e che nel 1618 venne elevata a Collegiata. Al suo interno custodisce pregevoli opere d&#8217;arte: una &#8220;<em>Natività</em>&#8221; del 1519 opera di <strong>Giovan Battista Caporali </strong>un'&#8221;<em>Annunciazione</em>&#8220;, attribuita a Masolino; un <em>Crocifisso ligneo </em>del XV sec.; sei medaglioni del XVII sec. effigianti storie di Santa Maria. Raggiungendo piazza del Comune o piazza Umberto I, troviamo una bella <strong>fontana</strong> del 1473 ed il Palazzo Pretorio con la sua imponente facciata ricca di stemmi. Uscendo da Porta Fiorentina,  caratterizzata dalla magnifica <strong>Torre con loggiato<img class="alignleft" style="width: 200px; height: 184px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/panicale2.jpg" alt="" width="200" height="184" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" /> </strong>e su cui si apriva l&#8217;antico ponte levatoio, ci troviamo di fronte alla <strong>chiesa di Sant&#8217;Agostino</strong>. L&#8217;interno contiene splendidi affreschi della <strong>scuola del Perugino </strong>oltre un bell&#8217;altare in pietra serena del 1513 opera di <strong>Cristoforo da Cortona</strong>. Proseguendo per via Roma, incontriamo la <strong>chiesa della Madonna della Sbarra </strong>costruita nel 1415 e dedicata alla &#8220;<em>Madonna delle Nevi</em>&#8220;, in ricordo di una nevicata prodigiosa avvenuta il 5 agosto del 1352; la chiesa cambiò nome perchè riedificata nel 1618, per volere di <strong>papa Paolo V</strong>, in un luogo che fungeva da controllo daziario. Modificato nel 1696, l&#8217;edificio,caratterizzato  da una facciata rinascimentale, custodisce all&#8217;interno una &#8220;<em>Sacra Famiglia</em>&#8221; attribuita a <strong>El Greco</strong>; un bell&#8217;altare barocco che racchiude la sacra immagine del &#8216;400 cui è attribuita la miracolosa nevicata del 5 agosto ed un &#8220;<em>Via Crucis</em>&#8221; del XVIII sec.. Ritornando indietro, ed uscendo da Porta Perugina, da visitare la <strong>chiesa di San Sebastiano </strong>del XV sec. e da cui si gode una stupenda vista sul lago Trasimeno. Nella chiesa sono custoditi due pregevoli affreschi di <strong>Pietro Vannucci </strong>detto <strong>il Perugino</strong>: &#8220;<em>Il martirio di San Sebastiano</em>&#8221; del 1505 ed una &#8220;<em>Madonna in Trono</em>&#8220;. </p>
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		<title>Paciano</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 14:17:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Perugia Comprensorio: Trasimeno Nome abitanti: Pacianesi Comune www.comune.paciano.pg.it   &#160; Paciano vanta origini etrusco-romane come testimoniato da ritrovamenti archeologici di suppellettili funerarie lungo l&#8217;antica via Aureliana che passa nelle vicinanze della cittadina e collegava Chiusi a Perugia. Dei primitivi insediamenti di Castrum Paciani Veteris restano ancora oggi resti di mura e la Torre d&#8217;Orlando.   Nel 900 d.C. la troviamo [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<table width="544" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="257"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-paciano-01.jpg" alt="" /></td>
<td width="143"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" alt="" /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"><br /> Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugia</span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Trasimeno</span></span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Pacianesi</span><img src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" alt="" width="136" height="1" vspace="5" /><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br /> </span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.comune.paciano.pg.it/" target="_blank">www.comune.paciano.pg.it</a><br />  </td>
<td width="144"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-paciano-02.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><img class="alignright" style="width: 200px; height: 134px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/paciano2.jpg" alt="" width="200" height="134" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" />Paciano vanta <strong>origini etrusco-romane</strong> come testimoniato da ritrovamenti archeologici di suppellettili funerarie lungo l&#8217;antica via Aureliana che passa nelle vicinanze della cittadina e collegava Chiusi a Perugia. Dei primitivi insediamenti di Castrum Paciani Veteris restano ancora oggi resti di mura e la <strong>Torre d&#8217;Orlando</strong>.   <br /> Nel 900 d.C. la troviamo menzionata in alcuni documenti nei quali si elencano le sue chiese, di queste ancora esistenti <strong>Santa Maria di Peretula</strong>, <strong>San Sebastiano </strong>e <strong>Santa Lucia Petroalbella</strong>. Nel 1313 Paciano viene citata in una bolla imperiale di <strong>Carlo IV </strong>che donò a <strong>Guglielmo di Beaufort</strong>, nipote di <strong>papa Clemente VI</strong>, un fondo perpetuo ed altre terre del Chiugi. Inizialmente sotto l&#8217;egemonia di <strong>Chiusi</strong>, Paciano conquistata poi da <strong>Perugia</strong>, ne condivise le vicende storiche ed agevolata dalla sua posizione strategica di borgo fortificato di frontiera, fu spesso luogo di rifugio sia di fuoriusciti perugini che toscani.<br /> Immersa nel verde delle colline umbre, in posizione panoramica sul lago Trasimeno, Paciano, cittadina ricca di storia e tradizioni, è stato qualche anno fa l&#8217;unico comune umbro inserito, in seguito ad un concorso, nella classifica dei &#8220;dieci paese ideali d&#8217;Italia&#8221;, stilata dalla rivista &#8220;Airone&#8221;. E quanto sia giustificata questa scelta ce se ne rende conto arrivando a Paciano. <br /> <img class="alignleft" style="width: 143px; height: 200px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/paciano1.jpg" alt="" width="143" height="200" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />La cittadina conserva ancora intatta la sua struttura medioevale: la cinta muraria (a cui sono appoggiate le abitazioni che ne rafforzano la massa), sette torri, tre porte d&#8217;accesso, e l&#8217;abitato centrale disposto a scacchiera su cui si aprono tre strade parallele attraversate dai vicoli. Prima di varcare le mura castellane incontriamo l&#8217;antica <strong>chiesa di San Sebastiano</strong>, le cui origini sono anteriori al X sec., dove sono custoditi i resti di un affresco raffigurante San Sebastiano; pittura intatta fino al 1700 quando, con la costruzione dell&#8217;abside della chiesa, fu gravemente intaccata. Percorrendo quella che era la via Aureliana si giunge alla <strong>chiesa romanica di Santa Maria Peretula</strong> (oggi S. Maria Assunta) con pitture di <strong>Guglielmo Ascanio</strong>. Proseguendo a piedi si varca Porta Fiorentina una delle tre porte di Paciano (le altre due sono Porta Perugina e Porta Rastrella), che ci introduce nel centro storico e, dopo aver percorso via Marconi si arriva a <strong>Palazzo Baldeschi</strong>, sede del Museo Naturalistico (probabile e futura sede degli uffici e dell&#8217;archivio di Green Peace). Adiacente, una &#8220;<em>Maesta</em>&#8221; del XV sec. con tracce di affreschi nella nicchia centrale. <br /> Nella piazza del Municipio, dove sorge il <strong>Palazzo del Comune</strong>, si trova la <strong>Confraternita del SS. Sacramento </strong>dove sono custodite due tavole del &#8216;400 ed un affresco del 1452. Ridiscendendo via Danzetta (già via di Mezzo) si giunge alla <strong>chiesa di San Giuseppe</strong>, detta anche &#8220;<em>La chiesa Dentro</em>&#8220;, poichè fu la prima ad essere costruita all&#8217;interno delle mura.Al suo interno custodisce il &#8220;<em>Gonfalone del Bonfigli</em>&#8220;, presunta opera di <strong>Fiorenzo di Lorenzo</strong>, ed una tela del XV sec. raffigurante la &#8220;<em>Madonna delle Grazie</em>&#8220;. <img class="alignright" style="width: 146px; height: 200px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/paciano.jpg" alt="" width="146" height="200" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /><br /> Nei pressi, la <strong>chiesa di San Carlo Borromeo</strong>, chiesa-camera del XVI sec.. Raggiungendo <strong>Porta Rastrella</strong>, ci si trova di fronte l&#8217;imponente <strong>Palazzo Cennini</strong>, costruzione rinascimentale con bei giardini e le sale interne finemente decorate ed impreziosite da cappelle. Altra chiesa, che merita una visita, è la <strong>chiesa della Madonna della Stella</strong>, costruita nel 1562, con una bella architettura rinascimentale e all&#8217;interno affreschi di <strong>Silla Piccinino</strong>. Da <strong>Porta Perugina</strong>, percorrendo via della Torre, in cima alla salita troviamo resti di una chiesa e nei pressi un bel portale settecentesco detto della &#8220;Madonnuccia&#8221;. Nei pressi della maestosa <strong>Torre di Orlando</strong> sorge il <strong>Convento di Sant&#8217;Antonio</strong>, edificato nel 1490 dai Francescani sui resti di una precedente chiesa; più a valle, la <strong>chiesa di San Salvatore</strong>, detta anche del &#8220;<em>Ceraseto</em>&#8220;, dove è custodito un affresco di <strong>Giovan Battista Caporali</strong>. Dell&#8217;antichissima <strong>chiesa di Santa Lucia di Petroalbella </strong>(IX sec.) resta, nei pressi della Fonte, una cappelletta di vari stili che sta ad indicare dove sorgeva l&#8217;edificio religioso. <br />  </p>
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		<title>Orvieto</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 14:15:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Terni Comprensorio: Orvietano Nome abitanti: Orvietani Comune www.comune.orvieto.tr.it     Il nome Orvieto deriva da &#8220;Urbs vetus&#8221; (città vecchia) ciò che lascia presupporre l&#8217;esistenza di una &#8220;città nuova&#8221; situata altrove. La &#8220;Urbs vetus&#8221; era senz&#8217;altro un importante centro etrusco, come attestano i molti rinvenimenti sulla rupe, probabilmente abbandonata e rimasta senza nome nel periodo tardo repubblicano e imperiale. Dopo [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<table width="544" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="257"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-orvieto-01.jpg" alt="" /></td>
<td width="143"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" alt="" /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"><br /> Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Terni</span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Orvietano</span></span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Orvietani</span><img src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" alt="" width="136" height="1" vspace="5" /><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br /> </span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.comune.orvieto.tr.it/" target="_blank">www.comune.orvieto.tr.it</a><br />  </td>
<td width="144"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-orvieto-02.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;"> <br /> <img class="alignright" style="width: 200px; height: 250px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" src="/wp-content/gallery/resources/orvieto4.jpg" alt="" width="200" height="250" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" />Il nome Orvieto deriva da &#8220;<strong>Urbs vetus</strong>&#8221; <em>(città vecchia)</em> ciò che lascia presupporre l&#8217;esistenza di una &#8220;<strong>città nuova</strong>&#8221; situata altrove. La &#8220;<strong>Urbs vetus</strong>&#8221; era senz&#8217;altro un importante centro etrusco, come attestano i molti rinvenimenti sulla rupe, probabilmente abbandonata e rimasta senza nome nel periodo tardo repubblicano e imperiale. Dopo il crollo dell&#8217;impero romano, le rupe di Orvieto, facilmente difendibile, offrì nuove possibilità di insediamento a chi cercava un luogo protetto, la sede episcopale venne trasferita qui da Bolsena. La città,per il cui possesso combatterono <strong>Goti </strong>e <strong>Bizantini </strong>divenne successivamente sede di un duca longobardo, anche se non faceva ufficialmente parte del Patrimonio di San Pietro, si trovava comunque sotto il controllo del potere pontificio. La città cominciò ad ampliare i propri domini: ottenne, combattendo vittoriosamente contro <strong>Siena</strong>, <strong>Viterbo</strong> e <strong>Perugia</strong>, il possesso di territori in <strong>Valdichiana</strong> e nella <strong>Val di Lago</strong>, temporaneamente anche su accesso al mare nei pressi di <strong>Orbetello</strong>. La sua alleata naturale era la rivale di Siena, Firenze, di cui assunse la denominazione delle cariche comunali. <br /> Dopo il dominio delle signorie, <strong>Orvieto</strong> venne definitivamente incorporata nello Stato Pontificio (1540) divenendo, fino al <strong>1798</strong>, capoluogo della sua quinta provincia.<br /> Dopo la partentesi napoleonica fu incorporata alla delegazione di Viterbo e nel 1831 tornò nuovamento capoluogo per entrare nel <strong>1860</strong> a far parte dello Stato italiano.<br /> La singolare posizione geografica fece di Orvieto un centro naturalmente fortificato, perciò la città non fu mai circondata da mura di difesa.<br /> Dell&#8217;esistenza di monumenti etruschi e romani si hanno numerose testimonianze archeologiche. Le <strong>Necropoli dell&#8217;Orvietano</strong> sono tra i monumenti più significativi e famosi della <strong>civiltà Etrusca</strong>.<br /> Quasi al centro dell&#8217;abitato di Orvieto, verso Ovest, si trova la Piazza del Comune, oggi Piazza della Repubblica.<br /> L&#8217;area centrale della sommità della rupe fu anche il luogo occupato dalla popolazione etrusca prima e romana poi. Nella piazza infatti, si può supporre che esistesse l&#8217;area del foro nel quale convergevano gli antichi assi viari corrispondenti al cardo (nord-sud) e al decumano (est-ovest) che segnavano le linee direttrici dell&#8217;antico impianto cittadino.<br /> Sul lato meridionale della piazza si eleva il <strong>Palazzo Comunale</strong>. Esso venne realizzato su progetto dell&#8217;architetto <strong>Ipolito Scalza </strong>nel <strong>1573</strong> e terminato, almeno nelle sue linee essenziali nel <strong>1581</strong>. Esso rappresenta la ristrutturazione di un precedente edificio medievale del quale è possibile riconoscere parte delle strutture soprattutto nelle finestre gotiche del secondo piano, visibili nella parte posteriore del palazzo. La costruzione originaria del Palazzo Comunale risale al <strong>XIII secolo</strong>. Insieme alla grande torre quadrata che lo fiancheggia, esso appartenne inizialmente alla famiglia &#8220;<strong>Della Terza</strong>&#8220;, poi al <strong>Comune</strong>, in seguito alla famiglia <strong>Caetani</strong> ed infine alla <strong>Santa Sede</strong>. Passò poi di nuovo al Comune nel <strong>1516</strong> come dono del <strong>Papa Leone X</strong>, perché il Comune ne costituisse la residenza dei <strong>Governatori </strong>e<strong> Delegati Apostolici</strong>.<br /> Sul lato orientale della piazza si trova la <strong>Chiesa di Sant&#8217;Andrea </strong>affiancata dal merlato <strong>Campanile dodecagonale</strong> e, sull&#8217;altro lato, dal portico interamente ripristinato con i restuauri avvenuti nel 1930. A fianco della Chiesa di Sant&#8217;Adrea<strong> </strong>inizia il <strong>Corso Cavour </strong>che dalla Piazza della Repubblica taglia longitudinalmente la parte meridionale di Orvieto fino al <strong>Piazzale Cahen</strong>. Il Corso è abbellito da numerosi palazzi antichi fra i quali domina quello consosciuto come &#8220;<strong>Palazzo dei Sette</strong>&#8220;.<br /> A sinistra del Palazzo dei Sette, si eleva la <strong>Torre del Moro </strong>(alta 42 metri), chiamata così per una testa di saraceno che veniva collocata presso di essa e contro la quale i cavalieri medioevali rompevano nelle giostre la loro lancia correndo la &#8220;Quintana&#8221;.<br /> Proseguendo per Corso Cavour, sulla destra si incontra il <strong>Teatro Comunale</strong>, dedicato a <strong>Luigi Mancinelli</strong>, insigne musicista orvietano.<br /> La <strong>Piazza del Popolo </strong>è la maggiore piazza di Orvieto. Insieme a quella della Repubblica e a quella del Duomo, occupa il centro storico cittadino.<br /> Il <strong>Palazzo del Capitano del Popolo </strong>si impone all&#8217;attenzione del visitatore per la sua nobile architettura caratterizzata dalla serie di possenti arcate del piano inferiore che si ripetono in quello superiore con una teoria di finestra. E&#8217; formato da una loggia aperta al pianterreno e di un salone al primo piano. Chiuse successivamente le arcate della loggia , si aprivano i due archi acuti e tale sbocco veniva chiamato &#8220;<strong>Arco della Pesa</strong>&#8220;.<br /> Di fronte al Palazzo del Capitano del Popolo si eleva il Palazzo Bracci (divenuto ora un albergo) e la <strong>Chiesa di San Rocco</strong>, romanica con affreschi della scuola del <strong>Signorelli </strong>e di <strong>Cristoforo da Marsciano</strong>. Un Pozzo proprio di fronte alla Chiesa era un tempo adibito alla raccolta delle acque.<br /> Ritornando e percorrendo per un tratto Corso Cavour, sulla sinistra troviamo il <strong>Duomo</strong>. La costruzione di questo edificio venne iniziata nel <strong>1290</strong> e si protrasse per oltre tre secoli vedendo il succedersi di molti architetti. Inizialmente vi lavorò <strong>Arnolfo di Cambio </strong>con la supervisione di <strong>Fra&#8217; Bevignate </strong>da Perugia: l&#8217;edificio religioso fu ideato con facciata monocuspidale come si può osservare nel progetto custodito nel <strong>Museo dell&#8217;Opera del Duomo</strong>. La direzione dei lavori passò poi a <strong>Giovanni Uguccione </strong>e a partire dai primi anni del <strong>&#8216;300</strong>, essendo sopraggiunti problemi di stabilità nell&#8217;edificio, i lavori vennero affidati all&#8217;architetto e scultore senese <strong>Lorenzo Maitani</strong>. Egli concepì la facciata come un grande e splendido trittico: la forma tricuspidale della fronte è uno degli esempi più belli del gotico italiano. L&#8217;insieme, grazie anche alla straordinaria decorazione a mosaico ed agli eccezionali bassorilievi, si presenta quanto mai armonico e suggestivo e si arricchisce di effetti chiaroscurali e cromatici intensi. Le raffigurazioni dei bassorilievi hanno i seguenti temi:<br /> &#8211; primo pilastro: Scene dal Vecchio Testamento ed Origini del Mondo e dell&#8217;Uomo;<br /> &#8211; secondo pilastro: Scene dal Vecchio Testamento ed i Profeti;<br /> &#8211; terzo pilastro: Scene dal Nuovo Testamento &#8211; La vita di Gesù;<br /> &#8211; quarto pilastro: Il Giudizio Universale.<br /> Accanto al Maitani lavorarono molti altri architetti che portarono a compimento l&#8217;interno e la tribuna. Altri artisti dopo la morte del Maitani, proseguirono la sua opera, tra cui il <strong>Federighi</strong>, <strong>il Sammicheli </strong>e <strong>Sangallo il Giovane</strong>.<br /> Altrettanto vario è il <strong>paesaggio sotterraneo </strong>di Orvieto che, per la natura della sua pietra, tufacea e vulcanica, ha una conformazione ipogea molto particolare. Il sottosuolo è composto da tante piccole cisterne, le prime delle quali portate a termine dagli etruschi, che vi realizzarono inoltre una serie di pozzi ai quali si aggiunsero, dopo il Medioevo, il <strong>pozzo della Cava </strong>e il <strong>pozzo della Roca</strong>, <strong>detto di San Patrizio</strong>.<br /> Quest&#8217;ultimo costituisce a tutti gli effetti l&#8217;opera idrica più famosa di Orvieto. Realizzato nel 1537, è un&#8217;importante tappa architettonica, con i suoi 54 metri di profondità e una circonferenza esterna di oltre 12 metri. Questa realizzazione è caratterizzata da una doppia rampa che permetteva agli animali utilizzati per il trasporto d&#8217;acqua di avvicinarsi e allontanarsi dal pozzo senza creare problemi di affollamento. Nel sottosuolo orvietano sono presenti inoltre numerosi colombari; al loro interno si possono trovare ancora le piccole celle dove nidificavano i colombi. La loro struttura architettonica fa prevedere che siano stati costruiti come realtà a sé stante e solo in un secondo momento collegati all&#8217;ipogeo. <br />  </p>
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