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	<title>Medioevo in Umbria &#187; Città</title>
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		<title>Amelia</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2018 09:15:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Amelia, detta dagli antichi “Ameria”, antichissima città dell’Umbria, vede la sua origine, secondo Plinio il Vecchio, circa trecentocinquanta anni prima della fondazione di Roma. A testimonianza dell’importanza assunta nell’antichità dalla Città, maestosa si erge la cinta muraria, eretta probabilmente da esperti costruttori locali utilizzando tecniche edili ben note all’epoca, piuttosto che da antichi e possenti uomini leggendari. Venne certo [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/titolo-amelia.jpg" alt="" width="544" height="163" align="absMiddle" />&nbsp;</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Amelia, detta dagli antichi “Ameria”, antichissima città dell’Umbria, vede la sua origine, secondo Plinio il Vecchio, circa trecentocinquanta anni prima della fondazione di Roma.</p>
<p><img class="alignleft" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/amelia4.jpg" alt="" width="147" height="195" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p style="text-align: justify;">A testimonianza dell’importanza assunta nell’antichità dalla Città, maestosa si erge la cinta muraria, eretta probabilmente da esperti costruttori locali utilizzando tecniche edili ben note all’epoca, piuttosto che da antichi e possenti uomini leggendari. Venne certo individuata come municipio Romano dalla Lex Julia del 900 a.c. Fiorente centro commerciale di epoca imperiale, costruì nei pressi di Orte un importante porto fluviale sul Tevere, che la collegava con Roma. Numerose sono le testimonianze presenti all’epoca romana, tra le più importanti la statua bronzea di Germanico, condottiero romano figlio di Druso Maggiore, rinvenuta nell’anno 1963, poco fuori dalla cinta murarie della Città e conservata nel nuovo Museo Archeologico; le Cisterne, costituite da dieci sotterranei per la “conserva d’acqua” dell’intero abitato (II sec.), rese visitabili dopo un attento restauro.<span style="text-align: -webkit-center;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, (476), Amelia subì le invasioni barbariche e i conseguenti saccheggi. Già intorno all’anno 1000, divenne Comune con un assetto sociale avanzato. Nell’Archivio Storico Comunale, sono conservati documenti (Statuti e Riformanze) che ci testimoniano la vita comunale dal XIII sec in poi. A simbolo della libertà acquisita, è presente ancor oggi la “Torre Civica” che domina la città. La leggenda vuole che Federico Barbarossa, irritato contro le città umbre che lo avevano sconfitto, strinse d’assedio AMELIA che si arrese dopo dodici giorni; in realtà si deve ritenere che l’evento documentato non sia riferito al XII sec., ma piuttosto al 1240 ed il protagonista fosse Federico II.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="http://www.medioevoinumbria.it/resources/amelia1.jpg" alt="" width="271" height="176" align="absMiddle" border="1" hspace="10" vspace="10" />Il 22 Luglio 1330 viene promulgato uno statuto del Popolo completato dall’altro del 1346, esaminati entrambe dal Cardinale Guerriero E. Albornoz. Entrata a far parte del patrimonio di Pietro dello Stato della Chiesa ne segue le vicende. Amelia ha consegnato alla storia numerosi personaggi famosi tra cui Sesto Roscio Amerino e i discendenti dei nobili casati: Venturelli, Nacci, Farrattini, Petrignani, Cansacchi, Mandosi e Geraldini, che ha dato i natali a Mons. Alessandro, il quale con il suo intervento consentì la scoperta del nuovo mondo a Cristoforo Colombo e fu il primo Vescovo residente in America.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gentile concessione di “dall’antica e nobile città… Gruppo Armata Medievale città di Amelia”</p>
<p style="text-align: justify;">info: <a href="mailto:umbropas@hotmail.com">umbropas@hotmail.com</a></p>
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		<title>Santuario della Spoliazione ad Assisi &#8211; 14 maggio 2017</title>
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		<pubDate>Mon, 08 May 2017 15:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ad Assisi la Basilica di Santa Maria Maggiore, l’antica cattedrale della città, si costituisce come “Santuario della Spoliazione”. Di seguito proponiamo un breve testo della storica Chiara Frugoni, dal libro “Vita di un uomo: Francesco di Assisi” (Einaudi, 1999) “… che almeno Francesco restituisse il maltolto: Pietro di Bernardone sfogava così il suo dolore di padre esacerbato nella rabbia del [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ad <strong>Assisi</strong> la Basilica di Santa Maria Maggiore, l’antica cattedrale della città, si costituisce come “<strong>Santuario della Spoliazione</strong>”. Di seguito proponiamo un breve testo della storica <strong>Chiara Frugoni</strong>, dal libro “<em>Vita di un uomo: Francesco di Assisi</em>” (Einaudi, 1999)</p>
<p>“… che almeno Francesco restituisse il maltolto: Pietro di Bernardone sfogava così il suo dolore di padre esacerbato nella rabbia del mercante ingiustamente privato del suo. Decise di citare il figlio davanti ai consoli. Ma Francesco rispose con una mossa molto abile, vivendo da <em>penitente,</em> non era più sottoposto alla giurisdizione comunale. E così corse dal Vescovo per incontrare Francesco. Entrato in una camera vicina, si spogliò completamente e così nudo, con gli abiti in mano sopra i quali aveva posato il denaro, tornò dal padre e dagli astanti e disse: “ Ascoltate tutti e capitemi bene. Fino ad ora ho chiamato padre  mio Pietro di Bernardone, ma dato che mi sono proposto di servire soltanto Dio rendo a Pietro di Bernardone il denaro per cui era tanto turbato e anche i vestiti che mi aveva dato; d’ora in avanti dirò sempre e soltanto: “Padre nostro che sei nei cieli e non più: padre mio, Pietro di Bernardone”. (pag. 28/29)</p>
<p>Un gesto così radicale e controcorrente del da essere stato anche</p>
<div id="attachment_7687" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Assisi-Santa-Maria-Maggiore.jpg"><img class="size-medium wp-image-7687" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Assisi-Santa-Maria-Maggiore-300x300.jpg" alt="Assisi Santa Maria Maggiore" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Assisi Santa Maria Maggiore</p></div>
<p>raffigurato da Giotto nel ciclo della vita del santo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Appuntamento DOMENICA 14 MAGGIO 2017</strong></span></p>
<p><strong>ore 8.00</strong> Santuario – Lodi mattutine</p>
<p><strong>ore 11.00</strong> Santuario – Messa presieduta dal ministro provinciale dei frati minori cappuccini dell’Umbria p. Matteo SIRO, animata dal coro “Cantori di Assisi” diretto da Gabriella ROSSI</p>
<p><strong>ore 16,30</strong> Basilica di Santa Chiara – Vespri: presiede il vescovo mons. Domenico SORRENTINO con il ministro provinciale dei frati minori Cappuccini dell’Umbria p. Matteo SIRO, il ministro provinciale dei frati minori dell’Umbria p. Claudio DURIGHETTO, il custode del Sacro convento di Assisi p. Mauro GAMBETTI e il ministro provinciale del T.O.R. p. Angelo GENTILE</p>
<p><strong>ore 17,00</strong> Processione con la reliquia del mantello del vescovo Guido dalla Basilica di Santa Chiara al Santuario della Spogliazione</p>
<p><strong>ore 17.30</strong> Santuario – senza nulla di proprio per essere con: “La sfida solidale dell’Istituto Serafico”</p>
<p><strong>ore 18.00</strong> Santuario – Dialogo: “La spogliazione oggi, la provocazione di Papa Francesco” Mons. Matteo Maria ZUPPI, Arcivescovo di Bologna Stefania PROIETTI, Sindaco di Assisi Modera: don Tonio DELL’OLIO, Presidente Pro Civitate Christiana</p>
<p><strong>Ore 21,00</strong> Sala della Spogliazione – Conversazione: “Il mantello del Vescovo Guido: Francesco tra l’ira di Bernardone, mamma Pica e Madre Chiesa” P. Francesco DE LAZZARI, Rettore della Chiesa Nuova Maria GIORGI, Restauratrice del mantello del Vescovo Guido Elvio LUNGHI, Critico d’arte Rosaria GAVINA, Psicologa Mauro IUSTON, Collaboratore Pro Civitate Christiana Modera: Patrizia PICASSO, Museo Diocesano di Assisi Esecuzioni musicali a cura dell’ANONIMA FROTTOLISTI</p>
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		<title>Norcia</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 09:13:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Perugia Comprensorio: Valnerina Nome abitanti: Nursini Comune www.comune.norcia.pg.it &#160; La città di Norcia costituisce uno dei principali nuclei turistici del Centro Italia. Cittadina tipicamente ottocentesca, Norcia vanta un ampio patrimonio storico- artistico che la inseriscono tra le più importanti città d&#8217;arte dell&#8217;Umbria. I primi insediamenti umani nel territorio, secondo gli storici, risalgono al lontano Neolitico, anche se recenti ritrovamenti hanno [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="544" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="257"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-norcia-01.jpg" alt="" /></td>
<td width="143"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" alt="" /></p>
<p><span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"> Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugia</span><br />
<span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Valnerina</span></span><br />
<span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Nursini</span><img src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" alt="" width="136" height="1" vspace="5" /><br />
<span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br />
</span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.comune.norcia.pg.it/" target="_blank">www.comune.norcia.pg.it</a></td>
<td width="144"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-norcia-02.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify">La città di <strong>Norcia</strong> costituisce uno dei principali <strong><span style="color: #8b0000;">nuclei turistici </span></strong>del Centro Italia. Cittadina tipicamente ottocentesca, Norcia vanta un ampio patrimonio storico- artistico che la inseriscono tra le più importanti città d&#8217;arte dell&#8217;Umbria.</p>
<p align="justify"><span style="text-align: -webkit-auto;">I primi insediamenti umani nel territorio, secondo gli storici, risalgono al lontano </span><span style="color: #000000;"><strong>Neolitico</strong></span><span style="text-align: -webkit-auto;">, anche se recenti ritrovamenti hanno testimoniato la presenza certa dell&#8217;uomo solo a partire dal </span><strong style="text-align: -webkit-auto;">VIII</strong><span style="text-align: -webkit-auto;"> secolo a.C. La città, fondata dai </span><strong style="text-align: -webkit-auto;">Sabini</strong><span style="text-align: -webkit-auto;">, cominciò poi a svilupparsi nel corso del V secolo a.C. prendendo il nome dal termine etrusco </span><strong style="text-align: -webkit-auto;"><span style="color: #8b0000;">Norsia</span></strong><span style="text-align: -webkit-auto;">, vale a dire </span><strong style="text-align: -webkit-auto;">&#8220;fortuna&#8221;</strong><span style="text-align: -webkit-auto;">.</span> <span style="text-align: -webkit-auto;">Celebri storici come </span><strong style="text-align: -webkit-auto;">Livio</strong><span style="text-align: -webkit-auto;">, </span><strong style="text-align: -webkit-auto;">Plutarco</strong><span style="text-align: -webkit-auto;"> e </span><strong style="text-align: -webkit-auto;">Virgilio</strong><span style="text-align: -webkit-auto;"> più volte citarono il nome </span><strong style="text-align: -webkit-auto;">Nursia</strong><span style="text-align: -webkit-auto;"> nelle loro opere più famose. Lo stesso Virgilio menzionò la città Umbra nell&#8217;</span><strong style="text-align: -webkit-auto;"><span style="color: #8b0000;">Eneide</span></strong><span style="text-align: -webkit-auto;">, narrando le gesta epiche di Eufente, condottiero dei Nursini, che guerreggiò a fianco di </span><strong style="text-align: -webkit-auto;">Turno</strong><span style="text-align: -webkit-auto;"> contro </span><strong style="text-align: -webkit-auto;">Enea</strong><span style="text-align: -webkit-auto;">. Il nome di Nursia comparirà poi in un documento del </span><strong style="text-align: -webkit-auto;">205</strong><span style="text-align: -webkit-auto;"> a.C., nel quale si legge che la città, alleata di </span><strong style="text-align: -webkit-auto;">Roma</strong><span style="text-align: -webkit-auto;">, offrì alcuni volontari a </span><strong style="text-align: -webkit-auto;">Scipione</strong><span style="text-align: -webkit-auto;">, impegnato nella seconda Guerra Punica.</span></p>
<p><img class="alignright" style="width: 250px; height: 172px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/norcia2.jpg" alt="" width="250" height="172" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<div>
<p align="justify"> Sotto la dominazione romana, Nursia venne eletta prima <strong>Prefettura</strong> poi <strong>Municipio</strong> della <strong>IV </strong>Regione Sabina. Contraria alle riforme attuate dai <strong>Gracchi</strong>, la città si schierò al fianco di <strong>Antonio</strong>, subendo così una pesante sconfitta ad opera di <strong>Ottaviano</strong>. Durante il periodo delle invasioni barbariche, Nursia fu vittima di saccheggi e devastazioni da parte degli eserciti dei <strong>Goti</strong> e dei <strong>Longobardi</strong>.</p>
<p align="justify">Questi ultimi poi la portarono sotto il controllo del <strong>Ducato di Spoleto</strong>, sottomissione che ebbe fine nel <strong>IX</strong> secolo a seguito dell&#8217;invasione dei <strong>Saraceni</strong>. Un lungo periodo di crisi caratterizzò la storia Nursina durante il <strong><span style="color: #8b0000;">Medioevo</span></strong>, e la sua ripresa fu assai lenta e dolorosa. Separata dal Regno d&#8217;Italia nel <strong>962</strong> da <strong>Ottone I</strong>, Nursia entrò a far parte dei possedimenti dello Stato della Chiesa. Approfittando delle spiccate ambizioni guelfe dei suoi abitanti, il Papa, durante il suo soggiorno ad Avignone, utilizzò la cittadina per placare le rivolte scoppiate nella ghibellina Cascia.</p>
<p align="justify">Nonostante la proclamazione del <strong>Libero Comune</strong>, avvenuta nel <strong>XII </strong>secolo, la città dovette affrontare nuove battaglie contro <strong>Spoleto</strong> ed i confinanti territori, che ne minacciavano la piena autonomia. Situata in una zona altamente sismica, Nursia venne più volte colpita da violenti terremoti, come quello del <strong>1238</strong> che provocò migliaia di morti e la distruzione dell&#8217;intero territorio. Per ragioni di difesa, il centro storico, che già i Sabini avevano cinto da vaste mura, venne consolidato da <strong>Giulio III</strong>.</p>
<p align="justify">Quest&#8217;ultimo s&#8217;impegnò in una vasta opera di fortificazione che si concretizzò con l&#8217;edificazione della <strong>Fortezza</strong> <strong>della Castellina</strong>. Nel <strong>1569</strong>, sotto il pontificato di <strong>Gregorio XIII</strong>, Norcia fu eletta a Prefettura e le venne conferito potere giurisdizionale sulle città di <strong>Cerreto</strong>, <strong>Visso</strong>, <strong>Cascia</strong> e<strong> Monteleone</strong>. Famosa per essere la patria di <strong>San Benedetto</strong>, il fondatore del monachesimo occidentale (motivo per cui è stata poi ribattezzata &#8220;Comune d&#8217;Europa&#8221;), Norcia venne nominata anche sede vescovile nel <strong>1821</strong>, sotto il pontificato di <strong>Pio VII</strong>. Celebre città d&#8217;arte, Norcia vanta nel suo territorio <strong>numerosi edifici</strong>, soprattutto sacri, che la rendono un importante centro di pellegrinaggio.</p>
<p align="justify">
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Bevagna</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2016 08:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Posta a 35 Km. da Perugia e 148 da Roma, Bevagna è decentrata rispetto alla odierna Via Flaminia. Collegata ai vicini centri di Foligno e Todi, alla città si può giungere scegliendo, come percorso alternativo di notevole interesse, quello che collega Perugia a Spoleto, attraversando il territorio di Bettona e Montefalco. La cinta muraria, ricca di torri e bastioni, e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="/wp-content/gallery/resources/titolo-bevagna.jpg" alt="" width="544" height="163" align="absMiddle" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/bevagna5.jpg" alt="" width="462" height="277" align="absMiddle" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p style="text-align: left;">Posta a 35 Km. da Perugia e 148 da Roma, Bevagna è decentrata rispetto alla odierna Via Flaminia. Collegata ai <strong>vicini centri di Foligno e Todi</strong>, alla città si può giungere scegliendo, come percorso alternativo di notevole interesse, quello che collega Perugia a Spoleto, attraversando il territorio di Bettona e Montefalco.<img class="alignright" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/bevagna1.jpg" alt="" width="200" height="160" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p>La <strong>cinta muraria</strong>, <strong>ricca di torri e bastioni</strong>, e interrotta da porte medievali e da varchi più recenti che permettono l&#8217;ingresso al centra storico. Al suo interno, nonostante interventi successivi, <strong>l&#8217;aspetto predominante di Bevagna è quello di una città medievale</strong>, dove è ancora viva la tradizione artigiana con le botteghe che si aprono sulle caratteristiche<img class="alignleft" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/bevagna2.jpg" alt="" width="200" height="150" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" /> viuzze, i monumenti e, sopratutto, la splendida piazza, molto articolata, che concentra in se i principali edifici religiosi e civili come il Mercato delle Gaite.</p>
<p>Fregi e colonne romane rendono più pregevole la città, che custodisce all&#8217;interno, le testimonianze della sua storia.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignright" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/bevagna3.jpg" alt="" width="200" height="133" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;abitato dell&#8217;antica <strong>Mevania romana</strong> coincide, infatti, quasi per intero, con la città medievale e moderna, come testimoniano i tratti di cinta muraria che affiorano sotto</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/bevagna4.jpg" alt="" width="136" height="133" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p style="text-align: left;">quella medievale, la disposizione a reticolo delle vie che si affacciano su corso Amendola, e l&#8217;andamento semicircolare che assume la zona dove un tempo sorgeva il teatro. In epoca più recente la sviluppo urbanistico si e esteso fuori le mura, dove un tempo era ubicata parte della città romana, di cui sono stati trovati importanti rinvenimenti.</p>
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		<title>Montone</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 10:22:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Perugia Comprensorio: Tifernate Nome abitanti: Montonesi o Arietani Comune www.comunemontone.it Il Castello fu fabbricato in un amenissimo colle alla falde degli Appennini, fra Perugia, Città di Castello e Gubbio, che gli fanno quasi un triangolo. Da levante ha il fiume Carpina; da mezzogiorno il Tevere, che gli corre lontano un miglio; da ponente un placidissimo fiumicello, che ritiene il nome [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="544" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="257"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-montone-01.jpg" alt="" /></td>
<td width="143"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" alt="" /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"><br />
Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugia</span><br />
<span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Tifernate</span></span><br />
<span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Montonesi o Arietani</span><img src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" alt="" width="136" height="1" vspace="5" /><br />
<span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br />
</span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.comunemontone.it/" target="_blank">www.comunemontone.it</a></td>
<td width="144"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-montone-02.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/montone.jpg" alt="" width="396" height="201" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /><br />
Il Castello fu fabbricato in un amenissimo colle alla falde degli Appennini, fra Perugia, Città di Castello e Gubbio, che gli fanno quasi un triangolo. Da levante ha il fiume Carpina; da mezzogiorno il Tevere, che gli corre lontano un miglio; da ponente un placidissimo fiumicello, che ritiene il nome di Rio; e da settentrione i Monti Appennini&#8230; L&#8217;aere vi è temperato; il contado è ornato e fertile e vago&#8230; La terra per natura e arte è forte non meno che bella&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Così nella Lettera Istorico-Genealogica della famiglia Fortebraccio da Montone, Bologna 1689, il dottor Gio. Vincenzo Giobbi <strong>Fortebracci</strong> ricostruisce la nascita di Montone e ne lega il destino a quello della sua famiglia, i Fortebracci. Di tutti, il più noto, fu <strong>Andrea Braccio</strong>, detto <span style="text-decoration: underline;"><strong>Braccio da Montone</strong></span>, famosissimo capitano di ventura al soldo di Federico da Montefeltro, del re Ladislao di Napoli, di Alfonso d&#8217;Aragona.  Stratega finissimo, coraggioso combattente, coltivò l&#8217;ambizioso sogno di creare un Regno nell&#8217;Italia Centrale da contrapporre al <img class="alignleft" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/montone3.jpg" alt="" width="220" height="143" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />Papato (che per due volte lo scomunicò) e alle potenti famigli romane dei <strong>Colonna</strong>, degli <strong>Orsini </strong>e i <strong>Della Rovere</strong>. Morì nell&#8217;assedio dell&#8217;aquila il 4 giugno 1424, irato, sdegnoso, rifiutando ogni cura medica.Il figlio Carlo seguì le orme paterne; si arruolò coi <strong>Viscont</strong>i e i <strong>Malatesta </strong>e infine con la Repubblica di Venezia che nel 1473 aiutò a respingere l&#8217;espansione dei Turchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gratitudine i Veneziani gli regalarono una Spina della sacra Corona di Cristo. La preziosa reliquia fu trasportata a Montone e da allora viene esposta due volte l&#8217;anno, il Lunedì dell&#8217;Angelo e la penultima domenica d&#8217;agosto, dando luogo a festose rievocazioni in costume e a giochi cavallereschi che attirano migliaia di visitatori.<br />
Come se una meravigliosa macchina del tempo ci trasportasse indietro di cinquecento anni, chi assiste a Montone alla <strong>Celebrazione della Santa Spina </strong>la penultima domenica d&#8217;agosto stenta a credere ai suoi occhi. Già da lontano il piccolo borgo medievale svetta sulla vallata coi suoi possenti contrafforti di pietra e le mura, le torri campanarie, il dedalo di viuzze tortuose dove s&#8217;affacciano balconi e davanzali fioriti, archi, scalinate, palazzi e chiese perfettamente conservate. Sembra di entrare in un altro mondo, di cogliere gli odori e i suoni di un&#8217;altra epoca. Che miracolo è successo?<br />
Da circa una decina di anni la <span style="text-decoration: underline;"><strong>Donazione della Santa<img class="alignright" style="width: 120px; height: 175px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/montone2.jpg" alt="" width="120" height="175" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" /> Spina</strong></span> è diventata per Montone la celebrazione della sua stessa storia e identità. A questo concorrono l&#8217;Amministrazione Comunale, la Pro Loco e soprattutto gli abitanti, con un entusiasmo e un&#8217;abnegazione encomiabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217;antica conformazione, Montone era suddiviso in tre rioni: il <strong>Monte</strong>, il <strong>Borgo</strong>, il <strong>Verziere</strong>, ai quali corrispondevano le tre porte d&#8217;accesso alla cinta muraria e anche la stratificazione sociale. l rione di Porta del Monte rappresentava anticamente quella parte del castello dove abitavano le famiglie nobiliari. Una storia feroce di guerre intestine: gli <strong>Olivi</strong> contro i <strong>Fortebracci</strong> in continua lotta per la supremazia, fino a sfociare nella notte del 1280 in una strage della famiglia dei Fortebracci. I Tempi oscuri fortunatamente conclusi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi Porta del Monte, coi colori giallo e verde delle sue bandiere, ricorda glia antichi fasti soprattutto nei costumi, esemplari nel taglio e nella scelta dei tessuti, ricostruzione perfetta delle fogge del tempo. Il Rione di Porta del Borgo si identifica con la zona esposta a nord di Montone e con le due ampie gradinate che portano alla chiesa di San Francesco e al convento. Era anche la sede delle guarnigioni armate, e quindi coi colori rosso e bianco dei suoi stendardi rappresenta i ceti dei militari e degli ecclesiastici.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rione di Porta del Verziere è quello dei popolari e rappresenta la parte a sud di Montone, con l&#8217;ingresso della via &#8220;Carraia&#8221; che permetteva il trasporto dei prodotti delle campagne (verzure) dentro il borgo. I suoi colori sono il blu e il giallo. Non si consideri oziosa questa disgressione sui tre rioni perché è l&#8217;humus di tutto quello che succede nella manifestazione estiva in cui ci si aggiudica il Palio e la Castellana.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="width: 150px; height: 213px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/montone4.jpg" alt="" width="150" height="213" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" />E&#8217; una gara in tutti i sensi, un <strong>torneo &#8220;all&#8217;ultimo colpo&#8221;</strong>, giocato con prove di destrezza e abilità, rappresentazioni teatrali, bandi di sfida. E anche con leccornie gastronomiche perché ogni rione installa la sua taverna e fa a gara nel soddisfare al meglio i palati dei visitatori.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà è una sfida che dura tutto l&#8217;anno, fatta di sfottò per chi ha perso e di critiche e gelosie per chi ha dominato. Come in un alveare, il ronzio sotterraneo per ideare nuovi spettacoli dura tutto l&#8217;inverno e la primavera. Non mancano tentativi di spionaggio e di depistamento. Custoditi gelosamente, i nuovi progetti mettono in moto sarte, artigiani, attori, musici, ballerini. <strong>Si prova di notte, di nascosto</strong>,<strong> in luoghi protetti</strong>. Come è costume dei piccoli borghi, non si disdegna il sarcasmo e la maldicenza. Sono armi anche queste, benché improprie. Poi arriva finalmente la penultima settimana d&#8217;agosto e Montone diventa un&#8217;immensa quinta teatrale attraversata da migliaia di persone che vengono ad assistere agli spettacoli. Il primo è il <strong>Bando di sfida</strong>, poi la <strong>Stornellata</strong> e i <strong>Giochi di bandiera</strong>. Ogni rione gioca le sue carte al meglio. A giudizio della giuria, il vincitore si aggiudicherà il Palio e farà interpretare alla sua Castellana il ruolo di Margherita Maltatesta, moglie del conte Carlo, nel sontuoso corteo storico finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Benché suscettibile di miglioramenti, questa manifestazione è ormai a livello delle celebrazioni più affascinanti di tutta l&#8217;Umbria. Primo, perché è autentica e vissuta come riscoperta delle proprie radici; secondo, perché è cresciuta di qualità e non si limita a un&#8217;immagine medievale &#8220;da presepio&#8221;, ferma e stantia, ma produce veri e propri spettacoli e macchine teatrali. E poi è un&#8217;occasione turistica e gastronomica assolutamente imperdibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci resta quindi che un augurio: che la settimana montonese possa decollare sulla scena nazionale con un coordinamento più snello e intelligente, una sponsorizzazione pubblico-privata, una promozione d&#8217;immagine più efficace, perché è un biglietto da visita davvero prezioso e sono rari i luoghi come Montone che assommano alla bellezza del clima e della natura il fascino di una storia magnifica e irripetibile. Anzi, sono rarissimi.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.montonein.it" target="_blank">www.montonein.it </a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
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		<title>Trevi</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 10:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla S alla Z]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Perugia Comprensorio: Folignate Nome abitanti: Trevani Comune www.comune.trevi.pg.it &#160; Posta sull&#8217;ultima propaggine del Monte Serano, circondata da un verde mare di olivi, a dominio della Valle Spoletina percorsa da un tratto del fiume Clitunno, fu centro di fondazione umbra e, citata da Plinio come Trebiae, viene da questi ricordata come tra le più antiche cittadine umbre, ubicata nel luogo [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="544" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="257"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-trevi-01.jpg" alt="" /></td>
<td width="143"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" alt="" /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"><br />
Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugia</span><br />
<span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Folignate</span></span><br />
<span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Trevani</span><img src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" alt="" width="136" height="1" vspace="5" /><br />
<span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br />
</span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.comune.trevi.pg.it/" target="_blank">www.comune.trevi.pg.it</a></td>
<td width="144"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-trevi-02.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><img class="alignright" style="width: 253px; height: 200px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/trevi.jpg" alt="" width="253" height="200" align="right" border="1" hspace="10" vspace="10" />Posta sull&#8217;ultima propaggine del <strong>Monte Serano</strong>, circondata da un verde mare di olivi, a dominio della <strong>Valle Spoletina </strong>percorsa da un tratto del fiume <strong>Clitunno</strong>, fu centro di fondazione umbra e, citata da <strong>Plinio</strong> come <strong>Trebiae</strong>, viene da questi ricordata come tra le più antiche cittadine umbre, ubicata nel luogo dove sorge oggi la frazione di <strong>Pietrarossa</strong>. Divenuta <em>Municipium</em> romano, <strong>Trebiae</strong>, facente parte della <strong>VI Regione Augustea</strong>, situata lungo la strada consolare <strong>Flaminia</strong>, ebbe a godere di un periodo di grande prosperità come testimoniato dai numerosi reperti archeologici e dalle possenti mura (I sec. a.C.) ancora in parte visibili. Fu sede anche di un senato municipale e la sua importanza era legata oltre che alla strada consolare Flaminia, alle vicine <strong>Fonti del Clitunno </strong>dove venivano celebrate le feste propiziatorie a <em>Giove</em> e al dio<em> Clitunno</em>.</p>
<p align="justify">Al tempo dell&#8217;imperatore <img class="alignleft" style="width: 200px; height: 287px; border-image: initial; border: 0px initial initial;" src="/wp-content/gallery/resources/trevi2.jpg" alt="" width="200" height="287" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" /><strong>Diocleziano</strong>, il Cristianesimo fu propagandato e diffuso nella zona dell&#8217;armeno <strong>Miliano</strong> (divenuto poi <strong><em>Emiliano</em></strong>) vescovo-martire, decapitato nel <strong>304 d.C.</strong>. Con la caduta dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente <strong><span style="color: #8b0000;">Trevi</span></strong> fu occupata dai Longobardi ed entrò a far parte del Ducato di Spoleto subendo, nell&#8217;881, devastazioni ad opera dei Saraceni e nel<strong> 915 </strong>e <strong>924</strong> ad opera degli Ungari. Nel <strong>XII sec.</strong> divenne libero Comune esercitando la sua giurisdizione su un vasto territorio. Coinvolta nel gioco delle alleanze politiche con le potenti città vicine di <strong>Foligno</strong> e <strong>Spoleto</strong>, nel <strong>1214</strong> fu distrutta totalmente  dal duca di Spoleto, ciò non impedì ai Trevani di ricostruire ed ampliare le possenti mura. Nella metà del <strong>XV sec.</strong>, la cittadina collaborò con i Comuni vicini al prosciugamento delle <strong>paludi</strong> e nel <strong>1470</strong>, prima in Umbria e quarta in Italia, diede vita ad una florida <strong>tipografia</strong>. Nel <strong>1784</strong> <strong>papa Pio VI </strong>le riconfermò il titolo di Città e durante l&#8217;Impero Napoleonico fu sede del <strong>Cantone del Dipartimento del Clitunno</strong>. Dopo la Restaurazione, Trevi vide ridotta la sua superficie a favore dei Comuni confinanti. Nel <strong>1860</strong> fu annessa al <strong>Regno d&#8217;Italia</strong>.</p>
<p align="justify">La cittadina, decantata dal grande poeta <strong>Giacomo Leopardi</strong>, che da qui transitò quando da <strong>Recanati</strong> si recò a <strong>Roma</strong>, conserva ancora intatta la cinta muraria medioevale (<strong>XIII sec.</strong>) entro la quale sono custodite le antiche case e palazzi che, in una colorita piramide, s&#8217;innalzano verso i rilievi del <strong>Monte Serano</strong>.</p>
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		<title>Monteleone di Spoleto</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 09:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla L alla N]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Perugia Comprensorio: Valnerina Nome abitanti: Manteleonesi Comune www.comune.monteleone-di-spoleto.pg.it &#160; Monteleone di Spoleto vanta antichissime origini come testimoniato da rinvenimenti archeologici venuti alla luce, nei pressi della cittadina, in località Colle del Capitano tra cui un sepolcreto dell&#8217;Età del Bronzo ed una biga del VI sec. a.C., perfettamente conservata, oggi esposta al museo Metropolitan di New York (a Monteleone se [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table width="544" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="257"><img alt="" src="/wp-content/gallery/resources/tit-monteleonespoleto-01.jpg" /></td>
<td width="143"><img alt="" src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"><br />
Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugia</span><br />
<span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Valnerina</span></span><br />
<span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Manteleonesi</span><img alt="" src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" width="136" height="1" vspace="5" /><br />
<span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br />
</span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.comune.monteleone-di-spoleto.pg.it/" target="_blank">www.comune.monteleone-di-spoleto.pg.it</a></td>
<td width="144"><img alt="" src="/wp-content/gallery/resources/tit-monteleonespoleto-02.jpg" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="width: 206px; height: 293px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; border-width: 0px;" alt="" src="/wp-content/gallery/resources/monteleone.jpg" width="200" height="282" align="left" border="1" hspace="10" vspace="10" /><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><img class="alignright size-medium wp-image-7026" alt="vista monteleone" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/vista-monteleone-300x224.jpg" width="300" height="224" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #8b0000;">Monteleone di Spoleto</span> </strong>vanta antichissime origini come testimoniato da rinvenimenti archeologici venuti alla luce, nei pressi della cittadina, in località <strong><em>Colle del Capitano</em></strong> tra cui un sepolcreto dell&#8217;Età del Bronzo ed una biga del VI sec. a.C., perfettamente conservata, oggi esposta al museo <strong>Metropolitan di New York </strong>(a Monteleone se ne custodisce una copia).</p>
<p style="text-align: justify;">Sorto probabilmente sulle colline dell&#8217;antica <strong>Brufa,</strong> nel <strong>XII</strong> sec. venne distrutto e ricostruito da Spoleto; entrò a far parte dei domini di questa città seguendone, da quel momento, le vicende storiche.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Età medioevale ha plasmato Monteleone nella forma che ancora mantiene di <strong>castello di pendio</strong>, baluardo della Valle del Corno. Da vedere nella cittadina, la <strong>Torre del Corno</strong>, con il suo arco ogivale, che in origine era la porta d&#8217;accesso dell&#8217;antico castello, di cui restano pochi ruderi; il <strong>Palazzo Barnabò </strong>del sec. XV, ancora ben conservato (recentemente restaurato) e la <strong>chiesa di San Francesco </strong>eretta nel XIII sec. (restaurata nel XV e XVIII sec.) e di recente completamente ristrutturata ed ammodernata.</p>
<p style="text-align: justify;">La facciata è caratterizzata da un bel portale gotico, fiancheggiato da due leoni in pietra su mensole, l&#8217;interno, a due navate, custodisce un dipinto del XVI sec.; un bel chiostro ad archi ogivali ed un affresco del 1300; nel piano inferiore del chiostro affreschi del 1400 di <strong>Jacopo da Leonessa</strong>. I dintorni, molto suggestivi, invitano ad escursioni.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Castel Rigone</title>
		<link>https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it/citta/a-d/castel-rigone/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 08:58:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla A alla D]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Castelrigone è una frazione del comune di Passignano sul Trasimeno (PG). Il paese si trova dislocato sulle colline orientali che delimitano il territorio del Lago Trasimeno, ad un&#8217;altezza di 653 m, ed è popolato da circa 400 abitanti. Lo si raggiunge percorrendo la strada provinciale 142, in direzione est, salendo per le colline. Secondo la tradizione, nel 543 d.C., l&#8217;ostrogoto [&#8230;]</p>
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<p><strong>Castelrigone</strong> è una frazione del comune di Passignano sul Trasimeno (PG). Il paese si trova dislocato sulle colline orientali che delimitano il territorio del Lago Trasimeno, ad un&#8217;altezza di 653 m, ed è popolato da circa 400 abitanti. Lo si raggiunge percorrendo la strada provinciale 142, in direzione est, salendo per le colline. Secondo la tradizione, nel 543 d.C., l&#8217;ostrogoto <strong>Arrigo</strong> (o Rigone), luogotenente di Totila, usò il luogo per stabilire la base operativa che doveva mantenere l&#8217;assedio alla città di Perugia. Verso la fine del XIII secolo venne costruito il castello a difesa dell&#8217;abitato, di cui ancora oggi rimangono le mura, il mastio, tre torrioni e le due porte d&#8217;accesso, Porta Ponente e Porta Monterone.</p>
<p><strong>Il castello</strong> a difesa dell&#8217;abitato venne eretto verso la fine del 1200, e tutt&#8217;ora sono in piedi lunghi tratti di mura, il Mastio, tre torrioni e due delle porte di accesso, Porta Monterone e quella di Ponente. La tradizione vuole che il nome derivi da Rigo, o Rigone, un luogotenente di Totila, re degli Ostrogoti, che nel 543 d.C. usò il piccolo paese come base operativa per mantenere l&#8217;assedio a Perugia, circostanza che viene ogni anno festeggiata con il Corteo Storico in costume gotico (<strong>Festa dei Barbari</strong>) e la &#8220;Giostra di Arrigo&#8221;. Per l&#8217;ottima posizione sulle alte colline del Trasimeno, il paese è meta di turismo e presenta un forte sviluppo l&#8217;agriturismo. La vicinanza di vaste zone boschive lo rende ideale anche per gli appassionati di trekking, escursioni a cavallo ed ogni tipo di escursione naturalistica. È presente un famoso parco divertimenti, &#8220;La Rigonella&#8221;. Ogni anno si celebra la &#8220;Festa dei Barbari&#8221; e la &#8220;Giostra di Arrigo&#8221; (dal 1984), per ricordare l&#8217;epoca della fondazione ostrogota. I cortei storici in costume si svolgono nella prima settimana di Agosto. Il monumento principale è la &#8220;<strong>Chiesa della Madonna dei Miracoli</strong>&#8221; (fine XV secolo), considerato uno dei migliori esempi dell&#8217;architettura rinascimentale umbra (costruita da un allievo del Bramante), contiene un pregevole affresco del pittore umbro Giovan Battista Caporali.</p>
<p><strong>SANTUARIO MARIA SS.MA DEI MIRACOLI</strong><br /> Il Santuario di Castelrigone sorse a partire dalla fine del xv secolo poco fuori le mura del vecchio paese-castello, presso il preesistente pozzo pubblico. La tradizione, convalidata da antiche cronache scritte, dice che, nel 1490, una giovanetta, mentre come di consueto riempiva la brocca, vide uscire da una spinaia poco distante una bella signora che, avvicinatasi, le chiese di riferire in paese il suo desiderio di vedere innalzata in quel punto una cappellina. L&#8217;apparizione si ripetè più volte finché la &#8220;Signora&#8221; manifestò agli increduli abitanti del castello la sua vera natura rimandando a casa la giovane con la brocca piena d&#8217;acqua rovesciata sulla testa. Allora il popolo gridò al miracolo e corse a tagliare la folta spinaia che nascondeva una edicola con l&#8217;immagine della Vergine che allatta il Divino Figlio, per intercessione della quale avvennero subito altri fatti prodigiosi. La notizia di ciò che accadeva a Castel Rigone giunse a Perugia e a Roma; i magistrati della città decisero di contribuire alla costruzione della cappellina, senonché Alessandro VI, con bolla del 1494, ordinava la erezione di un più degno tempio per il cui scopo si dovevano utilizzare le offerte che, copiose, i fedeli elargivano in onore della Madre celeste.</p>
<p>Parte del racconto che precede ha il sapore di leggenda, ma non si può negare che qualcosa dovesse pur accadere di eccezionale da suscitare tanto fervore di popolo, da richiamare l&#8217;attenzione della città, da produrre l&#8217;interessamento del Pontefice. Si dette immediatamente inizio alla meravigliosa costruzione che rappresenta il miglior edificio rinascimentale dell&#8217;Umbria settentrionale. Non si conosce il nome del progettista che fu certamente influenzato dal senese Francesco di Giorgio Martini il quale, in quel periodo, stava portando a termine il bel tempio di S. Maria delle Grazie al Calcinaio, presso Cortona. Il campanile fu aggiunto allorchè un altro papa, Clemente VII, nel 1531 ne autorizzò la costruzione. Quel manufatto crollò il 19 novembre 1810, ad un&#8217;ora di notte, per fortuna senza causare vittime. Dalla sommità del nuovo castello campanario si espande il dolce su<img class="alignleft  wp-image-4667" title="Esterno Madonna dei miracoli" src="/wp-content/uploads/Esterno-Madonna-dei-miracoli.jpeg" alt="" width="264" height="191" />ono di un bel rinterzo di campane ciascuna delle quali ha una sua storia da raccontare.</p>
<p>Gli agenti atmosferici hanno agito negativamente, nel corso dei secoli, sulla pietra locale, arenaria, usata per la costruzione del Santuario, distruggendo la bella decorazione con cui maestri scalpellini lombardi arricchirono le pareti alleggerite da paraste con capitelli compositi, un basamento ed un cornicione. Pregevoli opere, ormai purtroppo anch&#8217;esse molto deteriorate, sono il portale principale, scolpito da Domenico Bertini da Settignano, formatosi alla scuola di Michelangelo, e il soprastante occhialone con la ruota della fortuna racchiusa in un logoro festone di frutta e fiori; sulla strombatura sono gli angeli tutti volti in alto verso Dio Padre. Interessanti anche la porta secondaria e le eleganti bifore con elementi architettonici diversi l&#8217;una dall&#8217;altra.</p>
<p>La serena armonia dell&#8217;esterno si ritrova all&#8217;interno del tempio a croce latina ad una navata divisa in due campate da paraste che corrispondono con quelle di fuori dando slancio all&#8217;insieme coperto da volte a vela. Per la conoscenza delle varie opere si segua il seguente schema: <br /> 1 &#8211; La bella cancellata del XVI secolo è posta quasi a protezione della nicchia con l&#8217;affresco originale, di ignoto, forse di scuola senese, della Madonna miracolosa il cui muro di sostegno fu inserito in quello del transetto sinistro (per chi guarda l&#8217;altare maggiore) del tempio costruito proprio per contenerlo con la sua preziosa immagine. Ogni commento è inutile: la visione è così soave da produrre serenità qualun<a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Portale-Madonna-dei-miracoli.jpeg"><img class="alignright  wp-image-4669" title="Portale Madonna dei miracoli" src="../../wp-content/uploads/Portale-Madonna-dei-miracoli.jpeg" alt="" width="240" height="180" /></a>che sia lo stato d&#8217;animo di chi vi si avvicina&#8230; e ciascuno si rivolge fiducioso alla vergine&#8230; Così è avvenuto da cinque secoli.</p>
<p>2 &#8211; In linea di massima simile al precedente, anche se meno ricco di ornamentazioni. Vi è esposto alla venerazione dei fedeli un Crocifisso il cui volto sofferente esprime l&#8217;attimo del trapasso. Nell&#8217;affresco retrostante, della metà del XVI secolo, è il bel gruppo delle Pie Donne, S. Giovanni, il Nicodemo e Giuseppe d&#8217;Arimatea; è attribuito al cortonese Tommaso Bernabei, detto il Papacello, allievo di Luca Signorelli. Di ignoto del XVIII secolo è la tela con la Deposizione che si trova nella stessa cappellina.</p>
<p>3 &#8211; Sull&#8217;altare maggiore di linee barocche, in legno marmorizzato, si ammira la perfetta copia della pala dell&#8217;Epifania dipinta dal perugino Domenico Alfani nel 1527, omaggio del granduca Ferdinando Il dei Medici che nel 1643 aveva fatto asportare l&#8217;originale per la sua galleria di Firenze.</p>
<p><a href="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/Interno-Madonna-dei-miracoli.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-4668" title="Interno Madonna dei miracoli" src="../../wp-content/uploads/Interno-Madonna-dei-miracoli.jpeg" alt="" width="176" height="234" /></a><br /> 4 &#8211; Affresco di scuola umbra (G. B. Caporali ed allievi) raffigurante l&#8217;incoronazione di Maria con gli Apostoli che assisto¬no commossi all&#8217;evento su un panorama ampio e sereno che contribuisce a rendere più mistica la scena. Ai lati di questo altare sono stati recentemente scoperti e restaurati due affreschi (ex voto) con il nome del Committente; quello di sinistra è datato 1519.</p>
<p>5 &#8211; Altare dedicato alla Madonna del Rosario che il fiorentino Bernardo di Girolamo Rosselli dipinse nel 1558. Nel pannello centrale è la Madonna che con Gesù Bambino benedice il popolo di Castel Rigone ed alcuni santi; su tutti gli angioletti fanno cadere una pioggia di roselline. L&#8217;insieme è racchiuso nella cornice dei quindici misteri con alcuni episodi evangelici descritti sapientemente.</p>
<p>6 &#8211; Tempera firmata e datata Carlo Lamparelli, 1591.</p>
<p>7 &#8211; Pregevole statua in pietra locale, di ignoto del XVI secolo, di S. Antonio Abate. Sullo sfondo del nicchione, in alto, sono tre scene della vita del santo.</p>
<p>8 &#8211; Nell&#8217;avancorpo innalzato nel 1768, addossato alla controfacciata d&#8217;ingresso, è un prezioso organo della famosa casa Morettini qui posto nel 1878.</p>
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		<title>Solomeo</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 09:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rolando]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Solomeo è una frazione del comune di Corciano, in provincia di Perugia. Popolato da 436 abitanti (dati Istat, censimento 2001), il paese si trova circa 9 km a sud di Corciano. Esso si sviluppa principalmente sulla cima di una collina (273 m s.l.m.) e nella zona pianeggiante è lambito dalle acque del torrente Caina. Del III secolo a.C . sono [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medioevoinumbria.it/citta/s-z/solomeo/attachment/solomeo-2/" rel="attachment wp-att-4058"><img class="aligncenter size-full wp-image-4058" title="solomeo" src="http://www.medioevoinumbria.it/wp-content/uploads/solomeo.jpg" alt="panorama solomeo" width="489" height="312" /></a></p>
<p><strong>Solomeo</strong> è una frazione del comune di Corciano, in provincia di Perugia.</p>
<p><strong><img class="alignleft  wp-image-4059" title="vista_solomeo" src="../../../wp-content/uploads/vista-solomeo-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></strong>Popolato da 436 abitanti (dati Istat, censimento 2001), il paese si trova circa 9 km a sud di Corciano. Esso<img class="alignright  wp-image-4055" title="borgo solomeo" src="../../../wp-content/uploads/borgo-solomeo-225x300.jpg" alt="" width="180" height="240" /> si sviluppa principalmente sulla cima di una collina (273 m s.l.m.) e nella zona pianeggiante è lambito dalle acque del torrente Caina.</p>
<p>Del III secolo a.C . sono alcuni reperti etruschi rinvenuti in zona; forse dal nome della divinità etrusca lumn deriva il termine sincretico San Lumeo con il quale si iniziò a designare il luogo. Il castrum Solomei, fortificazione a difesa della campagna, venne poi edificato nel 1391 da Meo di Giovanni di Nicola Galassi e Pietro Tanoli, su richiesta dei magistrati di Perugia. Nel 1402 fu preso e saccheggiato dalle truppe pontificie, e l&#8217;anno seguente ripreso da Perugia.<img class="alignleft  wp-image-4057" title="piazzetta solomeo" src="../../../wp-content/uploads/piazzetta-solomeo-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></p>
<p>Da visitare:</p>
<p>* Pieve di Santa Maria di Mandoleto (XVIII secolo);</p>
<p>* Borgo medievale di Solomeo;</p>
<p>* Chiesa di San Bartolomeo (XVIII secolo), con affreschi del Mazzerioli, una tela della scuola del Perugino, alcune pitture attribuite all&#8217;Appiani;</p>
<p>* Castello di Montefrondoso (XII secolo);</p>
<p>* Villa Antinori-Tocchi (XIX secolo).</p>
<p>* Teatro Cucinelli, inaugurato nel settembre 2008, è un nuovo teatro di ispirazione classica. Al teatro sono annessi un anfiteatro, un ginnasio e un ninfeo, che riuniti danno luogo al cosiddetto Foro delle Arti.<img class="alignright  wp-image-4056" title="fontana solomeo" src="../../../wp-content/uploads/fontana-solomeo-285x300.jpg" alt="" width="257" height="270" /></p>
<p>Nel paese si trova una delle aziende tessili principali nel settore del cachemire (la <a href="http://www.medioevoinumbria.it/curiosita/intervista-a-bruno-cucinelli-il-re-del-cashmere/">Brunello Cucinelli</a>). È sviluppato anche l&#8217;indotto legato alla gastronomia ed al turismo. Da ricordare la Società Filarmonica Solomeo (fondata nel 1925) a cui fanno capo diverse attività culturali, prima tra tutte quella della locale Banda Musicale. Nell&#8217;ultima decade di luglio si svolge &#8220;Solomeo de le Nobili Arti, de li Giochi, de lo Piatto Rustco&#8221;, manifestazione che permette al visitatore di assaporare i piatti della tradizione umbra tra spettacoli ed eventi culturali. Solomeo è ora nota anche per le attività in campo musicale, che hanno portato alla creazione del Festival Villa Solomei, organizzato tutti gli anni a luglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Valtopina</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 16:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Provincia: Perugia Comprensorio: Folignate Nome abitanti: Valtopinesi Comune www.comune.valtopina.pg.it   Situata nell&#8217;alta valle del fiume Topino, era anticamente chiamata Cerqua (quercia), dalla località dove sorgeva la chiesa dedicata a San Cristoforo. Per più secoli le sue vicissitudini furono legate alle vicende delle chiese sparse sul suo territorio che, dopo la soppressione del vescovado di Foro Flaminio, furono assoggettate definitivamente a [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table width="544" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" bgcolor="#f6f4ee">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="257"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-valtopina-01.jpg" alt="" /></td>
<td width="143"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-cit-top.gif" alt="" /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;"><br /> Provincia: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Perugia</span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comprensorio: <span style="color: #333333;">Folignate</span></span><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Nome abitanti: </span><span style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: Times New Roman,Times,serif;">Valtopinesi</span><img src="/wp-content/gallery/resources/linea.gif" alt="" width="136" height="1" vspace="3" /><br /> <span style="font-size: 10px; color: #88837d; font-family: Times New Roman,Times,serif; letter-spacing: 0px;">Comune<br /> </span><a style="font-size: 11px; color: #990000; font-family: Times New Roman,Times,serif; text-decoration: underline;" href="http://www.comune.valtopina.pg.it/" target="_blank">www.comune.valtopina.pg.it</a><br />  </td>
<td width="144"><img src="/wp-content/gallery/resources/tit-valtopina-02.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">Situata nell&#8217;alta valle del fiume Topino, era anticamente chiamata <strong>Cerqua</strong> (quercia), dalla località dove sorgeva la chiesa dedicata a San Cristoforo. Per più secoli le sue vicissitudini furono legate alle vicende delle chiese sparse sul suo territorio che, dopo la soppressione del <strong>vescovado di Foro Flaminio</strong>, furono assoggettate definitivamente a quello di <strong>Foligno</strong>. Dall&#8217;anno Mille, la storia della <strong>Valle del Topino </strong>è legata al <strong>Castello del Poggio </strong>che per molti secoli ne fu capoluogo con giurisdizione su un territorio almeno doppio rispetto a quello dell&#8217;attuale Comune. Il <strong>Castello del Poggio </strong>fu, via via sede di Viscontea, di Contea, di Comunità ed Universitas, con un comprensorio di cui facevano parte diversi castelli, rocchi e moltissime chiese e monasteri.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>1282</strong> passò sotto il dominio di <strong>Assisi</strong> e, circa un secolo dopo, per volere di <strong>papa Urbano VI</strong>, affidate ai <strong>Trinci di Foligno</strong>. Con la caduta dei Trinci, Valtopina passò sotto il diretto controllo della Chiesa. Nel corso dei secoli il suo territorio venne man mano ridimensionato per le vicende politiche che dal <strong><span style="color: #8b0000;">Basso Medioevo </span></strong>giungono fino al <strong>1867</strong>, anno in cui la sede municipale venne definitivamente trasferita nel fondovalle alla <strong>Villa la Cerqua</strong>, chiamata poi, <strong>Valtopina</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal <strong>1927</strong> al <strong>1947</strong> fece parte del Comune di <strong>Foligno</strong>, poi nel <strong>1948</strong> tornò ad essere Comune autonomo.<br /> Innumerevoli sono le testimonianze del passato nel territorio valtopinese che documentano l&#8217;insediamento dei Romani; alcuni di valore significativo, come le opere viarie intraprese per la strada consolare Flaminia. Altri interessanti monumenti sono il <strong>ponte romano di Pieve Fanonica</strong>; la costruzione di <strong>ponte Rio </strong>e in località Casa Nova i resti di una <strong>Villa Rustica Romana</strong>. Tra i numerosi castelli, tutti immersi in una natura intatta e raggiungibili con escursioni, segnaliamo oltre il <strong>Castello del Poggio </strong>(fino all&#8217;inizio del secolo sede del Palazzo Municipale), quello di <strong>Gallano</strong>, <strong>Santa Cristina</strong>, <strong>Pasano</strong> e <strong>Serra</strong>. Tra le <strong>chiese</strong> quelle di <strong>San Sisto </strong>e <strong>Santo Stefano di Gallano</strong>, con annesso <strong>monastero Benedettino </strong>eretto nel <strong>1085</strong> (il più importante della zona); quelle di <strong>San Silvestro </strong>a Pasano; di <strong>Santa Cristina</strong>, di <strong>San Giovanni </strong>a Giove, di <strong>San Pietro </strong>a Serra, di <strong>San Cristoforo della Cerqua</strong> di <strong>San Biagio </strong>e <strong>Balciano</strong> ed i resti del monastero di <strong>Villa Postignano</strong>. Ma il territorio valtopinese non è solo ricco di storia e cultura ma anche di risorse ambientali (verdi prati e boschi) che consentono <strong>stupende escursioni </strong>in mezzo ad una natura incontaminata.<br />  </p>
<p style="text-align: center;" align="center"><img class="aligncenter" style="width: 350px; height: 239px; border-image: initial;" src="/wp-content/gallery/resources/valtopina.jpg" alt="" width="350" height="239" align="absMiddle" border="1" hspace="10" vspace="10" /></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it/citta/s-z/valtopina/">Valtopina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.medioevoinumbria.dokploy.desegno.it">Medioevo in Umbria</a>.</p>
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